Quello che, quando sussurri «Ti amo» risponde «Grazie!»; quello che ti dice cose meravigliose e poi sparisce; quello che «Non sono fatto per il matrimonio», salvo mollarti e sposarsi (con un’altra) sei mesi dopo. «Sono tre esempi di stronzaggine maschile, molto più diffusi di quanto si creda» commenta Federica Bosco, scrittrice, sceneggiatrice e autrice di Dimenticare uno stronzo. Il metodo detox in 3 settimane (Mondadori). L’autrice, che di amori sbagliati ne ha collezionati un po’, conosce bene l’argomento.

«Finché, dopo l’ennesima delusione, ho deciso di cambiare rotta e iniziato a volermi bene. Ora riconosco a distanza i maschi egocentrici, infantili, mediocri, narcisisti e vigliacchi. E non permetto più a nessuno di calpestare me e i miei sentimenti. Basta una frase sgarbata per farmi allontanare senza rimpianti». Prima di raggiungere questo obiettivo, però, ha dovuto “disintossicarsi”. «Il problema non sono gli stronzi, ma le donne che continuano a cascarci. Ragazze con una bassa autostima e dipendenti dalle montagne russe di emozioni che un legame così alimenta. Ecco perché la prima cosa da fare è lavorare su se stesse».


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Johnny Depp e Amber Heard si sono separati in maniera burrascosa: la giovane attrice ha infatti accusato Depp di essere stato violento nei suoi confronti, ripetutamente. 

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La ex moglie Vanessa Paradis e la figlia Lily-Rose Depp si sono subito mobilitate per difendere l’ex marito e il papà.

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Il matrimonio dei due attori è durato poco più di un anno.

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Durante il periodo che hanno passato insieme, gli attori si sono fatti notare spesso per le loro intemperanze. 

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Bastano due settimane
Perché 15 giorni? «Il neurobiologo Mark Lewis dice che qualsiasi nuova abitudine ha bisogno di 15 giorni per essere acquisita dal nostro cervello» spiega Federica Bosco. «Con un po’ di forza di volontà, quindi, è questo il tempo necessario per eliminare le dipendenze dalle relazioni tossiche. E, anziché restare legate a chi ci fa del male, ci umilia, ci usa, e ci manipola, iniziare a fare scelte rispettose di noi stesse. All’inizio è molto dura, ma se non ci proteggiamo nessun altro lo farà al posto nostro».

Un lavoro su mente e corpo
La teoria, ovviamente, non basta. «Servono gesti concreti. Come rimuoverlo dagli amici su Facebook e smettere di seguire chiunque possa rimandare a lui» spiega la Bosco. «E quando si viene travolte dalla tentazione di chiamarlo? La si può smorzare mettendo nero su bianco le crudeltà che lui ci ha inflitto. Poi però occorre anche uscire, prendere impegni, sforzarsi di andare a correre regolarmente (lo sport è una medicina fondamentale, perché stimola la produzione di endorfine, gli ormoni del piacere), prendersi cura di qualcosa o qualcuno». Tutto pur di non dare spazio alla nostalgia e all’autocommiserazione.

Un consiglio per il futuro
È scientifico (e lo sottoscrive anche l’autrice di questo articolo pensando al suo matrimonio andato a rotoli dieci anni fa): tutte le storie di merda cominciano con un: «E dire che all’inizio non mi piaceva nemmeno». «È un classico. Ma allora, la domanda è: possediamo un sesto senso funzionante e perché abbiamo smesso di ascoltarlo?» continua la scrittrice. «Perché ci lusigna il fatto che lui ci ha messo gli occhi addosso? O perché ci illudiamo di poter cambiare il bastardo? Sono pensieri tossici! Cominciamo a dare credito alla nostra vocina interiore. E, finalmente, non metteremo più il nostro cuore nelle mani sbagliate».