«Ho finito un ciclo di sei chemio, è andato tutto molto bene». Con queste parole Monica Guerritore ha scelto di condividere sui social il percorso affrontato negli ultimi quattro mesi. Un racconto intimo, che parte da un controllo di routine e arriva alla conclusione delle cure, con un messaggio di gratitudine verso i medici che l’hanno accompagnata.

L’attrice ha spiegato che tutto è iniziato a metà aprile, quando durante gli esami periodici un valore è risultato alterato. «Era a metà aprile e a un controllo che faccio periodicamente uno dei valori era fuori norma, il Ca125. Ho immediatamente preso contatto con il mio oncologo, il professor Enrico Cortesi. Pochi giorni dopo ho fatto la prima chemio, la prima di un ciclo di sei».

Per Guerritore non si tratta del primo confronto con una malattia oncologica. Nel 2006 aveva affrontato un tumore al seno, curato con un intervento chirurgico e una successiva terapia ormonale, senza la necessità della chemioterapia.

Come sta oggi Monica Guerritore

Oggi Monica Guerritore guarda al futuro con ottimismo. Nel video condiviso sui social ha annunciato di aver concluso il ciclo di sei chemioterapie e ha rassicurato i suoi follower sull’esito delle cure: «Ho finito tutte e sei le chemio ed è andato tutto molto bene, grazie alla straordinaria capacità dei nostri medici».

L’attrice ha spiegato anche che il valore del CA125, risultato fuori norma durante un controllo effettuato ad aprile e che aveva portato agli approfondimenti diagnostici, è rientrato. Dopo la diffusione della notizia è intervenuta nuovamente per chiedere che la sua vicenda fosse raccontata con precisione, invitando a evitare ricostruzioni inesatte.

«Ho abbracciato mio marito e ho pianto»: il racconto delle cure

Durante i mesi di terapia, Monica Guerritore ha continuato a lavorare. Ha portato avanti le presentazioni di Anna, il film dedicato ad Anna Magnani che segna anche il suo debutto alla regia, scegliendo di non parlare pubblicamente della malattia.

«Dovevo andare avanti e, per farlo, non dovevo far trapelare niente. Non era di me che dovevo parlare, ma del film», ha spiegato.

Uno dei momenti più difficili è arrivato con la perdita dei capelli. «Quando le prime ciocche di capelli hanno cominciato a lasciarsi andare ho abbracciato mio marito, la mia roccia, e ho pianto».

Per continuare gli impegni pubblici ha scelto di indossare una parrucca, un modo per vedersi meglio durante le cure. «Da brava attrice ho nascosto dietro una parrucca con una frangetta e un taglio strano di capelli quello che mi accadeva».

L’attrice ha poi rassicurato i suoi fan sulle sue condizioni attuali.

Lo stress può provocare un tumore? Cosa dice davvero la scienza

Di fronte a una diagnosi oncologica è naturale chiedersi perché sia successo. Molte persone ripensano a un periodo particolarmente difficile della propria vita e si domandano se lo stress possa aver avuto un ruolo.

Le conoscenze scientifiche disponibili, però, invitano alla prudenza. Secondo il National Cancer Institute degli Stati Uniti, non esistono prove convincenti che dimostrino un rapporto diretto di causa-effetto tra stress psicologico e comparsa di un tumore. Anche l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) sottolinea che, allo stato attuale delle evidenze, lo stress non è considerato una causa accertata di cancro.

Questo non significa che lo stress sia irrilevante per la salute. Periodi prolungati di tensione possono influire sul benessere fisico e mentale, alterare il sonno, aumentare l’ansia e favorire comportamenti poco salutari, come fumare, consumare più alcol, mangiare in modo squilibrato o ridurre l’attività fisica.

Sono proprio alcuni di questi comportamenti, e non lo stress in sé, a essere riconosciuti come fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare diverse forme di tumore.

Perché stress e cancro vengono spesso associati

Negli ultimi anni la ricerca ha studiato il modo in cui gli ormoni dello stress influenzano il sistema immunitario e altri meccanismi biologici.

Alcuni studi di laboratorio hanno osservato che queste sostanze possono modificare il comportamento delle cellule o creare condizioni favorevoli alla crescita tumorale. Tuttavia, questi risultati non dimostrano che lo stress provochi il cancro nelle persone.

Gli esperti ricordano che una malattia oncologica nasce quasi sempre dall’interazione di molti fattori diversi. L’età, la predisposizione genetica, le mutazioni che si accumulano nel tempo e le esposizioni ambientali giocano un ruolo molto più importante rispetto allo stress emotivo.

Per questo motivo gli oncologi invitano a evitare semplificazioni. Attribuire un tumore a un periodo difficile della propria vita può alimentare inutili sensi di colpa, senza alcun fondamento scientifico.

Quali sono le cause riconosciute del tumore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che una quota significativa dei tumori potrebbe essere prevenuta intervenendo sui principali fattori di rischio modificabili.

Tra quelli meglio documentati ci sono il fumo di sigaretta, che può causare problemi anche alle ossa, il consumo di alcol, il sovrappeso e l’obesità, la sedentarietà, alcune infezioni virali e batteriche, l’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti e il contatto con specifiche sostanze cancerogene in ambito lavorativo o ambientale.

Accanto a questi esistono fattori che non possono essere modificati, come l’età e alcune predisposizioni genetiche ereditarie.

Per questo gli specialisti sottolineano l’importanza della prevenzione, degli stili di vita sani e dei controlli consigliati in base all’età, alla storia clinica e all’eventuale familiarità.

Il messaggio che arriva dalla storia di Monica Guerritore

Il racconto di Monica Guerritore lascia soprattutto un messaggio di fiducia nelle cure e nella diagnosi tempestiva. L’attrice ha spiegato che tutto è partito da un controllo periodico, un elemento che ricorda quanto sia importante seguire le indicazioni dei medici e non trascurare gli esami consigliati.

Monica Guerritore in posa

Allo stesso tempo, la sua testimonianza aiuta a sfatare un luogo comune ancora molto diffuso: vivere un periodo di forte stress non significa essere destinati ad ammalarsi di tumore.

«Ho toccato con mano la solidarietà e l’umanità delle persone, un regalo che esiste», ha raccontato al termine del suo percorso.

Un messaggio che va oltre la malattia e ricorda come, accanto alle terapie, possano fare la differenza anche il sostegno delle persone care, la fiducia nei medici e la forza di non affrontare tutto da soli.