Per la Gen Z e la Gen Alfa non si tratta di una vera novità, quanto piuttosto di un riconoscimento di fatto di certi neologismi che ormai fanno parte del lessico dei più giovani. Ma tra le new entry del prestigioso Dizionario Cambridge, come skibidi, non manca una definizione che potrebbe incuriosire soprattutto le “over”: si tratta di tradwife.

I neologismi destinati a durare

Quante volte sarà capitato di sentir dire skibidi ai vostri figli (o nipoti)? Ormai si tratta di un termine molto diffuso, tanto che il Cambridge Dictionary ha deciso di “sdoganarlo” definitivamente inserendolo tra i neologismi che meritano un posto nel proprio volume. Una scelta che conferma che non si tratta di una moda passeggera, dettata solo dall’influenza di TikTok. «Non capita tutti i giorni di vedere parole come ‘skibidi’ e ‘delulu’ comparire nel Cambridge Dictionary. Aggiungiamo parole solo quando pensiamo che possano durare», ha spiegato il responsabile del programma lessicale, Colin McIntosh.

Dallo skibidi toilet all’intercalare comune

Ma quali sono le nuove parole? La prima è skibidi: i primi a usarla sono stati gli adolescenti, dopo che è diventato virale un video apparso per la prima volta su YouTube, il cosiddetto Skibidi Toilet. Ai limiti del demenziale, perché mostrava teste umane che spuntavano dai WC, si è diffuso fino ad assumere il senso di qualcosa di particolare, per dare enfasi a quanto si sta dicendo, quasi un’esclamazione che può essere positiva o negativa a seconda dei contesti. Come spiega il Cambridge Dictionary «può avere significati diversi, come ‘cool’ o ‘cattivo’, oppure può essere usata senza un vero significato come uno scherzo». Ad esempio, si può usare come intercalare per rafforzare in una frase come «Che skibidi stai facendo?».

Chi è la tradwife

In questo caso, invece, le dirette interessate sono donne più mature, come le mogli che vanno fiere del loro ruolo di compagne vecchio stile, al fianco del partner e pronte anche a rinunciare a qualche spazio di autonomia per lui. Per questo motivo sono anche state criticate quando, fin dal 2020, hanno aperto la strada alle influencer che sui social – in primis TikTok, ma senza disdegnare Instagram o YouTube – si vantano del loro approccio conservatore e tradizionalista al rapporto di coppia.

Delulu: i desideri impossibili

Un po’ meno scontato è il significato di delulu”, anch’esso però ormai entrato nel linguaggio quotidiano. Si tratta dell’abbreviazione di “delirante” e indica la posizione di chi antepone il proprio pensiero alla verità oggettiva: in un mondo in cui la distinzione tra notizie e fake, dati oggettivi e opinioni diventa sempre più difficile da individuare, ecco che non poteva mancare un termine come delulu, che i compilatori del dizionario britannico definiscono come «credere in cose che non sono reali o vere, di solito perché si sceglie di farlo».

L’influenza dei social e della cultura pop (o K-pop) nelle nuove parole

In questo caso le origini del termine sono associate anche al boom della musica K-Pop, quella di provenienza sudcoreana e rappresentata da gruppi come i BTS, i Bangtan Sonyeondan. Ecco che delulu, circa una decina di anni fa, indicava la presunzione dei fan del K-Pop di poter incontrare e uscire con i propri idoli. Spesso si associa anche a un altro termine solulu, che invece significa solution, in espressioni come delulu is the solulu (traducibile grosso modo con «sognare di esaudire i propri desideri è la soluzione»). Una variante è stata quest’anno anche dal premier austrialiano, Anthony Albanese che, per attaccare i suoi oppositori in Parlamento, ha affermato: «delulu with no solulu».

Da broligarchY a mouse jiggler e work spouse

Infine, ecco altre due new entry: broligarchY e mouse jiggler”. Nel primo caso la parola deriva da “bro” e “oligarchia” e, come spiegano da Cambridge, comprende «un piccolo gruppo di uomini, in particolare uomini che possiedono o sono coinvolti in un’azienda tecnologica, che sono estremamente ricchi e potenti e che hanno o desiderano influenza politica». Il mouse jiggler, invece, indica quei software che imitano il movimento del mouse e servono a chi, lavorando da remoto, vuole prendersi una pausa senza chiederla al proprio capo. Infine e sempre in ambito lavorativo, un posto merita anche work spouse, ossia chi ha così tanta fiducia in un collega da non esitare ad aiutarlo o comportarsi quasi come un partner amoroso.