Il lockdown raddoppia i casi di pubertà precoce

Tra gli effetti della pandemia c’è stato un aumento esponenziale dei casi di pubertà precoce tra bambine e bambini. Ecco perché e che conseguenze può avere

Si trascorre più tempo in casa, si diventa più sedentari, ci si dedica maggiormente alla cucina. Sono alcuni dei fattori che, secondo gli esperti, possono aver inciso sull’aumento esponenziale dei casi di pubertà precoce tra i giovanissimi, in particolare bambine e bambini che mostrano i primi segni di sviluppo sessuale già prima degli 8/9 anni. Secondo uno studio, condotto dall'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma e pubblicato sull'Italian Journal of Pediatrics, si tratta di un fenomeno nuovo. Ecco in cosa consiste, quali sono le cause e anche le possibili conseguenze.

Cosa dice la ricerca

Quanto osservato dagli esperti del reparto di Endocrinologia è del tutto nuovo, soprattutto nella sproporzione dei numeri: i casi di pubertà precoce tra marzo-settembre 2020, l’anno della pandemia, sono stati 224, più del doppio di quelli registrati nello stesso periodo dell’anno prima, quando erano 93. Si tratta soprattutto di femmine, rispettivamente 215 nel 2020 e 87 nel 2019. Il fenomeno riguarda anche l’età media in cui compaiono i segni di maturazione sessuale: Si è passati da 7,51 a 7,33 anni nelle femmine e da 8,14 a 7,97 nei maschi, con una tendenza, dunque, che vede abbassarsi il momento della maturazione che tipicamente precede lo sviluppo sessuale.

Cos’è la pubertà precoce

«La pubertà precoce consiste nella maturazione sessuale che inizia prima degli 8 anni nelle bambine e prima dei 9 anni nei maschi» spiegano dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma. È un fenomeno che rientra nell'ambito delle malattie rare e riguarda lo 0,1-0,6% della popolazione. Ma in cosa consiste esattamente?

«Nelle bambine si identifica con la comparsa del bottone mammario (cioè lo sviluppo delle ghiandole mammarie) che è il segno della estrogenizzazione. In pratica aumenta la quantità degli ormoni femminili, gli estrogeni, prima degli 8 anni. Nei maschi, invece si identifica con l’aumento del testosterone, l’ormone maschile, che a sua volta porta a una crescita dei testicoli prima dei 9 anni» spiega il Professore Marco Cappa, primario di endocrinologia dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma.

I problemi della crescita anticipata

Ma perché è considerata una malattia? Il motivo è legato a un’anticipazione della normale crescita: «Il corpo del bambino inizia a trasformarsi in adulto troppo presto – spiega l’esperto del Bambin Gesù - con un'accelerazione dello sviluppo dei caratteri sessuali. Uno dei primi effetti sta nel fatto che si assiste a una crescita anticipata che, se non trattata, porta a una statura inferiore. Questo perché le cartilagini dell’accrescimento osseo si chiudono prima e quindi i bambini, dopo un picco iniziale in altezza, da adulti hanno una statura inferiore alla media» spiega Cappa. «Un altro aspetto, invece, riguarda la sfera psico-sociale, perché per una bambina avere il bottone mammario, quindi le prime forme da adulta, così presto può avere un impatto importante nei rapporti con i coetanei» aggiunge il primario.

Le conseguenze sul lungo periodo

Secondo gli esperti, se la diagnosi interviene precocemente, cioè prima degli 8 anni, è possibile usare dei farmaci per rallentare la pubertà, che non hanno ricadute negative sui bambini con pubertà precoce, anzi possono prevenire eventuali conseguenze sul lungo periodo. «A lungo termine può accadere che le bambine con un anticipo puberale non trattato abbiano una maggiore incidenza di patologie a carico della mammella e dell’utero da adulte. Come dimostrano diversi studi, questo accade perché hanno una stimolazione precoce da parte degli ormoni, che si prolunga per un periodo maggiore della vita» spiega Cappa.

Quanto pesano gli ormoni nella carne di allevamento

Tempo fa erano finiti sotto i riflettori gli omogeneizzati, in particolare al vitello, al centro di un’inchiesta del procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, col sospetto che potessero contribuire alla pubertà precoce a causa degli ormoni somministrati agli animali per accelerarne la crescita. C’è questo rischio anche oggi? «Quella inchiesta ha avuto il grande merito di aumentare l’attenzione sulle filiere alimentari. Oggi possiamo dire che il sistema dei controlli è migliorato ed è uno dei migliori a livello internazionale, e la carne italiana è sicura. Non così si può dire di tutta quella di provenienza straniera» spiega l’endocrinologo.

Come incide la scarsa attività fisica

La tendenza a una precocizzazione della pubertà è un fenomeno che gli esperti stanno indagando, anche con una seconda fase di ricerca, condotta sui dati del 2019 e del 2018, ma sicuramente il lockdown ha dato un contributo maggiore. Il raddoppio dei casi è, secondo i ricercatori, una combinazione di fattori che si sono verificati nell’anno della pandemia: una minor attività fisica dovuta alle restrizioni, modifiche dell'alimentazione dovute al fatto che ci si è dedicati maggiormente alla cucina e alle ricette per passare il tempo, ma anche un maggior ricorso a computer, tablet e dispositivi per seguire la scuola a distanza. Come hanno inciso? «È noto che l’attività fisica contribuisce a produrre quegli ormoni che aiutano il metabolismo. Stare fermi davanti al pc, inoltre, porta a un ridotto consumo energetico, persino inferiore a quello che si ha quando si dorme».

Anche mangiare troppo ha un effetto sugli ormoni

L’alimentazione, infine, ha portato ad aumentare lo stesso tessuto adiposo, non tanto in termini di peso, quanto di massa grassa, a discapito della massa magra, cioè dei muscoli. Ciò che dobbiamo tenere presente, però, è che il tessuto adiposo non è un organo inerte, ma produce a sua volta ormoni che, secondo la nostra ipotesi, sono prodotti in modo anomalo e possono attivare i processi di avvio della pubertà in modo anticipato» spiega l’esperto.

Per indagare meglio il fenomeno, gli esperti hanno quindi avviato una seconda fase della ricerca, coinvolgendo anche i Centri di Endocrinologia pediatrica di Genova, Cagliari, Napoli e Perugia, dove c’è la zona rossa è durata a lungo. «Contiamo di termine entro due o tre mesi, per poi trarre le ultime conclusioni».

Adolescenti sempre più precoci: come affrontare crisi e ribellione

VEDI ANCHE

Adolescenti sempre più precoci: come affrontare crisi e ribellione

La vergogna è il nuovo male degli adolescenti

VEDI ANCHE

La vergogna è il nuovo male degli adolescenti

Riproduzione riservata