Il 14 giugno 2026 alle 21.20 Italia 1 propone My Spy, action comedy diretta da Peter Segal con Dave Bautista e Chloe Coleman protagonisti.

La storia segue JJ, agente della CIA noto per i suoi metodi poco discreti. Dopo aver compromesso una delicata operazione, viene assegnato a una missione apparentemente semplice: sorvegliare una donna e sua figlia senza farsi scoprire. Il piano però salta quasi subito.

La piccola Sophie, nove anni, individua infatti le telecamere nascoste e scopre l’identità dell’agente. Invece di denunciarlo, decide di approfittare della situazione. Accetterà di mantenere il segreto soltanto a una condizione: JJ dovrà esaudire le sue richieste.

Nasce così un rapporto imprevedibile tra il burbero agente interpretato da Dave Bautista e la brillante Sophie, cui presta il volto Chloe Coleman.

Nel cast figurano anche Parisa Fitz-Henley nel ruolo di Kate, madre della bambina, Kristen Schaal nei panni dell’analista Bobbi e Ken Jeong in quelli del superiore David Kim.

Tra inseguimenti, missioni segrete e momenti comici, My Spy ribalta una regola classica del cinema d’azione: stavolta è l’adulto a dover imparare dalla bambina.

Sophie e JJ, la coppia che ribalta le regole dello spy movie

Il successo di My Spy nasce soprattutto dalla chimica tra i due protagonisti. JJ è forte, addestrato e abituato a risolvere ogni problema con la forza. Sophie, invece, osserva, ragiona e trova subito il punto debole dell’agente.

La bambina riesce a prendere il controllo della situazione grazie all’intelligenza e a una sorprendente capacità di leggere le persone. Non a caso Sophie è entrata rapidamente nella galleria dei giovani protagonisti che, pur senza superpoteri, riescono a diventare il vero motore dell’azione.

Da “Spy Kids” ad “Agent Cody Banks”: i baby agenti segreti che hanno fatto scuola

Quando si parla di bambini protagonisti di film di spionaggio, il primo titolo che viene in mente è Spy Kids. Nel film di Robert Rodriguez, uscito nel 2001, Carmen e Juni Cortez, interpretati da Alexa PenaVega e Daryl Sabara, scoprono che i loro genitori sono agenti segreti. Quando mamma e papà vengono rapiti, saranno proprio loro a partire per una missione internazionale fatta di gadget futuristici, basi segrete e pericoli degni dei migliori film di James Bond.

La saga ha avuto un enorme successo perché metteva i bambini al centro dell’azione senza trattarli come semplici comprimari. Carmen e Juni erano veri eroi, capaci di salvare il mondo contando soprattutto sulla collaborazione reciproca.

Un paio di anni dopo arrivò Agent Cody Banks. Il protagonista, interpretato da Frankie Muniz, è un adolescente reclutato dalla CIA per infiltrarsi in una scuola e fermare un’organizzazione criminale. Il film giocava con una domanda efficace: cosa accadrebbe se una normale spia dovesse affrontare i problemi tipici dell’adolescenza?

Nello stesso filone si inserisce anche Stormbreaker (2006), tratto dai romanzi di Anthony Horowitz. Qui il giovane Alex Rider, interpretato da Alex Pettyfer, viene coinvolto nei servizi segreti britannici dopo la morte dello zio. Ancora una volta è un ragazzo a dover affrontare minacce che sembrano troppo grandi perfino per gli adulti.

Kevin di “Mamma, ho perso l’aereo” e gli altri bambini più furbi degli adulti

Non tutti i piccoli eroi del cinema appartengono al mondo dello spionaggio. Alcuni sono diventati celebri semplicemente perché hanno dimostrato di sapersela cavare meglio dei grandi.

L’esempio più famoso resta Kevin McCallister, protagonista di Mamma, ho perso l’aereo (1990). Interpretato da Macaulay Culkin, Kevin viene dimenticato a casa dalla famiglia poco prima delle vacanze natalizie. Quello che potrebbe sembrare un incubo si trasforma però in un’avventura.

Da solo, il bambino riesce a difendere la propria abitazione da due ladri adulti utilizzando ingegno, creatività e una serie di trappole ormai entrate nella storia del cinema.

Kevin non è una spia e non combatte organizzazioni criminali internazionali. Tuttavia condivide con Sophie e con gli altri protagonisti una caratteristica fondamentale: la capacità di vedere soluzioni dove gli adulti vedono soltanto problemi.

Anche Harriet the Spy (1996) ha contribuito a rendere popolare questa figura. La giovane Harriet, interpretata da Michelle Trachtenberg, osserva il mondo che la circonda con l’attenzione di una vera investigatrice. Le sue intuizioni le permettono spesso di arrivare prima degli adulti alla verità.