Il film Un oggi alla volta, in onda mercoledì 15 luglio alle 21.20 su Rai 2: una commedia romantica che intreccia comicità e sentimento. Esordio alla regia di Nicola Conversa, che firma la sceneggiatura insieme a Giulia Uda, affronta temi come la paura del futuro, il valore del presente e la fragilità delle relazioni tra i più giovani.
Al centro della storia ci sono Marco e Aria, due ragazzi che si incontrano per caso e che imparano, ognuno a modo proprio, cosa significhi davvero il primo amore. Gli altri temi sono la malattia, il valore del tempo e il rapporto dei più giovani con la tecnologia.
La pellicola è liberamente ispirata a una storia vera. Un amico del regista, infatti, finì per legarsi a quella che diventò sua moglie dopo averla conosciuta a seguito di un banale errore.
Cosa sapere su “Un oggi alla volta”
Uscito nel 2024, dopo essere stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, Un oggi alla volta ha raccolto un riscontro di pubblico e critica positivo. Il film è stato tra i candidati ai Ciak d’oro 2024 nella categoria miglior film, chiudendo al terzo posto nelle preferenze del pubblico dietro Un mondo a parte e Diamanti, il film di Ozpetek con Nicole Grimaudo.
A dare volto a Marco e Aria sono rispettivamente Tommaso Cassissa, al suo primo ruolo da protagonista dopo una lunga carriera da content creator, e Ginevra Francesconi. Completano il cast Francesco Centorame, Katia Follesa, che a maggio ha compiuto 50 anni, Edoardo Pagliai, Marilù Pipitone ed Elisabetta De Palo. Nel cast anche Cesare Bocci, che ha lasciato che sua moglie riprendesse in mano la propria vita dopo i gravi problemi di salute, analoghi a quelli del film, che l’hanno colpita.
La trama di “Un oggi alla volta”
Al netto dei riconoscimenti, quello che ha davvero convinto pubblico e critica è il modo in cui la storia viene raccontata.
Marco è un ragazzo di diciannove anni, introverso e poco interessato ai social network. Durante una serata conosce Giulia e pensa di aver ottenuto il suo numero di telefono.
Quando le scrive, però, scopre che a rispondere è Aria, una ragazza che vive con una grave malattia degenerativa e che ha scelto di affrontare ogni giornata seguendo il principio racchiuso nella frase tatuata sul braccio: “Un oggi alla volta”.
Tra i due nasce un rapporto fatto di messaggi, incontri e confidenze. Marco impara a conoscere una ragazza che cerca di vivere pienamente il presente. Aria prova a lasciarsi coinvolgere da un sentimento che aveva sempre tenuto a distanza.
La loro relazione cresce affrontando insieme paure, incertezze e il peso della malattia. Al centro, il desiderio di vivere il tempo condiviso senza rimandare ciò che conta davvero.
La storia vera dietro al film
L’idea da cui nasce Un oggi alla volta arriva da un episodio realmente accaduto a un amico di Nicola Conversa.
Il regista ha raccontato che tutto ebbe origine da un errore apparentemente banale. Durante una serata in discoteca, a causa della confusione e della musica ad alto volume, il suo amico salvò il numero di telefono sbagliato nella rubrica. Quando iniziò a scrivere, dall’altra parte non c’era la ragazza che pensava di aver conosciuto, ma un’altra persona.
Quello scambio nato per caso si trasformò però in una conoscenza autentica. I due continuarono a sentirsi, superarono la distanza e le difficoltà della vita quotidiana e finirono per innamorarsi. La loro relazione è proseguita negli anni fino al matrimonio.
Conversa ha spiegato di aver voluto partire proprio da questa vicenda, che considera una dimostrazione di come un evento fortuito possa cambiare completamente il corso della vita di una persona.
Le differenze tra il film e la realtà
Pur prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, Un oggi alla volta non racconta fedelmente la storia dell’amico del regista. Nicola Conversa ha scelto di utilizzare l’episodio del numero di telefono sbagliato come punto di partenza, costruendo poi una vicenda originale e romanzata.
Nel film vengono infatti introdotti personaggi, situazioni e conflitti che appartengono alla finzione. Il protagonista Marco, Aria e la sua malattia degenerativa, così come il percorso emotivo dei due giovani, sono elementi creati per sviluppare il racconto cinematografico.
Nella storia dell’amico di Conversa, l’errore riguardava un numero segnato in discoteca, mentre nel film l’equivoco nasce da uno scambio tra due amiche, Giulia e Aria, in un contesto più scolastico e quotidiano. Anche l’ambientazione è stata reinventata: la vicenda reale non è legata a Trento, città scelta dal regista per ragioni narrative ed estetiche.
L’aspetto realmente accaduto resta quindi l’incontro nato da uno scambio di messaggi con la persona “sbagliata”, mentre tutto ciò che segue rappresenta una libera elaborazione narrativa costruita per dare forma a una storia d’amore capace di affrontare anche temi come la fragilità, il tempo e la crescita personale.