Daniela Fumarola è tra le protagoniste della nuova puntata di Storie al bivio di sera, il programma condotto da Monica Setta in onda su Rai 2. La segretaria generale della CISL si racconta per la prima volta anche sul piano personale, ripercorrendo le scelte che hanno segnato la sua vita.

Nell’intervista parla del rapporto con la famiglia d’origine, delle rinunce che hanno accompagnato la sua carriera e del motivo per cui non si è mai pentita di aver dedicato tutte le sue energie al sindacato. Un ritratto che permette di conoscere meglio una delle figure più importanti del panorama sindacale italiano.

Chi è Daniela Fumarola

Nata a Taranto il 28 maggio 1966, Daniela Fumarola è una sindacalista italiana e, dal febbraio 2025, ricopre il ruolo di segretaria generale della CISL, diventando la seconda donna nella storia dell’organizzazione a guidare il sindacato dopo Annamaria Furlan.

Laureata in Scienze sociologiche all’Università Cattolica di Milano, ha iniziato il proprio percorso sindacale nel 1987 nella FISBA, la federazione che rappresentava gli operai agricoli e che oggi è confluita nella FAI-CISL.

Da allora ha costruito tutta la sua carriera all’interno della Confederazione, assumendo incarichi di crescente responsabilità fino ad arrivare ai vertici nazionali.

La carriera che l’ha portata alla guida della CISL

Il percorso di Daniela Fumarola si sviluppa quasi interamente tra la Puglia e la Basilicata. Nel 1993 entra nella segreteria della FISBA di Taranto e nel 2002 diventa segretaria generale della federazione agricola del territorio.

Nel 2009 viene eletta segretaria generale della CISL di Taranto e Brindisi, mentre nel 2016 assume la guida della CISL Puglia. L’ingresso nella segreteria confederale nazionale arriva nel 2020 e, tre anni più tardi, viene nominata segretaria generale aggiunta.

Nel febbraio 2025 raccoglie l’eredità di Luigi Sbarra e viene eletta segretaria generale della CISL. La sua nomina rappresenta anche un nuovo passo avanti per la presenza femminile nei ruoli decisionali, un tema che continua a essere centrale nel mondo del lavoro, dove sempre più donne riescono a conquistare posizioni di vertice nelle aziende e nelle istituzioni.

Durante la sua carriera si è occupata di lavoro agricolo, emersione del lavoro irregolare, tutela dell’occupazione, formazione, inclusione dei lavoratori migranti e conciliazione tra vita privata e lavoro.

La rinuncia alla famiglia raccontata a “Storie al bivio di sera”

Nel corso dell’intervista a Storie al bivio di sera, Daniela Fumarola racconta uno degli aspetti più intimi della propria vita. Confessa di aver scelto di dedicarsi completamente al sindacato, rinunciando alla costruzione di una famiglia.

«Per fare sindacato in modo totale ho sacrificato una cosa importante: la costruzione di una famiglia», spiega durante la trasmissione. Una scelta che, precisa, non vive con rimpianto: «Ne ho trovata una ancora più grande di famiglia, la CISL».

Le sue parole riaprono anche il dibattito sulla difficoltà di conciliare carriera e vita privata, una sfida che continua a riguardare molte lavoratrici italiane. La conciliazione tra lavoro e famiglia resta infatti uno dei principali ostacoli alla piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro e richiede non solo organizzazione personale, ma anche strumenti concreti e tutele adeguate.

Nel corso del programma ripercorre anche i sogni dell’infanzia. Da ragazza immaginava un futuro molto diverso e racconta di aver desiderato un lavoro da messo comunale. La carriera sindacale, spiega, non è stata il frutto di un progetto costruito a tavolino, ma il risultato di un percorso nato dall’impegno quotidiano e dal senso del dovere che il padre le aveva trasmesso fin da bambina.

La vita privata di Daniela Fumarola

Accanto al profilo pubblico emerge anche quello più personale. Fumarola racconta il forte legame con la famiglia d’origine e ricorda un padre severo, poco incline ai complimenti ma capace di trasmettere disciplina e responsabilità.

Da bambina partecipava alle gare di nuoto insieme alle sorelle e descrive quell’educazione rigorosa come una palestra di vita che l’ha accompagnata anche nel lavoro.

Oggi vive sotto scorta, una condizione che affronta con discrezione e senza vittimismo. Quando può torna a Taranto per trascorrere del tempo con i suoi familiari. Il suo racconto arriva in un momento in cui il tema del lavoro femminile è tornato al centro del dibattito pubblico. I diritti delle donne sul lavoro restano infatti una questione aperta, tra disparità di carriera, carichi di cura e ricerca di un equilibrio più sostenibile.

Tra le passioni che coltiva nel tempo libero ci sono i fiori, in particolare le peonie, mentre descrive il proprio carattere come paziente e disponibile al confronto. C’è però un aspetto sul quale non ammette eccezioni: il tradimento della fiducia. «Archivio, dimentico, ma non perdono», racconta nell’intervista.