Io sono innamorata e la aspetto, ma lei sta bene senza di me

23 07 2018 di Chiara Gamberale
Credits: Elisa Macellari

Dal 2015 la scrittrice ha una rubrica su Donna Moderna dove si confronta con le lettrici sui problemi di coppia, sesso, relazioni affettive. Ogni settimana pubblichiamo le sue risposte, online e sulla carta: se anche tu vuoi scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara, vivo a Londra da 4 anni. Io e la mia ragazza nel 2013 eravamo fidanzate da 7 anni. Lei a ottobre vinceva una borsa di dottorato, io non avevo ancora trovato un lavoro pagato più di 400 euro al mese. Così lei è partita, io l’ho raggiunta. Dopo 2 anni, però, lei si è chiusa in se stessa, sempre più concentrata sul suo dottorato. Diventavamo grandi allontanandoci ma speravo fosse solo un momento. A settembre ho detto basta: «Prendiamoci una pausa». Dopo poche settimane ho capito che era stato un errore. Lei mi ha detto che ero pazza a pensare di tornare indietro, ma intanto io rifiutavo lavori in Italia per supplicarla di tornare insieme. Ci allontaniamo, ci riavviciniamo, facciamo l’amore, poi lei scompare per intere settimane. Si è trasferita fuori Londra, io vado a trovarla nei weekend, ma mi sento tremendamente sola. Ho smesso di prenotare voli (non vedo i miei da 6 mesi) perché spero che nei weekend mi chiami per vederci, ma mentre lei sa stare senza di noi, a me sembra di impazzire. Che fare? Tornare in Italia e ricominciare daccapo o darle un ultimatum?

Valentina

Cara Valentina, esiste una cosa che dimentichiamo sempre (e sì, sono anch’io tra le colpevoli). La sofferenza, in amore, può esistere. Ma non deve essere la regola. Non c’è un modo unico per stare in coppia: lontani o vicini, sempre d’accordo o a scannarsi. Purché soffrire sia un incidente, un momento di passaggio, e non il cuore di un rapporto. E uno dei metodi sicuri per rendere la sofferenza una regola è ricoprire la parte della persona che insegue, che prega, che aspetta davanti a una porta chiusa. Non si tratta solo del rispetto che dobbiamo a noi stessi, ma del rispetto per l’amore in sé per sé, che può e deve essere tutta un’altra cosa. Lotta, se vuoi. Ma impara anche a lasciare andare e a capire che le cose cambiano. Solitudine, insoddisfazione, attese perché lei chiami. Non era questo il sentimento che vi legava 2 anni fa. Sbaglio?

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