Ma che feste sarebbero senza George Michael pronto a rinfacciarti che lo scorso anno ti ha dato il suo cuore e tu, il giorno dopo, l’hai buttato via? E senza Mariah Carey che dal 1995, imperterrita, ti ricorda che sotto l’albero vuole soltanto te? Insieme al buon vino, a un improbabile Christmas jumper e al bottone dei pantaloni slacciato con nonchalance, la compilation di Natale giusta può fare la differenza. Parte mentre apparecchi, ti sorprende a tavola, prosegue durante i litigi per stabilire a chi tocca caricare la lavastoviglie. Spegne tensioni e tira su il morale: forse non ti salva la vita, ma i nervi sì. «La musica a Natale non è un sottofondo, ma una presenza che definisce l’atmosfera: funziona prima delle parole e, anche quando la si sente appena, ha un effetto molto potente» spiega Adriano Formoso che, oltre che psicologo e psicoterapeuta, è musicista e cantautore.
Il potere invisibile della musica azzeccata
«La musica è una sorta di regolatore emotivo collettivo, capace di abbassare i toni e creare alleanze» prosegue l’esperto. «Dal punto di vista psicologico, agisce su tre piani intrecciati, il corpo, il cervello emotivo e la memoria. Regola il sistema nervoso autonomo, può calmare o attivare, stimola il rilascio di neurotrasmettitori come dopamina e ossitocina, modula il tono dell’umore e, cosa fondamentale durante le feste, riattiva memorie affettive condivise. La musica giusta nel momento giusto diventa una madre simbolica che contiene, accoglie e dà senso anche alle tavolate più interminabili». Abbiamo chiesto al dottor Formoso – che è anche autore del Formoso Therapy Show, spettacolo teatrale di crescita personale che unisce musica, psicologia e neuropsicofonia – di mettere a punto cinque diverse compilation di Natale, adatte ad altrettante situazioni. Dal classico pranzo coi parenti faticosi ai festeggiamenti insieme ai figli adolescenti che sognano di darsi alla fuga.
La compilation di Natale per la tavolata con i parenti
Tra i bambini che strillano e la zia che ti fa gentilmente notare che sei invecchiata, serve una musica in grado di trasformarsi in cuscinetto relazionale. «Qui l’obiettivo è rassicurare e disinnescare eventuali micce emotive» suggerisce Formoso. «Le canzoni giuste aiutano a mantenere una temperatura emotiva media, utile perché nessuno esploda e tutti si sentano a proprio agio». I titoli da scaricare al volo. The Christmas Song di Nat King Cole, perché la sua voce invita alla calma. Have Yourself a Merry Little Christmas di Frank Sinatra, capace di trasmettere un’idea di Natale sobrio, senza eccessi emotivi. Don’t Know Why di Norah Jones, perché placa anche l’irritabilità latente. I Fall in Love Too Easily di Chet Baker, jazz morbido che crea uno spazio intimo anche nel caos. It’s Beginning to Look a Lot Like Christmas di Michael Bublé, perché è familiare e mette tutti d’accordo. Fields of Gold di Sting, in grado di portare una dimensione contemplativa che stempera i conflitti. Via con me di Paolo Conte, per l’ironia elegante che alleggerisce le tensioni.
Per le coppie che vogliono spassarsela da sole
«Qui la musica deve favorire il contatto profondo, abbassare le difese, riattivare il desiderio e l’intimità lavorando sull’attaccamento e la voglia di riscoprirsi» consiglia Adriano Formoso. Non serve alzare il volume: basta il ritmo giusto e un pizzico di romanticismo. I titoli da scaricare al volo. By Your Side di Sade, perché è una dichiarazione d’amore senza bisogno di parole. Hallelujah di Jeff Buckley, per mescolare spiritualità ed eros, e aprire varchi emotivi profondi. Nuvole Bianche di Ludovico Einaudi perché permette di “sentire”, e non solo di “ascoltare”. Make You Feel My Love di Adele, in grado di riattivare il bisogno di essere scelti. Come Away With Me di Norah Jones, un dolce invito alla vicinanza. La cura di Franco Battiato, che è una promessa, più che una semplice canzone. Can’t Help Falling in Love di Elvis Presley, perché è l’archetipo dell’amore che si arrende.
La compilation di Natale quando ci sono figli adolescenti
Sbuffano, cercano il telefonino, tengono il broncio? «Con i figli adolescenti la musica deve fare da ponte: ci vuole qualcosa che li faccia sentire accolti, senza scimmiottarli. Il messaggio è: “Ti vedo, anche se fai finta di non esserci”» spiega Formoso. I titoli da scaricare al volo. Viva la Vida dei Coldplay, per il ritmo coinvolgente e il testo che è una storia appassionante. What Was I Made For di Billie Eilish, perché parla il linguaggio emotivo degli under 20. Creep dei Radiohead, perché “che diavolo ci faccio qui?” se lo chiedono molto spesso anche loro. Cara Italia di Ghali, con quel richiamo all’importanza di scovare la propria identità. Ringo Starr dei Pinguini Tattici Nucleari, perché l’ironia intergenerazionale smorza la tensione. Photograph di Ed Sheeran, con il suo carico di emozioni semplici, che arriva dritto a destinazione. Le tasche piene di sassi di Jovanotti, che è profonda, autentica e lontana dai moralismi.
Per i fortunati, pronti a festeggiare con gli amici
Qui la musica non deve mediare né smussare. «Deve unire, sciogliere le distanze residue, far sentire che si è parte della stessa scena» osserva Formoso. «I brani giusti costruiscono un “noi” spontaneo, che prende forma tra una risata, un brindisi e qualcuno che inizia a cantare prima del ritornello». Le canzoni da scaricare al volo. September degli Earth, Wind & Fire, perché è fisicamente impossibile restare fermi. Signed, Sealed, Delivered di Stevie Wonder, per una carica si energia immediata e luminosa. Se telefonando di Mina, per condividere senza imbarazzo dramma e potenza emotiva. Don’t Stop Me Now dei Queen, un inno alla vitalità che accende la stanza. Happy di Pharrell Williams, perché è semplice, contagiosa e funziona sempre. Attenti al lupo di Lucio Dalla, dove ironia e intelligenza tengono tutti insieme. Three Little Birds di Bob Marley, una rassicurazione collettiva a effetto buonumore.
La compilation di Natale per chi si sente stanco e nervoso
E poi c’è chi alla tavola imbandita arriva strisciando. Stufo prima ancora di cominciare, con la sensazione di aver già consumato tutte le energie disponibili. Così la voglia di festa si spegne e l’entusiasmo scarseggia. «In questi casi la musica non deve intrattenere né sorprendere, ma sostenere con dolcezza» dice Formoso. «Non accelerare il ritmo, ma ricaricare senza fare troppo chiasso». Le canzoni da scaricare al volo. An Ending (Ascent) di Brian Eno, per concedersi una parentesi di vero riposo mentale. Experience di Ludovico Einaudi, perché è un movimento delicato che rimette in circolo l’energia. L’ombra della luce di Franco Battiato, per una riconciliazione interiore senza enfasi. Hoppípolla dei Sigur Rós, che funziona come una carezza gentile. Sunrise di Norah Jones, con la sua promessa di un nuovo inizio. Spiegel im Spiegel di Arvo Pärt, perché talvolta il silenzio cura più di mille parole. Anthem di Leonard Cohen, per ricordarci che “c’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”.