Fumo in spiaggia, verso il divieto?

Il Codacons chiede che entri in vigore il divieto di fumare nelle spiagge, sul modello di Bibione. E non solo. Ecco dove c'è già. E cosa ne pensa la gente

Sigarette bandite da tutte le spiagge italiane”. A chiederlo è il Codacons, proponendo come modello la località venete di Bibione e il progetto “Respira il mare!”. Nel centro turistico ad altissima densità di vacanzieri italiani e stranieri, dal 2014 è vietato il fumo nella battigia, la fascia che va dal mare alla prima fila di ombrelloni, per una lunghezza di oltre otto chilometri. Per chi sgarra, e viene beccato, la multa prevista è di 25 euro. Ma ospiti e residenti si sono adeguati senza bisogno di applicare il pugno di ferro. E il gradimento dell’iniziativa, preceduta da una fase sperimentale scattata nel 2011 in una piccola area, è elevato.

L'appello pro divieto

Negli ultimi anni – riconosceil presidente dell’associazione di consumatori, Marco Maria Donzelli – molto si è lavorato per mettere pienamente a conoscenza dei tabagisti i rischi ai quali vanno incontro con il fumo di sigaretta. Troppo poco invece è stato fatto per quanto riguarda gli effetti prodotti dal fumo passivo. Le ricerche dimostrano quali catastrofici danni possono essere provocati dal fumo passivo e le spiagge si rivelano essere luoghi in cui i livelli superano quelli di allerta”. Non basta, allora, lo stop al tabacco in locali e uffici pubblici, nelle scuole, sulle macchine in sosta e in movimento con a bordo bambini o donne incinta e a ridosso degli ospedali. “Chiediamo che venga esteso a tutte le spiagge italiane – incalza Donzelli - perché la salute dei cittadini non può passare in secondo piano rispetto a niente”.

In riva al mare come tra le auto

I tempi, sempre secondo il presidente del Codacons, sono maturi per seguire l’esempio di Bibione e delle altre località italiane e straniere in cui gli arenili sono già smoke free, pochissime. “Gli studi scientifici svolti sulla spiaggia veneta dagli esperti dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – ricordano i suoi collaboratori - hanno avuto risultati sono tanto significativi quanto incredibili: l’inquinamento generato dalle sigarette fumate in riva al mare può superare quello che si registra in una zona ad elevato traffico di auto”.

Ecco il modello Bibione

Il sindaco del comune veneto con la battigia smoke free, Pasqualino Codognotto, appoggia la richiesta di Donzelli. “Quando siamo partiti noi – ricorda – l’interesse è stato enorme. Mi hanno chiamato da altre zone turistiche, ho partecipato convegni e incontri. Ma poi non abbiamo avuto un gran seguito, altrove. La cittadinanza e i turisti però sono soddisfatti. Il nostro progetto è stato preceduto da un sondaggio e da una sperimentazione, non imposto dall’alto. Inoltre ogni anno monitoriamo la situazione e elaboriamo un report. Porto solo un esempio, per certificare i risultati dell’iniziativa. La scorsa estate abbiamo ritirato 300mila mozziconi dai contenitori collocati in spiaggia, in questa stagione andremo oltre”. E non c’è bisogno di tartassare di multe i bagnanti, per convincerli con le cattive a non fumare sulla battigia. Fino ad oggi a Bibione non è stato compilato alcun verbale. “E’ evidente che lo scopo del divieto – dice sempre il sindaco Codognotto - non è quello di fare cassa. La finalità è educativa, preventiva. Serve a rendere consapevoli dei rischi legati alle sigarette e della necessità di migliorare la qualità dell’aria, a vantaggio di tutti e dell’ambiente”.

Divieti anche in Sardegna

Un divieto ancora più rigido è in vigore, dal 2012, a Porto Torres. “Da noi – spiega il vicecomandante della polizia municipale, Antonio Bazzoni, non si può fumare in tutta la spiaggia, non solo lungo la battigia. E’ proibito anche dove ci sono gli ombrelloni. All’inizio la cosa non era molto accettata ed abbiamo fatto un certo numero di multe, da 50 euro. Poi i bagnanti si sono adeguati e le infrazioni sono diminuite. Qualche verbale però c’è ancora”.

Quest’anno in Sardegna si è mosso anche il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus. A luglio ha firmato un’ordinanza che impone di non fumare a chi non ha al seguito un contenitore per raccogliere cenere e cicche di sigarette e sigari. “Il provvedimento – ha spiegato, presentando le disposizioni restrittive - si rende necessario per porre rimedio a un danno ambientale incalcolabile, provocato da chi lascia i mozziconi nella sabbia. Le nostre spiagge del Sinis sono di rara bellezza e perciò molto frequentate da turisti di ogni età da famiglie e bambine. Le scelte dell’amministrazione hanno l’intento di trasmettere, soprattutto ai più giovani, le buone maniere, la salvaguardia della salute e il rispetto del territorio e delle aree comuni”.

Gli esempi dei “vicini” francesi

Altri esempi virtuosi il Codacons li ha trovarti fuori dall’Italia, in Francia e in Corsica, per citare i più vicini. “Non è più possibile fumare – comunicano dall’associazione – in 26 spiagge della Costa Azzurra e in dieci litorali dell’isola, tra Ajaccio (Ricanto, Saint François, Trottel), Bonifacio (Balistra, Grand Sperone, Piantarella, Rondinara, Tonnara) e Porto Vecchio (Santa-Giulia e Palombaggia)”.



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