E fu così, per dirla alla Carrie Bradshaw, che anche questa edizione di Belve ha chiuso i battenti. Sipario calato, insomma, ma non prima di aver ascoltato le belvate di Stefania Sandrelli, Sabrina Salerno e Fabio Fognini che si sono raccontati, chi più, chi meno ardentemente, ai microfoni di Francesca Fagnani, apparsa però con artigli decisamente meno affilati (pecca della serata: dimentica di rivolgere la domanda sul circolino del cinema italiano alla Sandrelli, ahi, ahi, ahi). Ma, dulcis in fundo, l’intervista a Maria De Filippi, guest star di tutta questa stagione, la chicca che meritava chi a lei è devota (tantissimi di noi) da sempre. La Tv salvi sempre la regina.

Stefania Sandrelli, languidamente diva (7)

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La prima ad arrampicarsi (letteralmente) sullo sgabello di fronte alla Fagnani (ormai una vera e propria prova atletica) è l’icona del cinema italiano Stefania Sandrelli. Qualcuno tra le sue stylist però le vuole male: lo sgabello è più impervio dell’Everest e indossare il velluto liscio significa scalare il monte coi tacchi a spillo. Ma la diva, da vera diva, regge e non barcolla. Chapeau. Sandrelli si racconta senza filtri, tra ironia e malizia, caratteristiche che la contraddistinguono da sempre, passando a svelare la sua belva (si sente asinella, contenta lei) e l’abitudine di non indossare slip sul set (mette le calze e basta, aricontenta lei), poi racconta, ovviamente di Gino Paoli (suo grande amore, e non è mancata la hot zone con la storia della passione consumata sulle scale della cupola di San Pietro), e poi i flirt con Gerard Depardieu e Robert De Niro (che voleva una cosa seria mentre lei no) ai ricordi di Tinto Brass, al cui nome è legata la svolta erotica degli anni ’80 (La Chiave, oggi un cult, che nel 1983 superò al cinema Rocky, come lei stessa ha ricordato). Tra gloss (Stefania una di noi quando in diretta mette il lucidalabbra) e commozione (per la figlia Amanda e il fratello scomparso, «L’uomo che insieme a mio figlio Vito ho amato di più»), l’attrice rivela ma col freno a mano tirato. Però, che le vogliamo dire? Superstar si nasce. E lei lo nacque.

Sabrina Salerno, oltre le gambe c’è di più (8)

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Il punteggio più alto tra gli ospiti, lo diciamo subito, lo porta a casa lei. La popstar leggenda degli Eighties, che è stata in classifica tenendo testa a mostri sacri come Michael Jackson e Madonna, dimostra il piglio belvico giusto, quello che ad altri è spesso mancato. Afferma di sentirsi un’aquila ma appare più come una leonessa con una vita da montagne russe che l’ha portata alla vetta del successo ma nascondendo sempre dentro un grande dolore, ovvero quello di una bambina cresciuta praticamente da sola, con una mamma in difficoltà, un padre sparito e con cui i rapporti sono stati dolorosi anche dopo averlo trovato, e lei sballottata tra zia e nonni, fino all’esperienza con un manager senza scrupoli. Insomma, veramente tanta roba. Insomma, regina di musica leggera ma con un passato pesante. Intanto rimane un dubbio, forse sciolto dalla Fagnani (che come Amadeus cita Boys, la super hit di Sabrina Salerno, chiamandola come il ritornello Boys boys boys, momento cringe assoluto): che sia Claudio Baglioni il misterioso, famoso, collega cantante che ha corteggiato il sex symbol del pop per un anno al telefono e di cui lei si era anche un po’ innamorata? Strada facendo, che dire, vedremo. Ma per noi è un sì.

Fabio Fognini, il grande «Bubbowski» (5)

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Confessiamolo: conduciamo vite a mille all’ora e la sera è facile lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo. Così, arrivati all’ultima intervista di puntata quasi all’ora delle streghe, appena l’ex tennista comincia a parlare ci addormentiamo. Niente di personale e niente panico: abbiamo recuperato. Ma l’effetto soporifero è rimasto. Un’intervista che non passerà alla storia, diciamocela. Lui è più uno sbruffone più che uno spavaldo mentre racconta alti e bassi della carriera sportiva che lo ha portato a essere numero 9 nel mondo, e ok. Poi parla di Sinner e che il suo essere inquadrato lo ha portato lontano, al contrario di quello che è successo a lui e che, se potesse, si scambierebbe con l’attuale campione, e ok. Parla della moglie, Flavia Pennetta, e la vita coniugale tra tradimenti e famiglia Cuore, e ok. Parla di multe salate, delusioni e trionfi agonistici, e ok. Poi però afferma che non gli piace leggere. Eh no. Il cliché del tutto muscoli e niente cultura che non ci meritiamo. Il colpo di grazia? Quando Fagnani cita Bukowski e lui lo trasforma in Bubboski. La conduttrice cerca di ironizzare: «Sa, è uno scrittore minore», ma il gelo imperversa nello studio, oltre e pure nel Sottosopra. Il match è finito, Fognini eliminato.

Maria De Filippi, c’è un’intervista per te (10 e lode)

Lo sappiamo, siamo di parte. Perché Queen Mary la adoriamo. Ma la quadra della stagione arriva con lei che si siede in trasmissione dove avrebbe dovuto sempre essere: sullo sgabello degli ospiti con di fronte la Fagnani a far domande. Laureata in fa commuovere, questa volta è lei ad emozionarsi con tanto di lucciconi negli occhi. Lei, che si sente Maria De Filippi (la più belva tra le belve) è già da questa affermazione conferma semplicemente il suo status di icona. E noi vorremmo solo bucare lo schermo per abbracciarla quando parla dei genitori che vorrebbe riportare in vita e, soprattutto di Maurizio: «Penso di avere sempre fatto in modo che lui non soffrisse, che non provasse dolore fisico. Ma non so se nell’ultimo periodo ha sofferto, vorrei chiedergli questo», racconta con voce incrinata. E noi, non è che stiamo piangendo. È che ci entrata una Maria, con tanto di borsetta con le caramelle, in un occhio.