Stasera alle 21:20 su Rai 3 va in onda Un eroe, il film diretto da Asghar Farhadi che ha conquistato pubblico e critica internazionale.
Il regista iraniano firma un dramma morale sottile e inquieto, capace di trasformare una vicenda apparentemente semplice in un’indagine profonda sulla verità e sull’immagine pubblica.
La trama, ispirata a una storia vera, segue Rahim, un uomo detenuto per debiti che, durante un permesso, trova una borsa piena d’oro: la scelta di restituirla lo rende improvvisamente un simbolo di virtù, ma quell’atto di onestà finirà per innescare conseguenze imprevedibili.
La trama e il cast di “Un eroe”
Rahim Soltani sta scontando da tre anni una pena in carcere per un debito che non è riuscito a saldare. Separato dalla moglie, che ha ottenuto la custodia del figlio, sogna di ricostruirsi una vita accanto alla nuova compagna, Farkhondeh.
Proprio lei, durante un permesso premio, trova casualmente una borsa contenente alcune monete d’oro: una scoperta che potrebbe cambiare tutto, permettendo a Rahim di vendere il tesoro e ripagare il creditore.
In un primo momento l’uomo è tentato di approfittarne, ma decide infine di pubblicare un annuncio per rintracciare la proprietaria.
Quando la donna si presenta e l’oro viene restituito, Rahim diventa il protagonista di una storia edificante.
L’amministrazione penitenziaria, alle prese con recenti scandali e casi di suicidio in cella, coglie l’occasione per trasformarlo in un esempio di redenzione.
I media amplificano la notizia, l’opinione pubblica lo celebra, e per Rahim sembra aprirsi la possibilità concreta di riabilitarsi, estinguere il debito e ottenere uno sconto di pena.
Ma la narrazione eroica comincia presto a incrinarsi. Ogni tentativo di dimostrare la propria buona fede genera sospetti, contraddizioni, nuove accuse. La spirale mediatica si rivela implacabile, e l’uomo che era stato innalzato a simbolo diventa rapidamente bersaglio di dubbi e insinuazioni.
Nel cast figurano Amir Jadidi nel ruolo di Rahim, affiancato da Mohsen Tanabandeh, Fereshteh Sadr Orafaie e Sarina Farhadi.
La controversia e l’accusa di plagio
Un eroe ha ottenuto il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes nel 2021, confermando il talento di Farhadi nel raccontare drammi morali contemporanei. Tuttavia, il successo è stato accompagnato da una controversia giudiziaria.
Il 5 aprile 2022, un tribunale iraniano ha riconosciuto il regista colpevole di aver sottratto l’idea del film a una sua ex allieva, Azadeh Masihzadeh, che lo aveva denunciato per plagio.
Secondo l’accusa, Farhadi si sarebbe ispirato al documentario diretto dalla regista, All Winners All Losers, dedicato a una vicenda molto simile.
Inizialmente il regista aveva respinto le accuse dichiarando: «Mi è capitato spesso di leggere nei giornali storie come questa. Storie di persone comuni diventate improvvisamente famose per aver compiuto un gesto altruistico. Queste vicende hanno tutte qualcosa in comune. Il film non trae spunto da uno specifico fatto di cronaca, ma quando l’ho scritto avevo in mente questo genere di storie».
Successivamente, però, Farhadi ha ammesso di essersi ispirato alla vicenda raccontata dalla Masihzadeh, pur senza citarla nei crediti.
La storia vera dietro al film di Farhadi
Alla base del documentario All Winners All Losers e, indirettamente, di Un eroe, c’è la storia reale di Mohammad Reza Shokri. L’uomo, incarcerato per debiti, durante un permesso premio trovò una borsa contenente dell’oro.
Invece di utilizzare quel denaro per pagare il proprio creditore e ottenere la libertà, decise di cercare il legittimo proprietario e restituire quanto trovato, spinto da principi morali.
Il gesto lo rese celebre e oggetto di attenzione pubblica, ma come nel film, la realtà si rivelò più complessa della narrazione edificante iniziale. È proprio questa ambiguità tra verità, racconto e percezione collettiva ad aver affascinato Farhadi.
Il significato di “Un eroe”
Il film mette in scena un eroe ambiguo. Rahim non è un santo né un truffatore: è un uomo comune che compie un atto onesto anche per necessità, nella speranza di migliorare la propria condizione. Farhadi si interroga così sulla natura stessa dell’eroismo, chiedendosi se sia un valore autentico o piuttosto una costruzione prodotta e amplificata dai media.
La vicenda diventa anche un’analisi della società contemporanea e della cosiddetta “post-verità”. Attraverso i social network, le istituzioni e la pressione dell’opinione pubblica, la verità viene continuamente rimodellata. Un gesto limpido può trasformarsi in sospetto, e l’eroe celebrato può essere rapidamente degradato a bugiardo.
Infine, il film suggerisce l’esistenza di una prigione più severa di quella reale: quella fatta di burocrazia, aspettative sociali e necessità di difendere la propria immagine.
Rahim, anche fuori dal carcere, resta intrappolato in un sistema che pretende coerenza assoluta e punisce ogni minima crepa nel racconto pubblico.
In questo senso Un eroe non è soltanto la storia di un uomo, ma il ritratto di una società pronta a costruire e distruggere i propri simboli nel giro di pochi giorni.