Tania Cagnotto

Tania Cagnotto: dopo Rio sogno una vita normale

L'atleta azzurra è prontissima per le Olimpiadi ma, finite quelle gare, spera di poter smettere di pianificare tutto con anni di anticipo. E svela il suo sogno più tenero: «Un figlio che, però, non diventerà un tuffatore»

Alla vigilia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, Tania Cagnotto ha l’aria incredibilmente rilassata. E dire che quello che la aspetta potrebbe scrivere la storia nazionale, oltre che la sua biografia personale.

A 31 anni appena compiuti, l’atleta di Bolzano è la tuffatrice europea salita più volte sul podio, agli Europei di Londra ha da poco conquistato 3 ori: nel trampolino da 1 metro, in quello da 3 e in coppia con Francesca Dallapè (oltre all’argento in sincro con Maicol Verzotto). In Brasile, dove si presenterà con un costume Arena disegnato con il contributo dei fan sui social network, potrebbe vincere il suo primo oro olimpico.

Come ti senti? Fisicamente sto molto bene, per fortuna: parto per Rio tra pochissimo.

Il 2016 per te è un anno importantissimo. Lo stai vivendo... Senza farlo diventare un’ossessione. Sto prendendo queste Olimpiadi molto seriamente, ma sono serena: arrivo da una stagione positiva, che mi ha spinto ad affrontare con più voglia l’appuntamento di agosto. Però c’è ancora un po’ di tempo: posso migliorare.

Si aspettano tutti grandi risultati da te. Come reagisci? Cerco di non pensarci, se no la pressione aumenta. Ora mi concentro sull’allenamento.

Quanta soddisfazione ti dà continuare a vincere a 30 anni? Nei tuffi è un’età da anziana, non credevo di riuscire a tenere ancora botta! (ride). Negli ultimi test fisici ho battuto il mio record personale, già questo per me è un successo.

Dopo le Olimpiadi di Rio, che cosa succederà? Si aprirà un’altra vita: quella normale, che fanno le mie amiche.

Cosa ti è mancato di più finora? Non dover programmare sempre tutto. Da quando ho 15 anni pianifico gli appuntamenti a seguire per 4 anni. Mi piacerebbe vivere alla giornata, dire: “Ci sono” anche quando si organizza qualcosa all’ultimo momento.

Ti sei mai tolta uno sfizio? Se per sfizio intendi una pizza e una birra con gli amici, quello per fortuna sì. So che non posso uscire troppe volte, che devo cucinare sempre leggero e stare attenta agli alcolici. Ma non vivo solo in piscina, ho la mia routine, convivo da anni con il mio ragazzo (Stefano Parolin, ndr).

A settembre vi sposerete: come si organizza un matrimonio nello stesso anno delle Olimpiadi? Con una wedding planner a cui delegare tutto! Io le passo le mie idee e lei si occupa di ogni cosa, a partire dai dettagli che per me sono irrilevanti, tipo i tovaglioli. Ci sposeremo all’isola d’Elba. Già l’estate scorsa io e Stefano abbiamo scelto insieme la location. E poi i fiori, il menu, la band… Manca soltanto il prete!

È importante avere accanto una persona che fa “una vita normale”? È fondamentale. In passato ho avuto un fidanzato tuffatore (Francesco Dell’Uomo, ndr) e sentivo che mancava qualcosa: si finiva sempre per parlare di sport, si restava imprigionati in una dimensione chiusa. Stefano fa il commercialista, ha una quotidianità diversa dalla mia, con lui c’è qualcosa da imparare. Quando mi parla del suo lavoro mi annoio dopo 2 minuti, ma abbiamo passioni comuni: siamo due buongustai, ci piace uscire a cena, andare al cinema e quest’inverno spero finalmente di riprendere a sciare.

Al di là delle medaglie, cosa ti aspetti da Rio? Arrivo con la coscienza a posto in quanto ad allenamento, perciò vorrei riuscire a godermela senza troppe aspettative. L’ho già provato in passato: quando l’agitazione è altissima, diventa solo sofferenza.

Ti dispiace che queste Olimpiadi saranno le ultime? Dopo quelle di Londra mi dicevo: “Non vedo l’ora che sia tutto finito”. Adesso comincio a sentire la nostalgia. Per questo faccio tesoro di ogni singolo momento: le ultime qualificazioni, gli ultimi viaggi, gli ultimi incontri con i compagni di gara…

Il futuro vuol dire famiglia? Sì, anche se la zanzara Zika mi sta mettendo ansia. Se ti punge, dicono che bisogna aspettare 2 anni prima di “pianificare” un bambino: già ho rimandato di 4 per colpa delle Olimpiadi!

Sarà un tuffatore? È dai tempi di mio nonno che ci tramandiamo questa professione, ora basta! Mia madre, che ha sofferto per me e prima ancora per mio padre (Giorgio, campione tra gli anni ’60 e gli ’80, ndr), mi ha già detto che anche un nipote sul trampolino sarebbe davvero troppo.


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La Cagnotto con Francesca Dallapè

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La Cagnotto con Francesca Dallapè

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In sincro con Maicol Verzotto

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In sincro con Maicol Verzotto

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Tania Cagnotto con Federica Pellegrini


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Tania "paparazzata" mentre sceglie le fedi, in vista del matrimonio con Stefano Parolin, che sarà celebrato a settembre

FIN DA PICCOLA SUL TRAMPOLINO

1. Tania Cagnotto nasce a Bolzano il 15 maggio 1985. Il papà, Giorgio, e la mamma, Carmen Casteiner, sono entrambi campioni di tuffi.
2. Nel 1999 agli Europei giovanili conquista 2 ori (dal trampolino di 3 metri e dalla piattaforma), ai mondiali 1 oro (dalla Piattaforma) e 2 argenti (dal trampolino di 1 metro e da 3 metri).
3. In totale nella sua carriera ha vinto 34 ori, 14 argenti e 12 bronzi.
4. Finora ha partecipato a 4 Olimpiadi. Rio è la quinta.

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