«Lei è sempre stata la più brava», mi racconta un’amica davanti a un drink. Siamo nel centro di Londra e non si parla d’altro da mesi: Olivia Dean è sulla bocca di tutti. A 26 anni, con soli due album, ha sorpassato tutti i record appartenuti ad alcune delle più importanti voci britanniche. Ha conquistato prima gli Stati Uniti, poi il mondo, e infine gli awards. Ai Grammy, gli Oscar della musica, è stata nominata come Brand New Artist (miglior “novità”), premio che la sera del 1 febbraio si è portata a casa. La settimana prossima sarà incoronata anche ai Brit (i premi della musica inglese). E manca sempre meno all’inizio del suo tour che la porterà in Italia in prossimo 22 maggio.

Impossibile resistere a Olivia Dean

Per il Regno Unito, dove soprattutto le generazioni più giovani cominciano a sentire il peso della Brexit, ottenere un successo del genere tramite un’artista fieramente “di seconda generazione” è una vera novità. Eppure in Olivia non c’è nulla di minaccioso. Né nella sua musica, un pop influenzato dal soul che ricorda le sale d’attesa e le colonne sonore delle commedie romantiche, né nel suo stile. Si è formata nel mondo del gospel, nel coro della Chiesa, ma per studiare la tecnica si è affidata a una delle scuole più british di Londra, la Brit School. È lì che ha conosciuto la mia amica, così come Raye, Lola Young, Rachel Chinouriri e tante altre stelle passate e future.

Quando nasce una stella, specialmente quando “plana” con la velocità di Olivia, viene sempre da chiedersi come mai. Perché oggi si sa, non bastano il talento, la città e il singolo giusti, è difficile trovare la ricetta del successo. Ma quando chiedo alla mia amica se si sarebbe aspettata che ad emergere fosse proprio Olivia, non esita nemmeno un secondo: «Certo! Pubblicava sempre video dal suo giardino: canticchiava qualche cover e in un attimo era già virale». Era come se non ci provasse neanche, e guardandola sul palco dei Grammy a cui partecipa per la prima volta l’effetto è lo stesso.

Pop, soul e un’energia che rapisce: Olivia Dean è la principessa del pop

Olivia è sempre sorridente, gentile, rassicurante, bellissima. Le sue canzoni sono delle coccole: non sono virtuose come quelle di Raye o “sporche” come quelle di Lola Young. Sono orecchiabili senza essere superficiali, leggere eppure intense. Sono perfette per cantare, ballare, piangere e ridere: e persino lei, che alterna esibizioni struggenti a live show che sembrano delle feste, sembra perfetta per ogni occasione.

The Art of Loving, il suo secondo album (uscito il 26 settembre 2025) è un disco perfetto, ma già con l’esordio Messy (2023) aveva fatto parlare di sé. La consacrazione alla viralità è arrivata con Dive (brano scelto per la colonna sonora della saga dei Culpables), seguito nel giro di un’estate da It isn’t perfect but it might be (colonna sonora dell’ultimo capitolo di Bridget Jones). E quando ha inaugurato il tour più cool della stagione – Short ‘n sweet di Sabrina Carpenter – aprendo le esibizioni con la nuovissima Nice to each other, era chiaro: è nata una stella.

L’arte di (farsi) amare

Non si può negare che sia la principessa del pop del momento, eppure non è certo la perfetta statuina che si potrebbe immaginare. Leggiadra ed energica sul palco, dolcissima nelle introduzioni alle canzoni e ancor più nei testi, Olivia Dean si racconta intervista dopo intervista senza filtri. Dal brano virale che stava per scartare (The hardest part, «La prima volta che l’ho sentita ho pensato facesse veramente schifo!»), alla storia della nonna, emigrata nel Regno Unito a soli 18 anni, parte della cosiddetta Windrush generation (un’ondata migratoria al centro di uno dei più importanti scandali inglesi). Proprio alla nonna ha dedicato le prime parole che è riuscita a presentare sul palco, ritirando uno dei premi più ambiti della serata: «Sono il risultato di scelte coraggiose, ricordiamoci che non siamo nulla senza gli altri».

Olivia Dean con il suo Grammy la sera del 1 febbraio

Nata Olivia Lauryn Dean in onore della regina dell’R&B Lauryn Hill, della famiglia inglese, jamaicana e guyanese, parla della famiglia come di una rete di supporto instancabile. Una casa in cui la musica si è sempre respirata e il suo talento non è mai stato messo in dubbio. Si è dichiarata persino «una fortissima femminista», e fino al 2024 è stata tra le leader di un partito per l’uguaglianza femminile inglese.

Come se non bastasse, abbiamo già detto che è bellissima? Non le resiste nemmeno il mondo della moda, di cui è già una beniamina: è il volto del profumo Her di Burberry, ambassador di Chanel, già ben inserita tra i front row delle Fashion Week internazionali e ha persino sfoggiato alcuni capi di Versace durante le esibizioni. Insomma, Olivia Dean conosce l’arte di amare, come canta nel suo album, ma anche quella di farsi amare. E sembra che, tra un sorriso e un ritornello dei suoi, la riveli senza censure.