Le ultime novità del Decreto scuola

11 10 2019 di Eleonora Lorusso
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Via libera al concorso per i precari, no alle impronte digitali per i presidi: sono le principali novità del Decreto scuola varato dal Governo

L’obiettivo principale è la stabilizzazione dei precari, ma nel Decreto scuola ci sono anche alcune novità che riguardano i “vecchi” supplenti e i dirigenti scolastici che, ad esempio, non dovranno essere sottoposti a rilevazioni biometriche, ossia alla registrazione delle impronte digitali. Il testo è frutto dell’intesa raggiunta con i sindacati il 1° ottobre e contiene provvedimenti che interessano complessivamente 60mila assunzioni nella scuola tramite concorsi tra insegnanti delle medie e superiori, ma anche di precari degli enti di ricerca e personale addetto alle pulizie. Ecco i punti principali.

Concorso straordinario per 24mila precari

Ha lo scopo di far entrare in ruolo 24mila docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), con tre anni di servizio (anche non continuativo) maturato tra il 2011 e il 2019. Riguardano materie comuni e anche posti da insegnanti di sostegno. Chi lo vincerà potrà ottenere una cattedra a partire dal prossimo anno scolastico 2020/2021 e fino al 2022/2023: il numero di 24mila è stato calcolato, infatti, sulla base dei posti vacanti anche per i prossimi 4 anni. Anche per i precari degli enti di ricerca è previsto un percorso di stabilizzazione, purché in possesso di anzianità di servizio maturata con assegni di ricerca. 

Le prove e i requisiti

Si dovrà superare una prova scritta cosiddetta “computer based”, dunque al pc, con domande a risposta multipla, ottenendo un punteggio minimo di 7/10 che servirà a formare la graduatoria insieme a titoli culturali e di servizio. Dopo la prova scritta scatterà il periodo di un anno di prova, che permetterà di ottenere i 24 crediti formativi necessari, con oneri a carico del Miur. Infine, è prevista una prova orale, che consisterà nella simulazione di una lezione davanti a una commissione di docenti interni alla scuola, più un membro esterno. Per chi superasse lo scritto, ma fosse fuori dai 24mila vincitori, ci sarà la possibilità di ottenere l’abilitazione purché acquisisca i 24 crediti formativi e stia insegnando nell’anno in corso, con supplenza fino al 30 giugno.

Concorso ordinario per altri 24.500

È destinato a neolaureati o precari che hanno già partecipato al concorso straordinario e sono in possesso dei 24 crediti formativi necessari per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato. È previsto anche in questo caso per insegnanti di scuole medie e superiori, e prevede oltre 24mila posti.

Possibilità di trasferimenti

Una novità riguarda la possibilità, per i vincitori e gli “idonei” dei concorsi del 2016 e del 2018, oltre che per i docenti delle Graduatorie ad Esaurimento (Gae) di poter presentare la domanda di immissione al ruolo in una Regione o Provincia differente. Il provvedimento è stato pensato per evitare i disagi dovuti a trasferimenti in corso d’anno, che costringono a fare ricorso a supplenti. La stabilizzazione, successiva all’immissione in ruolo, è prevista dopo lo scorrimento delle graduatorie relative al territorio per cui si fa richiesta. 

Minimo 5 anni

Sempre per garantire la continuità didattica, il Decreto prevede che per tutti i dicenti appena immessi in ruolo ci sia un vincolo di permanenza di cinque anni nella sede in cui si è diventati titolari di una cattedra.

Bonus per i docenti (anche precari)

La misura approvata dal Governo conferma il bonus per gli insegnanti, estendendolo anche ai precari, dunque a tutte le maestre della scuola primaria e ai professori della secondaria (statali), anche non di ruolo. Il corrispettivo economico, assegnato su decisione del dirigente scolastico di anno in anno, sarà quindi riconosciuto anche ai precari che hanno contratti a termine in scadenza fino al 30 giugno o al 31 agosto.

Niente impronte digitali

A proposito di dirigenti, è saltata invece la misura che preveda l’obbligo di controlli biometrici, ossia le impronte digitali, per i presidi, dopo il no del Garante della Privacy. I presidi avevano definito “vessatoria e incostituzionale” la misura, pensata per contrastare l’assenteismo e inserita nel Decreto Concretezza dal precedente esecutivo. I 17 milioni di euro che sarebbe costata la rilevazione saranno destinati a interventi di risparmio energetico degli istituti scolastici.

Addetti alle pulizie

Infine, sono 11.263 gli addetti alle pulizie (ex Lsu) che saranno assunti dal 1° gennaio, purché abbiano maturato un’anzianità di almeno 10 anni, siano in possesso di diploma di terza media e non abbiano precedenti penali.

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