Donna 40 anni

A 47 anni mi sento ancora inadeguata agli occhi dei miei genitori

La posta del cuore della scrittrice Chiara Gamberale

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Chiara carissima, il mio problema è... la famiglia. Non quella che (non) ho costruito con il compagno che (non) ho, anche se sto per compiere 47 anni. Ma la famiglia da dove provengo e con cui ancora, nonostante gli anni d’analisi, non riesco a smettere di fare i conti. I miei genitori hanno fondato un’azienda che è il vanto della zona dove viviamo e che io e le mie sorelle abbiamo sempre vissuto come la loro figlia preferita. La maggiore ha cominciato subito dopo le superiori a lavorare con loro, mentre io e la più piccola continuiamo a dare il meglio nei nostri lavori e a sentirci però costantemente inadeguate. Non posso approfittare dello spazio di questa pagina, lo so, ma la mia domanda è: è davvero possibile liberarsi dal marchio, nel sangue, che ci lasciano i nostri genitori? Dal loro modo di chiedere e di dare amore?
Anonima

Carissima Anonima, prima di tutto: leggi La linea di Lucio Pellegrini (La Nave di Teseo) e affonda dentro a quello che slega, mentre li lega, Stelio e Angiola e Olivia e Anita e Tullio, una famiglia che mi ricorda molto la tua, ma che per motivi diversi mi ricorda anche la mia. E forse a ognuno ricorderà la sua, se famiglia è (io credo che lo sia) dove siamo costretti a chiederci (mentre abbiamo il privilegio di farlo) che cos’è che davvero ci fa forti, cos’è che davvero ci fa fragili. Perché quasi sempre i nostri punti di luce sono mascherati da buchi neri, e a volte viceversa. Ma tu hai già scavato tanto, “laggiù”: ti manca solo il coraggio di lasciare andare, paradossalmente, tutto quello che hai capito. Sai che cosa ho fatto io, per il mio 45esimo compleanno? Sono andata al mare, ho infilato una foto di me bambina in una bottiglia, l’ho lanciata e le ho urlato: «Fai buon viaggio, non ho più bisogno di te». Perché non provi?

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Chiara Gamberale è scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva. Il suo ultimo libro è Il grembo paterno (Feltrinelli)

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