Non facciamo più l’amore. Come ritrovare il desiderio?

09 05 2018 di Chiara Gamberale
Credits: Elisa Macellari

Dal 2015 la scrittrice ha una rubrica su Donna Moderna dove si confronta con le lettrici sui problemi di coppia, sesso, relazioni affettive. Ogni settimana pubblichiamo le sue risposte, online e sulla carta: se anche tu vuoi scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara, perdonami se ti presento un problema che forse non fa per te o che potresti ritenere imbarazzante, ma credo che anche questa sia una parte dell’amore. La vita sessuale tra me e mio marito è completamente morta. Defunta. Addio. Non credo che lui abbia raggiunto la pace dei sensi, perché anzi lo vedo molto “ricettivo” davanti a donne che incontriamo o che vediamo in televisione. Di sicuro la pace non l’ho raggiunta io, che grazie al cielo ho ancora i miei desideri. Ma quando ci ritroviamo uno accanto all’altra… boh, non ci va. Anzi, mi viene ormai un po’ da ridere al pensiero. È come se i nostri corpi avessero iniziato reciprocamente ad annoiarci. E naturalmente la noia non è proprio una buona base di partenza per una notte di passione. E allora che dovremmo fare? Rassegnarci? Concederci scappatelle come fa mezzo mondo? Esiste un’alternativa allo squallore?

(Marzia)

Cara Marzia, eh. Stai affrontando un fenomeno con cui ha a che fare la maggioranza delle coppie sposate. E intorno a questo problemino ruota gran parte dell’economia: industria e negozi specializzati, cinema sottobanco, chat e siti… Tutti a domandarsi: come si mantiene vivo il desiderio? Una strada ce l’ha mostrata la scienza: la paura di perdere l’altro. Nulla risveglia il desiderio come smettere di dare per scontato il partner. Strategia! Mostrati leggermente distante e chissà che non voglia conquistarti di nuovo. Ma esiste una strada più gioiosa: giocare. Se i vostri corpi vi annoiano è perché non ne avete sperimentate tutte le possibilità. Per farlo non basta una vita. Esplorate e inventate. Esploratevi. Reinventatevi. Non dimenticate che non si finisce mai davvero di conoscere l’altro. E tantomeno si finisce di conoscere noi stessi. Chiedete aiuto al vostro mistero, insomma: se lo lasciate fare, sono sicura che potrà sorprendervi.

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