Mix Tape: dalle musicassette ai Cd, a Spotify

Mettere in fila le tue canzoni del cuore a casaccio è un imperdonabile errore da principiante. L’arte della compilation richiede tempo e dedizione, sentimento ma anche ragione. Il risultato dev’essere una dichiarazione d’intenti e, al tempo stesso, l’identikit di chi sei o, più spesso, di chi vuoi dare l’impressione di essere – nel mio caso, ai tempi delle prime playlist, spavalda, spettinata e sensibile. Ora si fanno su Spotify (e si inviano con WhatsApp); per gli adolescenti del passato, ci sono state le musicassette (i mixtape coi brani registrati dalla radio, che stavi lì ad aspettarli mezza giornata con il dito pronto sul tasto record e ci finiva sempre dentro, tuo malgrado, qualche parola squillante del dj) e poi i Cd. Personalmente, con tutte le playlist che ho realizzato e regalato – più quelle che sono state donate a me – potrei riempirci il bagagliaio di un’utilitaria.

Mix Tape, storia di un amore illuminato dalla musica

Conquisterà chi ha amato – e continua ad amare – fare e ricevere compilation, la serie Mix Tape, adattamento su piccolo schermo del romanzo di Jane Sanderson, che ha esordito lo scorso giugno sulla piattaforma di streaming australiana Binge, ed è poi stata acquistata dalla BBC. La serie in quattro puntate segue la storia di Alison e Daniel dal 1989 – quando erano teenager innamorati a Sheffield – alla realtà adulta di oggi, che li vede ai due estremi del mondo: lei (interpretata da Teresa Palmer) è una scrittrice di successo in Australia, lui (Jim Sturgess, l’attore del film One Day) fa il giornalista musicale in Inghilterra.

Canzoni anni Ottanta a effetto nostalgia

Alison e Daniel si sono ormai persi di vista, stanno con altre persone ma, come si conviene a ogni primo amore, non si sono dimenticati. Entrambi appassionati di musica, da ragazzini si scambiavano mix tape (con tracce pazzesche, tra Cure, Joy Division e New Order), ed è grazie alle canzoni che si ritrovano. Mentre nuove compilation conquistano l’etere riportando a galla sentimenti e ricordi, partono le domande: Alison e Daniel dovrebbero riprendere la storia da dove erano stati costretti a sospenderla? La vecchia scintilla è davvero ancora accesa? E soprattutto (questa è facile), dovrebbero rivedersi?

Regalare musica equivale a donare una parte di sé

Cresce l’attesa che Mix Tape arrivi in Italia. Perché le storie che attraversano i decenni, “fanno dei giri immensi e poi ritornano”, piacciono tanto a tutti. E perché questa, nello specifico, ha l’astuzia di far leva sull’effetto nostalgia che certi brani scatenano – specie nei 45-55enni – facendo tornare all’istante la voglia di inventare compilation a nastro per le persone a cui vogliamo bene. «Regalare musica è come regalare una piccola parte del proprio mondo interiore, del proprio vissuto emotivo e delle proprie esperienze» osserva Adriano Formoso, che oltre a essere psicologo e psicoterapeuta, è cantautore e attore. «È un dono autentico: una confessione velata che permette di scoprire qualcosa di intimo e profondo dell’altro, avviando uno scambio emozionale molto potente».

La compilation è una vera e propria tecnica di seduzione

Più efficace di una lettera d’amore: regalare una playlist su misura è una tecnica di seduzione da provare. «Quando qualcuno ascolta una musica o una canzone pensata apposta per lei o lui, percepisce che chi l’ha scelta ha provato a sintonizzarsi sui suoi sentimenti e desideri» spiega Formoso. «Questo genera una sensazione di comprensione empatica che può far crescere l’interesse. La musica, inoltre, risveglia immagini mentali e sogni custoditi nell’inconscio. Brani che entrano in risonanza con le fantasie più intime attivano una forte proiezione emotiva: chi li ascolta finisce per associare a chi li ha inviati i propri bisogni affettivi, aumentando il suo valore simbolico nella relazione».

Regole base per playlist indimenticabili

In Alta Fedeltà, il protagonista Rob Gordon – interpretato da John Cusack nel film tratto dal libro di Nick Hornby e da Zoë Kravitz nella serie su Disney Plus – spiegava come si crea una compilation perfetta. «Fare una grande compilation, come lasciare qualcuno, è difficile» diceva Rob, «ci vuole molto più tempo di quanto sembri». «Io suggerisco di partire con un brano che sappia catturare subito l’attenzione o ricordare un momento significativo condiviso con la persona che ci piace» consiglia Formoso. «Bisogna poi selezionare tracce che guidino l’ascoltatore attraverso un crescendo emozionale, alternando ritmi e atmosfere che suscitano curiosità. Il brano centrale dovrebbe essere quello che rappresenta il cuore del nostro messaggio, il picco emotivo della compilation. Per concludere conviene scegliere una canzone che lasci un sapore di dolcezza, speranza e desiderio». Come dire, questa è l’ultima traccia, ma per noi è solo l’inizio.