Si parla spesso di Revenge porn, ma anche di uso scorretto delle immagini intime in rete e in particolare sui social. Quasi sempre le vittime sono donne. Da Facebook è arrivata una nuova iniziativa, insieme al Garante della Privacy per evitare che i propri scatti possano essere diffusi su Facebook e Instagram.

Eccome come funziona e cosa bisogna fare per tutelarsi.

Boom di immagini intime su internet

La quantità di immagini di nudo o intime non autorizzate e rimosse dalla rete è in aumento. Solo negli ultimi quattro mesi del 2020, infatti, ammontavano a 28 milioni. Nella quasi totalità dei casi (98%) gli amministratori o le autorità sono intervenuti prima ancora che i diretti interessati, cioè le persone fotografate, se ne potessero accorgere. Sono numeri che danno l’idea di un fenomeno che riguarda 2,60 miliardi di utenti nel mondo.

Facebook nel 2019 aveva lanciato un progetto pilota per fermare la pornografia non consensuale, quella appunto in cui le vittime sono inconsapevoli. Si chiama “Non senza il mio consenso”: un hub online su Facebook di supporto, sviluppato insieme a esperti del settore, all’interno del Centro per la sicurezza.

È uno spazio realizzato in collaborazione con l’associazione no-profit PermessoNegato: qui si trovano informazioni utili per fermare la diffusione impropria e illegale di immagini private e contatti di organizzazioni che offrono supporto alle vittime, oltre che indicazioni pratiche su come rimuovere i contenuti prima che vengano ulteriormente condivisi sia su Facebook che su Instagram.

Ora è più facile segnalare

All’interno di questo programma di Facebook, si affianca ora un nuovo strumento, questa volta grazie al coinvolgimento del Garante per la Privacy. È proprio sul sito dell’Authority, infatti, che è stato creato un canale dove può trovare un aiuto concreto chi teme che siano state condivise le proprie immagini intime o video intimi, oppure è stato vittima di pornografia non consensuale. Le persone possono contattare PermessoNegato o il Garante Privacy ed essere così aiutate a sottoporre in modo sicuro quelle foto o video a Facebook. Facebook creerà una firma digitale unica o hash (composta da valori numerici che codificano l’immagine in modo che non sia riconoscibile a occhio nudo) del contenuto prima di distruggerlo e bloccherà possibili tentativi di pubblicazione sulle proprie piattaforme.

Se, invece, le foto o video sono già online senza l’autorizzazione del proprietario o del soggetto in questione, è sempre possibile fare una segnalazione su Facebook o su Instagram. Anche in questo caso le piattaforme faranno ricorso alla stessa tecnologia digitale per impedire la duplicazione e condivisione. Grazie al ricorso all’intelligenza artificiale, inoltre, un algoritmo Facebook potrà anche “capire” quali immagini e video di nudo sono condivisi senza permesso su Facebook e Instagram.

Come proteggersi step by step

Cosa fare se si teme una propria immagine o video intimo possa essere condiviso senza il proprio consenso?

Il primo passo è contattare il Garante della Privacy o l’associazione PermessoNegato e fornire il contenuto in questione a Facebook, per far sì che la piattaforma ne impedisca la condivisione, anche su Instagram. Per far ciò occorrerà autorizzare il Garante o Facebook al trattamento delle immagini personali in questione, in modo che siano trattate. Appositi accordi di riservatezza garantiranno la tutela dei dati personali: sarà richiesta, infatti, la sottoscrizione di un modulo con nome, link al profilo Facebook (nel caso se ne possieda uno), indirizzo email sicuro e protetto e altre informazioni necessarie ad avviare il percorso.

L’intervento del Garante

A questo punto sarà il Garante della Privacy o PermessoNegato a inoltrare il modulo a Facebook, che a sua volta invierà all’indirizzo e-mail sicuro dell’utente un URL per caricare le immagini pornografiche o intime da “bloccare”.

Sarà sufficiente cliccare sul link per aprire la pagina, caricare e inviare le immagini e i video direttamente a Facebook, dove un ristretto gruppo di addetti potrà avere accesso al materiale. Si tratta del team di Community Operation, che opera solo dopo una formazione specifica nel campo della sicurezza, per Facebook e Instagram.

Entro 48 ore, utilizzando una tecnologia detta Hashing, se le immagini o i video della persona soddisfano i criteri, il gruppo sarà in grado di trovare corrispondenze tra i video e le immagini, per evitare ulteriori condivisioni.

Il “blocco” su Facebook

Grazie a questo intervento l’utente sarà informato tempestivamente in caso di tentativo di condivisione dei propri contenuti intimi, e Facebook stessa procederà a bloccare la pubblicazione. Al termine del percorso è previsto un sondaggio per avere un riscontro di gradimento dell’intervento da parte di Facebook.

I contatti utili

Chi ricevesse la minaccia di pubblicare il proprio materiale, foto o video intimo, o chi fosse già vittima di una condivisione, può in qualunque momento consultare la pagina dedicata sul sito del Garante per la Protezione dei Dati Personali oppure sul sito permessonegato.it, sulla pagina Facebook di Permesso Negato o sul profilo ufficiale su Instagram.