Io ero quella pazza, lui il perfettino. Ora siamo troppo simili

04 07 2018 di Chiara Gamberale
Credits: Elisa Macellari

Dal 2015 la scrittrice ha una rubrica su Donna Moderna dove si confronta con le lettrici sui problemi di coppia, sesso, relazioni affettive. Ogni settimana pubblichiamo le sue risposte, online e sulla carta: se anche tu vuoi scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara, sono una veterana. Ho festeggiato quest’anno con il mio compagno 18 anni (diciotto!) di vita insieme, e suppongo che questa sia anche la prova che, tra i naturali alti e bassi, le cose vanno ancora bene. Sarà però che la nostra storia è diventata maggiorenne, ma ho iniziato da qualche tempo a pensare a me com’ero e a come sono diventata. No, non si tratta di semplice invecchiamento. Mi sono resa conto che, col tempo, ho iniziato ad assomigliargli. Non sempre in senso positivo. O forse meglio: mi sono adeguata. Io ero, tra i due, quella che amava uscire la sera; lui era il casalingo. Ora siamo casalinghi entrambi. Io ero quella disordinata e pazza, lui era il perfezionista. Adesso sono maniaca dell’ordine. Io ero quella che rideva per nulla, lui no. Adesso rido poco anch’io. E all’improvviso mi sono domandata se, senza volerlo né io né lui, questo rapporto non abbia finito per cambiarmi, sopprimendo me, lasciando solo posto a lui.

Laura

Mia cara Laura, esiste una legge universale: finiamo, in parte, per diventare l’altro. Semplicemente perché o un amore ci cambia, oppure amore non è, credo io. Naturalmente questo non può significare annullamento e plagio, ma per capire se di questo si tratta esiste un modo molto semplice: osservati e osservalo. Prova a stilare una piccola lista di tutto quello che ti piace in lui, e cerca di capire due cose: qualcuna di quelle cose buone è passata anche in te? E secondo: qualcuna di quelle cose buone proviene da te? Se la risposta è sì, vuol dire che va tutto bene. Non avete fatto altro che incontrarvi davvero.

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