Il 27 maggio arriva su Netflix Due Spicci, la nuova serie animata di Zerocalcare. Per i fan è un ritorno atteso, anche perché segna un nuovo capitolo dopo Strappare lungo i bordi, uscita nel 2021, e Questo mondo non mi renderà cattivo, arrivata due anni dopo.

In poco tempo le due serie hanno allargato il pubblico dell’autore romano ben oltre quello dei lettori dei suoi fumetti, portando su schermo personaggi, nevrosi e dinamiche quotidiane che sono diventati ormai familiari.

Due Spicci riparte da quell’universo narrativo, con Zero e i suoi compagni di sempre alle prese con una storia nuova che, ancora una volta, mescola vita concreta, relazioni e quel modo tutto particolare di osservare le cose che ha reso riconoscibile il racconto di Zerocalcare anche in animazione.

Di che parla “Due Spicci”

In Due Spicci Zero e Cinghiale decidono di aprire un piccolo locale, più per necessità che per vero slancio imprenditoriale. L’idea è quella di sistemarsi, trovare una stabilità minima, ma la realtà si rivela subito più complicata: gli incassi non bastano, le spese si accumulano e la gestione quotidiana richiede un’attenzione continua che finisce per mettere sotto pressione entrambi.

Intorno al lavoro, però, si muove tutto il resto. Le incomprensioni crescono, le vite personali iniziano a pesare sulle scelte pratiche e quello che succede fuori dal locale entra inevitabilmente dentro.

Il ritorno di una figura legata al passato di Zero riapre questioni lasciate in sospeso, mentre nuove responsabilità arrivano senza troppo margine di scelta.

La serie segue proprio questo intreccio, senza separare mai davvero il piano economico da quello emotivo, e racconta come una situazione già fragile possa complicarsi poco alla volta, fino a costringere tutti a prendere decisioni che non si possono più rimandare.

Chi sono i personaggi di “Due Spicci”

Al centro di Due Spicci c’è Zerocalcare, che in questa nuova storia si trova dentro una fase della vita più concreta e meno gestibile a distanza. Accanto a lui c’è l’Armadillo, la sua coscienza, presenza fissa e ormai familiare, che interviene come sempre con un punto di vista diretto.

A fare da comprimario stavolta c’è Cinghiale, amico di vecchia data e qui anche socio nel locale, quindi coinvolto in prima linea nelle difficoltà quotidiane. Tornano poi Sarah e Secco, volti già noti, che riportano in scena dinamiche e rapporti che fanno parte da tempo di questo universo.

Torna Valerio Mastandrea

Anche in Due Spicci Zerocalcare resta l’unica voce di quasi tutti i personaggi, una scelta che continua a caratterizzare il suo modo di costruire le serie animate e che contribuisce a rendere ancora più riconoscibile il ritmo dei dialoghi e dei passaggi tra le diverse scene.

A fare eccezione, come già nelle produzioni precedenti, è l’Armadillo, affidato a Valerio Mastandrea. La sua presenza non è una novità, ma una continuità ormai consolidata: è lui a dare voce alla coscienza di Zerocalcare, con quel tono diretto, ironico e spesso più spietato dei pensieri stessi del protagonista.

“Strappare lungo i bordi”, la prima serie animata di Zerocalcare

Prima di Due Spicci c’è stato Strappare lungo i bordi, la sua prima serie animata che nel 2021 ha portato Zerocalcare su Netflix.

La serie prende il via da un viaggio in treno del protagonista insieme a Sarah e Secco, ma si allontana presto da quella situazione iniziale per seguire i pensieri di Zero, che si intrecciano continuamente con ricordi, ansie e frammenti di vita passata. Il racconto si muove così su più livelli, senza una vera separazione tra quello che accade e quello che viene rielaborato nella sua testa.

Al centro c’è soprattutto il modo in cui il protagonista affronta le relazioni e le scelte personali, con quella tendenza a tornare sempre sugli stessi punti, a rimettere in discussione anche ciò che sembra già definito. Il titolo richiama proprio questa sensazione di fragilità, di equilibrio che può rompersi lungo linee già tracciate.

Il ritorno all’animazione con “Questo mondo non mi renderà cattivo”

Dopo Strappare lungo i bordi, Zerocalcare è tornato su netflix nel 2023 con Questo mondo non mi renderà cattivo.

La storia ruota attorno all’apertura di un centro di accoglienza in un quartiere di Roma Est, un evento che accende forti contrasti tra gruppi neonazisti e antifascisti, tra cui anche Zero. In questo scenario già carico di tensione, un suo vecchio amico torna nel quartiere dopo anni di assenza e fatica a riconoscere il mondo in cui è cresciuto.

Zero prova a stargli vicino e a fare qualcosa per lui, ma si scontra con un limite molto concreto: la difficoltà di aiutarlo davvero a ritrovare un senso di appartenenza.

La serie si muove proprio su questa linea, intrecciando dinamiche personali e conflitti esterni, e mostrando come i due piani finiscano inevitabilmente per influenzarsi a vicenda.

Zerocalcare, uno dei fumettisti più amati

Dopo il percorso arrivato fino a Due Spicci e alle serie animate su Netflix, è difficile separare il lavoro di Zerocalcare dal suo immaginario complessivo, che nasce molto prima dell’animazione e si costruisce a partire dal fumetto.

Tutto comincia online, con un blog in cui pubblica le prime storie e dove prende forma quel modo di raccontare diretto e molto riconoscibile. Da lì arrivano i libri, a partire da La profezia dell’armadillo, che lo fa emergere come una voce nuova nel panorama italiano, fino a titoli come Kobane Calling, Macerie prime e Dimentica il mio nome, che consolidano il suo lavoro tra autobiografia, racconto generazionale e osservazione della realtà sociale.

Nel suo modo di scrivere resta centrale la sovrapposizione tra dimensione personale e contesto esterno: quello che accade nei fumetti non è mai solo individuale, ma si intreccia spesso con temi politici e sociali, affrontati senza distanza e senza trasformarli in sfondo neutro. È una scelta che torna anche nelle serie animate, dove questa prospettiva diventa ancora più immediata.

Lo stile contribuisce a rendere tutto immediatamente riconoscibile: dialoghi veloci, umorismo che si alterna a momenti più pesanti, e una narrazione che passa senza soluzione di continuità dal quotidiano al più riflessivo. È questa continuità tra fumetti e animazione che rende il suo percorso leggibile come un unico universo, più che come lavori separati.