Arriva l’ora legale

23 03 2018 di Natascia Gargano
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Si ritorna all’ora legale: le lancette dell’orologio vanno spostate avanti di 60 minuti. Ma perché lo facciamo? E con quali conseguenze economiche e di salute? Lo abbiamo chiesto agli esperti

A fine mese salutiamo l’ora solare. Nell’ultimo fine settimana di marzo dobbiamo spostare le lancette degli orologi un’ora in avanti. Entra in vigore l’ora legale. Perché lo facciamo e con quali conseguenze? Ecco le risposte degli esperti.


Quando si spostano le lancette? Nell’ultimo weekend del mese, la notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo. Si consiglia di spostare l’ora alle 2 di notte. Ricordiamo di farlo in avanti, posizionandola sulle 3. Perderemo un’ora di sonno.

In quali Paesi si usa? Non solo in Italia. «È utilizzata in quasi tutti i Paesi europei e del Nord America» risponde Rodolfo Costa, professore di Genetica all’Università di Padova, e presidente dell'Associazione Genetica Italiana. «Non è adottata in gran parte dell’Africa, dell’Asia e in alcuni Stati del Sudamerica».

Perché si cambia l’ora? Con il ritorno dell’ora legale avremo 60 minuti di sole in più al giorno. Ecco il motivo dello spostamento delle lancette: «Da fine marzo a ottobre, periodo in cui è in vigore l’ora legale, si guadagna un’ora di luce naturale al giorno e quindi si risparmia energia elettrica» risponde Costa.

Conviene? «No, se si mettono in conto gli effetti sulla salute umana» nota il professore. «La stima dei costi annuali per la sanità dovuti all’adozione dell’ora legale è pari a 131 miliardi di euro, l’1% del Pil dei Paesi europei. Questi costi vanificano gran parte del guadagno dovuto al risparmio energetico».

Quali sono le conseguenze sulla salute? «È come se il nostro organismo attraversasse un mini jet-lag» spiega Roberto Manfredini, professore di Medicina all’Università di Ferrara, esperto di cronobiologia. «Le nostre funzioni biologiche sono regolate dal ritmo circadiano, l’alternanza luce/buio nelle circa 24 ore di rotazione terrestre. Basta anche una piccola desincronizzazione di questo ritmo che il nostro orologio biologico può andare in tilt: dai disturbi del sonno a malattie cardiocircolatorie al diabete».

Ne risentiamo tutti allo stesso modo? «No, i più colpiti sono le persone serotine, i cosiddetti “gufi”, che prediligono lavorare ed essere attivi alla sera» spiega lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano. «Al contrario, in autunno, quando si passa all'ora solare, i più colpiti tendono a essere le “allodole”, i tipi mattinieri con una propensione a rendere maggiormente nelle prime ore della giornata».

Come alleviare gli effetti negativi? «È importante aiutare il nostro organismo a risincronizzare i ritmi circadiani andando a letto prima nei giorni immediatamente precedenti il cambio dell’ora e alzandoci un po’ più presto nello stesso weekend» consiglia Cucchi «anticipare i tempi di adattamento ci permette di allenarci gradualmente al cambiamento e di risentire meno del cambio di stagione».

Quanto tempo serve per abituarci al nuovo orario? «Gli scompensi più acuti si attutiscono in pochi giorni, ma in realtà non ci adattiamo mai del tutto alla costrizione dell’ora legale» dice Costa. «Da marzo fino a ottobre è come se tutti in Italia vivessimo in un altro fuso orario, ma senza esserci veramente».


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