C’era una volta Marion Cunningham. La mamma di Happy Days, con il suo sorriso rassicurante, la pettinatura fissata dalla lacca e il grembiulino a fiori, incarnava l’ideale domestico degli anni Cinquanta: amorevole, accomodante, sempre un passo indietro per lasciare spazio agli altri. Da allora molto è cambiato, e le mamme delle serie tv non assomigliano più a quella figura angelica: oggi sono creature forti e incandescenti. Donne che non aspettano il lieto fine: se lo scavano con le unghie.
La forza delle mamme delle serie tv
La loro portabandiera è tra i protagonisti di Stranger Things: Joyce Byers ha lo sguardo intenso di Winona Ryder e, per salvare il figlio Will e le persone a cui vuole bene, è disposta a tutto. A rischiare la vita, ovviamente, ma anche ad affrontare mille avventure e a infischiarsene se le danno della svitata. Insieme a lei, una nuova generazione di mamme televisive, che non si limitano a proteggere: combattono, cadono, si rialzano, seguono l’istinto. E mentre dall’energia di Hawkins passiamo alle emozioni viscerali di This Is Us o alla tenacia di Maid, scopriamo un filo rosso. Quelle madri toste e anticonvenzionali mostrano la potenza di un amore che non cede di un millimetro.
Stranger Things: Joyce, la donna che sfida il Sottosopra
Carismatica, ingegnosa e temeraria: mito assoluto degli anni Novanta, Winona Ryder è tornata a catalizzare l’attenzione del mondo nella serie fenomeno Stranger Things, partita nel 2016 e ora fuori con il quinto e ultimo capitolo. La sua Joyce Byers è il cuore della storia. Fin dalla prima stagione, quando rifiuta l’idea della scomparsa del figlio e trasforma la paura in coraggio. Mentre tutti intorno cercano spiegazioni razionali, lei sceglie di dar retta all’istinto. Per entrare in contatto con il suo ragazzo appende lucine ovunque, per riportarlo a casa entra in un’altra dimensione. In questa ostinazione c’è la sua grandezza: stagione dopo stagione, Joyce ricorda allo spettatore che l’amore può essere più potente di qualsiasi Demogorgone. «Io non permetterò mai più che ti accada qualcosa di male» promette a Will, «qualunque cosa stia succedendo aggiusteremo tutto. Aggiusterò tutto».

This Is Us: tra le mamme delle serie tv, il cuore grande di Rebecca
Quando la incontriamo, Rebecca Pearson (interpretata da Mandy Moore) è una ragazza vulcanica, che ancora non immagina quante volte la vita saprà sorprenderla. Un parto difficile, un vuoto improvviso e un arrivo inatteso la catapultano dentro una vita familiare piena di risate ma anche di momenti super impegnativi. Rebecca aiuta il marito Jack a diventare un padre fantastico, protegge Kevin dalle sue insicurezze, incoraggia Kate alle prese con un corpo con cui fatica a fare pace, nutre il talento e la sensibilità di Randall. Quando resta sola, tiene duro perché l’adolescenza dei Big Three non li travolga. E più avanti, nonostante il suo mondo prenda a vacillare, resta il punto fermo che tiene uniti tutti gli altri. La lezione di Rebecca? «Quando sei una mamma, hai un posto in prima fila per il miglior spettacolo della città: guardare i tuoi figli crescere».

