Un mese prima della Giornata della Memoria del 27 gennaio, un’inchiesta giudiziaria ha fatto emergere una rete che mirava a ricostituire il partito nazista in Italia. Una delle ideologhe del gruppo, intercettata, diceva: «Sposerei un ebreo soltanto per torturarlo tutti i giorni». È l’ultimo di tanti episodi che segnalano come in Italia l’antisemitismo sia drammaticamente in crescita. Se gli insulti alla senatrice Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah e ispiratrice della Commissione bicamerale sull’odio (che si insedierà a febbraio presieduta da Milena Santerini, docente all’università Cattolica di Milano), hanno avuto una risonanza così ampia da convincere il Viminale a metterla sotto scorta, ci sono decine di piccole manifestazioni quotidiane che rischiano di essere sottovalutate.

Il primo ghetto è nato nel ’500 a Venezia

Nel 2019, secondo l’osservatorio del Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea), sono stati registrati in Italia 251 episodi tra minacce, aggressioni e profanazioni di siti come i cimiteri e le pietre d’inciampo. L’aumento è evidente: nel 2017 erano stati 130, nel 2018 invece 181. La ragione, secondo il sociologo Stefano Allievi, è da ricercare in questo periodo storico: «È un classico: in situazioni di crisi economica o di incertezza, si tende a cercare un capro espiatorio contro cui indirizzare il malcontento sociale. Nel frattempo sono cresciuti movimenti politici in tutta Europa che cavalcano questa attitudine, spingendo a cercare un colpevole qualunque».

Non è un caso che spesso fenomeni di odio differenti crescano di pari passo. «È un meccanismo psicologico: le discriminazioni non si elidono, si sommano. Se in un corteo anti-immigrati inserisco uno slogan anti-ebrei, è come se lo legittimassi» aggiunge Allievi. Anche la storia ha il suo peso. «Una generazione di italiani è stata educata all’antisemitismo durante il fascismo. E quella campagna martellante ha lasciato un segno fortissimo nella società: il sentimento antiebraico era solo sopito e la situazione lo ha fatto riemergere» spiega il direttore del Cdec, Gadi Luzzatto Voghera.

Le radici del fenomeno non risalgono, però, al ’900. «C’è una storia lunga di inimicizia verso il popolo ebraico» ragiona Giuseppe Ortoleva, professore di Storia all’università di Torino. «A volte dimentichiamo che il primo ghetto della storia è nato in Italia, a Venezia, nel 1517». Le stesse teorie cospirative oggi tornate d’attualità, secondo cui gli ebrei sarebbero i padroni della finanza mondiale, arrivano da lontano. «Gli ebrei costituiscono una minoranza che ha sempre vissuto al nostro fianco. Facevano comodo perché a loro erano affidati i primi servizi bancari che inizialmente erano vietati ai cristiani» ricorda Ortoleva. «Ma proprio per questo venivano accusati di essere ladri e profittatori». Insomma, accanto a noi ma separati e oggetto di pregiudizi duri a morire.

Le minoranze sono vittime di intolleranza

Ad amplificare oggi il fenomeno sono i social. Secondo una recente ricerca di Vox (Osservatorio Italiano sui Diritti), nel periodo marzo-maggio 2019 su 19.952 tweet che parlavano di ebrei 4.756 erano positivi e 15.196 negativi. Tra le parole utilizzate come insulto figurano rabbino, usuraio, giudeo, strozzino, sionista. È interessante notare i momenti in cui si sono registrati i picchi di tweet antisemiti: 23 marzo 2019 (durante un corteo di Forza Nuova, il giornalista Gad Lerner viene allontanato perché ebreo), 27 marzo 2019 (Giorgia Meloni pubblica un post in cui definisce George Soros «usuraio»), 16 aprile 2019 (bimbo ebreo bullizzato in una scuola di Ferrara al grido di «Riapriamo Auschwitz»).

Basta un segnale perché le opinioni si polarizzino e la maggior parte degli utenti si accanisca contro la minoranza di turno: immigrati, stranieri, comunità Lgbtq subiscono lo stesso trattamento, anche se con un trend meno crescente. Al quadro va poi aggiunta la presenza di 300 siti e almeno 50 gruppi chiusi su Facebook dichiaratamente antisemiti. È ovvio che a rischio siano soprattutto le nuove generazioni.

«L’adolescenza è sempre un momento di opinioni e comportamenti radicali. Ma a inculcare falsi miti sono ovviamente gli adulti» spiega Allievi. Dello stesso avviso Luzzatto Voghera: «Caricare parole neutre come “ebreo” di un significato negativo, dimostra profonda ignoranza e superficialità». Ecco perché torna centrale la formazione: «Far capire cosa ci sia dietro quelle parole, quale sia il passato, cosa sia accaduto nella storia, è fondamentale». Così come fondamentale è non cercare alibi. «L’errore più frequente» conclude Luzzatto Voghera «è giustificare anche solo una frase razzista dicendo che si stava scherzando o che si era in gruppo. È lì che nasce il germe dell’odio».

I libri per non dimenticare la shoah


Storia di Sergio (Rizzoli) di Anna e Tatiana Bucci con Alessandra Viola
Una scrittrice e 2 superstiti dell’Olocausto ripercorrono, attraverso le parole del piccolo Carlo, la storia dei bimbi scelti dal medico nazista Joseph Mengele per i suoi esperimenti.

La bambina e il nazista (Mondadori) di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli
Fino a che punto un uomo può tradire un giuramento per proteggere un innocente? Hans Heigel, giovane SS destinata alla sorveglianza di un lager, lo scoprirà sulla sua pelle.

Il ragazzo che decise di seguire suo padre ad Auschwitz (HarperCollins) di Jeremy Dronfield
Romanzo ispirato ai diari di Gustav Kleinmann, un ebreo viennese deportato insieme al figlio 15enne. La storia di un legame più forte dell’orrore.

Il regno di Auschwitz (Solferino) di Otto Friedrich
Un classico della Shoah, pubblicato per la prima volta nel 1982, dove si ricostruisce con gli attrezzi dello storico la vita all’interno del lager più tristemente celebre.

La pietra nera del ricordo (Mondadori) di Giulio Busi
Testimonianze di ebrei italiani sopravvissuti alle persecuzioni, ricostruzioni storiche, mappe, discorsi pubblici. Una raccolta per commemorare i 20 anni della giornata del ricordo.

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I LIBRI IN EDICOLA CON DONNA MODERNA

In occasione del Giorno della Memoria, in edicola con Donna Moderna trovi questi libri (per adulti e bambini):


1 di 3

Se questo è un uomo di Primo Levi

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2 di 3

Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre testimone della Shoah

Lo trovi in edicola con Donna Moderna a € 7,90 (rivista esclusa).


3 di 3

Questa è una proposta specifica per i più piccoli, La stella che non brilla di Guia Risari, che affronta con tatto e delicatezza il tema dell’Olocausto per spiegarlo ai bambini. Il volume, cartonato e illustrato, è in edicola a € 9,90 oltre la rivista.