Ogni settimana pubblichiamo le risposte di Chiara Gamberale alle domande delle lettrici, sia online che sulla carta. Per scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara,
il mio compagno non vuole più fare l’amore con me. Stiamo assieme da 16 anni e non abbiamo figli per scelta di entrambi. Dopo una brutta crisi, ormai superata, sono quasi 2 anni che non mi desidera. Accampa improbabili scuse e la colpa ovviamente è quasi sempre mia: non sono come lui vorrebbe, sono spesso nervosa e arrabbiata, ma sono la stessa di quando mi ha conosciuta. Prima era passionale, adesso dice che è stressato (anche se fa un lavoro molto poco stressante) e che non devo chiedergli niente da quel punto di vista. Siamo andati dall’andrologo e sembra non avere nessuna disfunzione: almeno è quello che mi ha detto, dato che il medico lo ha fatto entrare da solo. Ho appurato, poi, tramite un investigatore privato, che non ci sono altre donne. Lui scherza come se niente fosse e non si pone il problema. Non gli va e basta. Per il resto è buono, gentile, simpatico, affettuoso, collaborativo, ma se intavolo quel discorso si arrabbia e mi dice di aspettare che lui si sblocchi. Gli ho anche proposto di andare da un terapeuta di coppia, però non vuole saperne. In passato ha avuto delle défaillances, ma mai mi sarei aspettata un epilogo così triste! Che sia diventato impotente e si vergogni ad ammetterlo? Mi sento umiliata, non mi sento più una donna.
Anonima

Mia cara,
sai cosa mi colpisce di più della tua lettera? Che consideri superata la vostra crisi, perché così scrivi all’inizio. E mi colpisce non perché io creda che sia in crisi una coppia che smette di fare sesso: Freud definiva quello che vi sta capitando il più comune disturbo del comportamento sessuale. Però credo che sia in crisi una coppia che smette di parlare di quanto le succede: hai ingaggiato un investigatore per avere risposte, metti in dubbio l’esito di una visita e ti scontri in continuazione con il suo silenzio ostinato… Qui non si stanno allontanando solo i vostri corpi. È in pericolo la comunione delle vostre anime. Perché non gli fai leggere questo nostro scambio? Potrebbe essere lo spunto per ricominciare da quella domanda che rischia di finire seppellita dalla tua amarezza e dal suo timore, probabilmente, di sentirsi giudicato. La domanda è: come stai, tu?

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Disegno di Elisa Macellari