Maid: correre, ricominciare, resistere
In Maid, Alex (Margaret Qualley) entra in scena correndo, letteralmente. Con la figlia Maddy in braccio, fugge da una relazione segnata dalla violenza psicologica. Senza soldi né una casa, riparte da zero e si reinventa facendo le pulizie. Ogni casa lucidata sembra un passo verso la libertà, ma gliene capitano di tutti i colori, tra una madre imprevedibile, affetta da disturbi mentali (interpretata dalla vera mamma della protagonista, Andie MacDowell), e la burocrazia che non fa sconti a chi è già in ginocchio. Mentre affronta tribunali, servizi sociali e la tentazione di tornare indietro, resta ancorata a una certezza: Maddy merita un’esistenza migliore. Per garantirgliela, Alex tira fuori una forza pazzesca e resiste a tutto, senza mai piangersi addosso. (Occhio spoiler). «Molte persone non scommetterebbero su una madre single che si iscrive al college» racconta alla fine della serie, «ma non sanno cosa ci è voluto per arrivarci. Ben 338 bagni puliti, 7 tipi di sussidi governativi, 9 traslochi e l’intero terzo anno di vita della mia dolcissima figlia Maddy… Tutto questo è per lei».

Ginny & Georgia: il lato selvaggio delle mamme delle serie tv
Georgia (Brianne Howey) arriva nella tranquilla cittadina di Wellsbury con i figli Ginny e Austin dopo l’ennesima fuga, decisa a dare ai suoi ragazzi quella stabilità che lei non ha mai avuto. Porta con sé un passato pieno di segreti, uomini pericolosi e violenza, e adesso vuole darci un taglio: nuovo lavoro, nuova casa, nuova versione di sé. Sorride, cucina pancake, organizza feste di quartiere e sembra la madre perfetta. Ma chi la conosce davvero sa che nulla, in Georgia, è semplice. A Wellsbury si muove con astuzia: trova subito un impiego al municipio e conquista l’attenzione del giovane sindaco Paul. È capace di navigare tra bugie e mezze verità con la stessa naturalezza con cui spazzola i lunghi capelli biondi, pronta a oltrepassare ogni limite pur di difendere la sua famiglia. «Noi siamo diverse» dice alla figlia adolescente Ginny, «come in Una mamma per amica ma con le tette più grandi».

Una mamma per amica: le mamme delle serie tv crescono insieme ai figli
Lorelai Gilmore (Lauren Graham) è una mamma single che cresce la figlia Rory seguendo due regole soltanto: esserci sempre e cercare di ridere anche quando tutto va storto. Rimasta incinta a sedici anni, ha lasciato la casa dei genitori – benestanti e benpensanti – per trasferirsi nel paesino di Stars Hollow, dove lavora in un albergo e si costruisce una rete di amici che diventa la sua vera famiglia. Con Rory crea un rapporto stretto, fatto di confidenze, battute e serate davanti alla tv mangiando comfort food. Non sempre fa le scelte giuste: litiga coi genitori, si innamora dell’uomo sbagliato, bisticcia in continuazione con il suo “amico” Luke. È una donna e una madre imperfetta ma presente, che tira su sua figlia mentre impara a stare al mondo. Tra i suoi consigli a Rory: «Rimettiti il pigiama, torna a letto e non mangiare altro che tonnellate di gelato e pizza».

Pernille: quando la vita chiama, lei risponde
In un verdissimo quartiere di Oslo, abita l’infaticabile Pernille (Henriette Steenstrup), a cui il tempo non basta mai. Si occupa delle due figlie adolescenti e del nipote che si è trasferito da loro dopo la morte della sorella (a cui Pernille continua a lasciare commoventi messaggi in segreteria telefonica). Le sue giornate passano tra discussioni da smorzare, corse a scuola, appuntamenti saltati e imprevisti che spuntano quando è già stravolta. Nel frattempo, come assistente sociale, affronta casi che la inseguono h24. Mentre prova a dare ai ragazzi affetto e stabilità, la sua vita privata resta un puzzle: un ex complicato, un padre che chiede attenzioni, relazioni che non trovano spazio. Pernille prova a fare del suo meglio. A volte sbaglia, altre volte ci prende, ma resta lì, presente a oltranza, bussola pratica ed emotiva della famiglia. Il suo mantra: «Puoi dirmi tutto, lo sai. Serve aiuto? Vuoi sfogarti?».
