Costantino della Gherardesca: «Prima o poi divento il nuovo Frizzi»

14 03 2018 di Mattia Carzaniga
<p>Dal 22 marzo su Rai2 va in onda la quinta edizione di "The Voice of Italy" con Costantino alla guida del programma</p> Credits: Sabrina Conforti

Dal 22 marzo su Rai2 va in onda la quinta edizione di "The Voice of Italy" con Costantino alla guida del programma

Beve tè verde tutti i giorni ma tira avanti «a psicofarmaci». Lavora «solo per i soldi» ma aspira a essere il prossimo Fabrizio Frizzi. Ex star di nicchia, Costa debutta alla conduzione del talent Rai “The Voice of Italy”. E si confessa in libreria

Sta facendo tantissime cose Costantino della Gherardesca, per tutti Costa. «Ma non credere che questo mi renda felice» replica lui con l’ironia che lo contraddistingue. «Non ho la brama della gloria. Lavoro solo per i soldi, perciò soffro: preferirei non avere niente da fare». La sua agenda è invece molto fitta. Giovedì 22 marzo parte su Rai2 la quinta edizione di The Voice of Italy, con un cast nuovo: Costa conduce, nel ruolo dei coach ci saranno Al Bano, J-Ax, Francesco Renga e la cantante dei Lacuna Coil Cristina Scabbia. Ogni sabato e domenica alle 11.30 è invece alla guida di Safar, programma di viaggi di Radio2 confezionato alla sua maniera. E da poco è in libreria L’ultimo anno della mia giovinezza (Mondadori), biografia autorizzatissima scritta a quattro mani con Marco Cubeddu.

Cominciamo da The Voice.

È un mondo completamente nuovo, non ho mai condotto un talent. E il grande show in prima serata non mi spaventa: continuerò a essere me stesso, non è che di colpo divento Fabrizio Frizzi. Cercherò di essere divertente e provocatorio, soprattutto con i coach.

Il più sorprendente?

Al Bano. Mi aspettavo un tipo antico e conservatore e invece, essendo uno che nella vita ne ha viste di cotte e di crude, è il più aperto e moderno. Si fa amare da tutti.

Sei del team Romina Power o Loredana Lecciso?

Romina, che domande!

J-Ax è un sostenitore della cannabis a fini terapeutici. So che tu sei per le medicine tradizionali.

Io e lui siamo diversi in molte cose, ma proprio per questo sono felice di lavorarci. J-Ax è un grandissimo imprenditore e comunicatore, non il musicista dannato alla Janis Joplin che molti credono. Io sono un pessimo businessman. E soffro di mille ansie e fobie: tiro avanti con i classici psicofarmaci.

Da star di nicchia a conduttore amato dal grande pubblico televisivo: ti riconosci in questo ritratto?

Io ero il primo a volermi cimentare in uno spettacolo popolare. Il mio sogno, figurati, è fare un giorno un programma di “dating” (primi appuntamenti, ndr). Continuo a sentirmi un po’ un infiltrato in Rai, ma mi devo preparare per i prossimi anni: ora ne ho 41, prima o poi mi toccherà davvero diventare Frizzi, presentare i giochini dopo il telegiornale.

Intanto ti sei messo in forma.

Dici fisicamente? Per colpa di tutte quelle ansie che ti dicevo mi è venuta l’apnea del sonno, una roba spaventosa per cui di notte non respiri. Ma le sono debitore per almeno un motivo: sono stato costretto a dimagrire e ho perso 26 chili. Se vuoi ho un sacco di trucchetti da svelare alle tue lettrici.

Prego.

Primo: bere tè verde tutti i giorni. Poi mangiare cibo con un sapore molto forte o piccante, per esempio la carne di agnello al posto del manzo: sazia di più. E ovviamente evitare i prodotti a lunga conservazione: se vuoi il gelato, prenditi una gelatiera e fattelo in casa. Dici che è troppo?

Forse. Veniamo alla politica. Ti sei sempre schierato, all’ultimo referendum costituzionale eri al fianco dell’ex premier Matteo Renzi.

Lo scenario di oggi mi fa paura. Scrivilo pure: ormai mi definisco ufficialmente “una donna dell’opposizione”. Non mi rispecchio nei partiti che hanno vinto queste elezioni. Sono contento che il centro di Milano, dove vivo, la pensi come me (nel capolouogo lombardo il Pd è il primo partito, ndr), ma bisogna fare i conti con il resto del Paese. Non mi faccio portavoce di chissà quali principi o ideali, però ho una speranza: che passi presto quest’ondata di razzismo. Oltre che eticamente sbagliata, è fuori tempo, va contro l’economia globale.

Per una “donna dell’opposizione” è più facile o più difficile trovare marito?

Bravo, questa è l’altra questione del momento. Non mi sento per niente avvantaggiato. Dopo una certa età e una buona dose di psicofarmaci, non ci si emoziona più solo con un corpo, specie se hai una così scarsa libido come me. Serve una narrativa spettacolare. Perciò potrebbe venirmi la sindrome “a letto col nemico”: fantasticare l’uomo potente e vagamente fascista, per dire. Rispetto a Timothée Chalamet, l’attore di Chiamami col tuo nome che ora piace a tutti, trovo molto più sexy Erdoğan, il presidente turco antidemocratico. L’unico modo per trovare uomini di questo tipo sarebbe forse volare a Washington e frequentare le lobby dei gay conservatori: adesso però non ho tempo.

Nel programma Secondo Costa, andato in onda l’anno scorso, hanno provato a trovarti un fidanzato.

Purtroppo non ne è venuto fuori nulla. Il ragazzo che rispondeva a tutti i requisiti necessari si era tatuato un passeggino, perché padre di una bambina: mi dici come avrei potuto trovare attraente una cosa del genere?

Nel libro confessi di avere molti debiti: la situazione è migliorata?

Affatto: è atroce. Non faccio altro che comprare oggetti. Al momento la massima voce nelle mie spese è una famosa galleria d’arte chiamata Sprüth Magers: ho appena preso un pezzo carissimo di Joseph Kosuth, un artista americano che amo. Ormai lavoro per acquistare opere, oltre che vestiti: ho la perenne sensazione di non avere nulla da mettermi. Poi ora ho la scusa di essere una donna dell’opposizione, mi serve un look adeguato: comincerò con un trench.

L’ultimo anno della tua giovinezza è passato, come sarà il primo della non-giovinezza?

Ti ringrazio per averla chiamata così. Però forse è un peccato essere ancora piuttosto giovane: non vedo l’ora di crogiolarmi nella vecchiaia.


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