Va in onda stasera in prima serata su Rai 2 Mulan, il live action del 2020 tratto dal popolare cartone animato del ’98. Una pellicola che rientra perfettamente fra quelle ideali da vedere sul divano a Natale con la famiglia e l’occasione giusta per tornare a parlare di uno dei personaggi Disney più iconici di sempre.
Una figura avvincente e una storia che ha attraversato le culture, trasformandosi da leggenda cinese in mito pop globale. Il live action riporta sullo schermo la guerriera Hua Mulan in una versione più epica e realistica, ma il legame con il cartone animato del 1998 resta fortissimo, soprattutto per chi è cresciuta con quella Mulan ribelle, ironica e determinata. Ecco le altre cose da non perdere in tv, streaming e cinema a dicembre.
Mulan live action: quando va in onda e di cosa parla il film
Mulan, remake live action dell’omonimo classico Disney, va in onda in prima tv su Rai 2 venerdì 19 dicembre. Uscito al cinema nel 2020, il film è diretto da Niki Caro e ha come protagonista l’attrice cinese Liu Yifei, scelta dopo un lungo casting internazionale.
La storia riprende la leggenda di Hua Mulan. Quando l’imperatore ordina che ogni famiglia mandi un uomo a combattere contro l’invasione dei Rouran guidati dal temibile Bori Khan, Mulan decide di sostituire il padre malato. Si traveste da uomo, prende il nome di Hua Jung e si arruola nell’esercito imperiale. Durante l’addestramento dimostra forza, intelligenza e disciplina, riuscendo a tenere nascosta la propria identità.
Nel live action spariscono gli elementi più comici e musicali del cartone animato. Al posto del draghetto Mushu, simbolo amatissimo del film del 1998, compare una fenice rossa, figura più spirituale e simbolica. Accanto al nemico principale, inoltre, entra in scena la strega mutaforma Xianniang, interpretata da Gong Li, che rappresenta una sorta di specchio oscuro della protagonista.
Il cartone animato del ’98 entrato nel mito
Uscito nel 1998, Mulan è il 36° classico d’animazione Disney e fa parte del cosiddetto Rinascimento Disney. All’epoca fu un successo importante: il film incassò oltre 300 milioni di dollari nel mondo, conquistando pubblico e critica. Ottenne candidature ai Golden Globe e agli Oscar e vinse diversi Annie Awards, i premi più prestigiosi per l’animazione.
Ma il vero trionfo di Mulan fu culturale. Per molte bambine e ragazze degli anni ’90, Mulan rappresentò qualcosa di nuovo. Non era una principessa in attesa di essere salvata. Non sognava l’amore romantico come unico obiettivo. Combatteva, sbagliava, cadeva e si rialzava. E lo faceva per proteggere la famiglia e trovare il proprio posto nel mondo.
La colonna sonora, con brani diventati iconici come Riflessione, contribuì a rendere il film memorabile. Ancora oggi Mulan è considerato uno dei classici Disney più amati e più avanti rispetto al suo tempo.
Un’eroina diversa dalle altre
Mulan ha sempre occupato un posto speciale tra le eroine Disney. Non per magia o poteri straordinari, ma per il suo percorso umano. È una ragazza che non si riconosce nel ruolo che la società le assegna. Non è “abbastanza” per ciò che ci si aspetta da lei, almeno all’inizio. E proprio da lì nasce la sua forza.
La sua storia parla di identità, coraggio e autodeterminazione. Temi che, ieri come oggi, continuano a risuonare. Mulan non combatte solo contro un nemico esterno, ma contro regole rigide e aspettative soffocanti. Forse è anche per questo che il personaggio ha attraversato le generazioni, diventando un riferimento soprattutto per le spettatrici.
Il live action del 2020: una Mulan più epica e realistica
Il Mulan live action del 2020 sceglie un tono molto diverso rispetto al cartone animato. Niente canzoni, ma un racconto più solenne e visivamente spettacolare. Una scelta che ha diviso il pubblico, insieme alla distribuzione particolare del film, uscito durante la pandemia e inizialmente destinato allo streaming.
Il cast è composto da grandi nomi del cinema asiatico e internazionale. Donnie Yen interpreta il comandante Tung, Jet Li è l’imperatore della Cina, mentre Jason Scott Lee veste i panni dell’antagonista Bori Khan. Al centro resta Liu Yifei, una Mulan più silenziosa e determinata, meno ironica ma profondamente coerente con l’idea di eroina epica voluta dal film.