Dopo Follemente, pellicola di Paolo Genovese, Pilar Fogliati torna sul grande schermo con Breve storia d’amore, il film di Ludovica Rampoldi presentato alla Festa del Cinema di Roma. In un’intervista concessa a La Repubblica, l’attrice parla del suo personaggio, Lea, e di come questa storia fatta di incontri, desideri e scelte difficili rispecchi le domande che molte donne si pongono oggi sulle relazioni. Lo fa con sincerità, raccontando anche un episodio personale che l’ha segnata e che le ha permesso di guardare al tradimento con uno sguardo più complesso e meno giudicante.

Chi è Lea, la protagonista di Una breve storia d’amore interpretata da Pilar Fogliati

In Breve storia d’amore, Pilar Fogliati interpreta Lea, una trentenne che vive una relazione stabile con Andrea. Tutto sembra procedere verso un equilibrio, ma una sera, in un bar, l’incontro con Rocco cambia ogni cosa. Lui ha cinquant’anni, è sposato, e tra i due nasce un’attrazione immediata. Quella scintilla si trasforma presto in un legame clandestino, consumato in una stanza d’albergo, lontano dalle vite ordinarie dei protagonisti.

Per Lea il tradimento non è solo un gesto impulsivo, ma un punto di svolta. Quella relazione la travolge e accende un bisogno nuovo, quasi febbrile, di capire chi è davvero. «Il personaggio di Lea ha una sua follia», ha raccontato l’attrice. È una donna che decide di esplorare ciò che sente, anche quando questo la spaventa. E nella confusione, tenta di leggere sé stessa attraverso gli occhi di Rocco.

Il tradimento come scintilla per capire chi siamo

Nell’intervista a La Repubblica, Pilar Fogliati riflette sul tema centrale del film: il tradimento. Lo definisce «molto diffuso» e capace di toccare emozioni profonde, anche contraddittorie. «Sono dalla parte di chi è onesto con sé stesso. Non demonizzo chi tradisce, né santifico chi non lo fa», spiega. È un punto di vista che nasce anche dalla sua esperienza personale. L’attrice racconta, infatti, di essere stata tradita da un’amica. «È bruttissimo. Col tempo non giustifichi, ma sposti lo sguardo, è anche un problema suo». Una ferita che le ha insegnato che dietro ogni errore si nascondono domande più grandi. «Tradire è sbagliato, fa soffrire tutti, ma invece di punirti o disperarti, prova a capire perché è successo», ha spiegato la Fogliati.

Dal set ai sacrifici della gavetta: il percorso di Pilar Fogliati

Prima di arrivare ai ruoli che l’hanno resa nota, Pilar Fogliati ha vissuto una gavetta fatta di sacrifici e piccole paure. Lo dimostra un episodio raccontato senza filtri: sul set di Che Dio ci aiuti, dove interpretava una ragazza madre, aveva una caviglia seriamente slogata. Non disse nulla per timore di non essere più chiamata. «Sono andata sul set con i jeans larghi per nasconderla. La costumista l’ha notato e le ho detto: ‘Ti prego, non dirlo a nessuno’». Un altro aneddoto riguarda la patente che non aveva ancora preso. Anche in quel caso temeva di perdere l’occasione. «La vergogna nel dirlo… pensavo mi cacciassero». Racconta che all’inizio ti senti talmente fortunata da essere pronta ad andare al lavoro «anche senza un braccio».

Il nuovo film e lo sguardo contemporaneo sulle relazioni

Breve storia d’amore è un dramma psicologico che intreccia due coppie di generazioni diverse. Lea (Pilar Fogliati) e Andrea (Andrea Carpenzano), trentenni in bilico tra stabilità e cambiamento. Rocco (Adriano Giannini) e Cecilia (Valeria Golino), cinquantenni che sembrano pacificati, ma vivono un equilibrio fragile. Il film indaga l’identità e il desiderio senza giudizi, raccontando come le relazioni cambino nel tempo. «Parlare di tradimento oggi non è come trent’anni fa», afferma Fogliati.

È un tema che apre domande sull’esclusività, sulle aspettative, sul modo in cui ci leggiamo attraverso gli altri. La regia di Ludovica Rampoldi, già nota per 1992 ed Esterno Notte, porta sullo schermo un racconto lucido e intenso, in cui la passione diventa un mezzo per guardarsi dentro e non solo un atto impulsivo.