La prepubertà (8-13 anni)

Un albero all’inizio della primavera: è così che potrebbe essere definito il corpo della bambina tra gli 8 e i 13 anni, quando inizia la fase preparatoria al menarca, la prima mestruazione. «Cominciano le variazioni nelle secrezioni ormonali» spiega Rossella Nappi, responsabile dell’Unità di ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Matteo di Pavia. «Si attivano gradualmente gli ormoni che regolano la riproduzione stimolando la crescita della peluria, del seno, e l’attività delle ovaie, fino ad arrivare alle prime mestruazioni». È un processo che non ha una durata uguale per tutte e che viene influenzato da molti fattori. Come l’eccessiva magrezza o al contrario il sovrappeso, l’attività sportiva esagerata e lo stress scolastico.

I segnali da tenere d’occhio
«L’equilibrio psicofisico della futura donna ha le radici proprio in questo periodo» sottolinea la professoressa Nappi. «Sta alla mamma dunque aiutare lo sviluppo della bambina con un’alimentazione equilibrata che contenga tutte le sostanze necessarie come ferro, calcio, vitamina D e B12. E cogliere eventuali segnali da riportare al pediatra, come un peso che non è proporzionato alla crescita, oppure una presenza di peluria in zone anomale del corpo, segno di un’attività irregolare degli ormoni della riproduzione».

Il vaccino anti-Hpv
La vaccinazione anti-HPV (è la sigla del Papilloma Virus Umano) permette di prevenire circa nove tumori su dieci. Tutte le ragazzine ricevono dalla ASL la lettera di invito dai 12 ai 14 anni. In questa fascia di età si ha la massima efficacia del vaccino perché per quasi tutte non c’è ancora stato il primo rapporto sessuale.

L’adolescenza (13-25 anni)

Ci siamo, il ciclo prende il via e inizia la produzione degli ormoni femminili, che caratterizzerà tutta la vita della donna fino all’incirca ai 45 anni. «In questa fase l’adolescente deve imparare a conoscere il proprio corpo e a interpretare i segnali che le manda» aggiunge Nappi. «Io consiglio innanzitutto di segnare la data delle mestruazioni, perché il ciclo è il metro della salute femminile. Se è tutto nella norma, il flusso ha una durata di circa cinque giorni e compare ogni 26-32 giorni».

Questo è anche il momento di rivolgersi a un ambulatorio specializzato in adolescenti, oppure a un’ostetrica, per parlare di metodi contraccettivi, di malattie sessualmente trasmesse e del proprio essere donna.

I segnali da tenere d’occhio
«Se il ciclo non è regolare, compare l’acne sul viso, si nota una peluria eccessiva o un flusso abbondante e accompagnateo da dolori molto forti, bisogna parlarne col ginecologo» dice l’esperta. «Ci sono problemi che si manifestano proprio in questa fase della vita, come l’ovaio policistico e l’endometriosi, e che si possono tenere sotto controllo bene con una diagnosi tempestiva». Attenzione anche se non arrivano le mestruazioni, perché potrebbe essere il segnale di una carenza di estrogeni. La presenza di dolori pelvici più o meno costanti lungo l’arco del mese può indicare invece un problema di celiachia, cioè di intolleranza al glutine.

L’età fertile (25-45 anni)

Dopo i 25 anni si entra nella piena consapevolezza di sé e della propria identità sessuale. È il periodo in cui, per chi lo desidera, si “gioca” la partita più importante, quella della gravidanza. «Soprattutto fino ai 35 anni, l’organismo della donna è all’apice della fertilità» continua l’esperta. «Le ovaie producono ovuli di qualità e ogni mese il corpo si predispone alla possibilità di una gravidanza».

In questo periodo della vita è importante seguire un’alimentazione bilanciata e fare attività sportiva almeno tre giorni alla settimana, per mantenere il peso regolare e tenere lontano il rischio di ipertensione e diabete. Le ragioni? Meno rischi in caso di gravidanza e, in assoluto, un fisico pronto negli anni a venire ad affrontare la menopausa.

I segnali da tenere d’occhio
«Nella fascia di età fra i 25 e i 45 anni è importante stare attente a campanelli d’allarme come dolori intensi di pancia soprattutto durante l’ovulazione e prima del flusso, mestruazioni irregolari oppure abbondanti. Possono indicare la presenza di fibromi o di cisti ovariche» continua l’esperta. «Un colloquio con il ginecologo è fondamentale se si cerca di avere un figlio ma dopo sei mesi di tentativi non si resta incinte. Lo specialista valuta se è il caso di prescrivere subito dei controlli. Meglio fare una visita anche nel caso in cui tutti i mesi, nei 10 giorni precedenti al flusso, si soffre di ansia, irritabilità, depressione, tensione al seno, aumento di peso: sono sintomi della sindrome premestruale».


Per proteggersi dal tumore al collo dell’utero oggi oltre al pap test si può eseguire il test Hpv. Verifica la presenza del papilloma virus ed è indicato dai 30 anni in poi


La premenopausa (45-55 anni)

Tra i 45 e i 50 anni cominciano i primi capricci delle mestruazioni, che anticipano l’arrivo della menopausa vera e propria. «Il ciclo può allungarsi oppure abbreviarsi, con un flusso abbondante, oppure scarso e che finiscono in un paio di giorni» spiega l’esperta. «Comincia anche a rallentare il metabolismo a causa della graduale perdita del progesterone».

Proprio in questi anni si deve impostare il grande programma preventivo che farà parte del futuro. Per contrastare l’effetto del cambiamento ormonale bisogna intervenire in modo energico con una dieta ad hoc personalizzata. E avere un occhio ancora più attento ai campanelli d’allarme.

I segnali da tenere d’occhio
«Perdite di sangue tra un flusso e l’altro, senso di peso all’addome, stitichezza inspiegabile, sono tutti fattori che possono segnalare un problema ginecologico, da un fibroma a una forma tumorale» avverte l’esperta. «Non vanno sottovalutati neppure un calo o un aumento di peso, stanchezza esagerata o iperattività: possono essere le spie di un disturbo alla tiroide».

La menopausa (over 55 anni)

Dopo i 50 anni comincia la golden age. «Siamo nel pieno della vita e continuiamo ad essere pienamente attive, anche sessualmente» dice l’esperta. «Bisogna però mettere in atto un reset. Con il calo degli ormoni femminili, il corpo perde lo scudo protettivo e possono aumentare il rischio oncologico e i pericoli per il cuore, le ossa e la mente». Il movimento deve diventare una costante per almeno 30 minuti tutti i giorni e va ridotto l’apporto calorico con l’aiuto di un nutrizionista.

I segnali da tenere d’occhio
Bisogna stare attente ai vuoti di memoria, se diventano troppo frequenti» conclude l’esperta. «E non vanno sottovalutati i segnali che manda il cuore, come i battiti troppo accelerati o, al contrario, rallentati, oppure il fiato che diventa corto anche solo dopo una rampa di scale».