Nel corso della puntata del 15 novembre 2025 di Bar Centrale, il talk show mattutino di Rai  1 condotto da Elisa Isoardi, è scoppiata una discussione che ha subito catturato l’attenzione del pubblico. Il programma, che affronta temi di attualità con ospiti e opinionisti, è diventato il teatro di un acceso confronto tra Serena Bortone e Rosanna Lambertucci sul ruolo della donna nella società contemporanea. Al centro della tensione c’era il fenomeno delle tradwife, donne che scelgono stili di vita tradizionali, dedicandosi alla casa e alla famiglia. Durante il dibattito, le due conduttrici hanno espresso i propri punti di vista opposti in maniera accesa e vivace, scontrandosi su temi come libertà individuale, tradizione e femminismo.

Che cosa è successo e i motivi della lite

Serena Bortone ha commentato il fenomeno delle tradwives, esploso anche sui social, affermando: «Ognuno sceglie la felicità che desidera. Se tu sei felice a essere sottomessa agli uomini… quello è il messaggio che lanciano». Immediata la replica di Rosanna Lambertucci, che ha sottolineato: «Non c’entra nulla l’essere sottomessa, se a me fa piacere preparare una cena al mio compagno non è sottomissione». Tra interruzioni reciproche e battute pungenti, il confronto si è fatto acceso con entrambe le protagoniste ferme sulle loro posizioni, nonostante l’intervento di Elisa Isoardi per riportare la calma. Da una parte il sostegno a valori tradizionali e, dall’altro, visioni moderne della femminilità. Impossibile arrivare a un punto d’incontro: «Oddio, che fatica oggi Rosanna, posso finire di parlare? Perché ce l’hai con me oggi?» ha sbottato alla fine Bortone.

Le posizioni di Serena Bortone

Serena Bortone ha portato avanti la sua posizione con determinazione, spiegando: «Non si tratta del piacere di dedicarsi alla famiglia, ma del rischio che diventi l’unico modello considerato accettabile». Ha sottolineato come molte promotrici di questo stile di vita siano influencer sui social, e che «Guadagnano visibilità e denaro mentre celebrano valori che sembrano usciti da un’altra epoca». Secondo Bortone, questi ideali tradizionali «hanno storicamente limitato le libertà delle donne», privandole di carriera e indipendenza. Ha concluso con una riflessione sul presente: «La libertà femminile non può ridursi a un modello unico imposto dalla tradizione».

Il pensiero di Rosanna Lambertucci

Rosanna Lambertucci ha difeso la propria visione con altrettanta energia, dichiarando: «Essere madre e moglie non è un peso, ma una ricchezza, un modo per esprimere amore e costruire serenità». Per Lambertucci, «Prendersi cura della famiglia e della casa non significa essere sottomessa, è una scelta consapevole». Ha aggiunto poi: «Secondo me il vero ruolo delle donne è quello di essere in grado di dare serenità. La donna nasce madre. La maternità è femminile, quindi praticamente è già predisposta a questo. E se vai nei paesi poveri ti rendi conto del grande privilegio che ha una donna, che è quello della maternità, che è la vera ricchezza femminile».

Lambertucci ha ribadito quindi che giudicare questo ruolo come rinuncia o obbedienza significa non riconoscere la varietà delle scelte femminili: «Non tutte le donne condividono il pensiero di Bortone, ognuna ha il diritto di decidere come esprimere la propria femminilità». Lambertucci ha chiuso sottolineando che la felicità può trovarsi anche nei ruoli tradizionali: «Se una donna trova gioia nell’essere accudente, non c’è nulla di cui vergognarsi».

Cos’è il fenomeno del tradwife

Le tradwife, abbreviazione di traditional wife, sono donne che scelgono di seguire ruoli di genere tradizionali, dedicandosi alla cura della casa, della famiglia e del partner. Questo stile di vita valorizza la maternità e l’organizzazione domestica come elementi centrali della femminilità, spesso raccontati sui social come modello aspirazionale. Pur essendo una scelta personale, il fenomeno è controverso perché mette in discussione il concetto moderno di libertà femminile, sollevando interrogativi su quanto queste decisioni siano davvero libere o influenzate da pressioni culturali e sociali, e aprendo un dibattito sul modo in cui le donne possono vivere la propria identità oggi.