Stasera su Rai 1, alle 21.30, va in onda One Life, il film con Anthony Hopkins che riporta al centro dell’attenzione una vicenda vera rimasta a lungo nell’ombra.

La pellicola racconta la storia vera di Sir Nicholas “Nicky” Winton, il giovane agente di borsa londinese che, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, organizzò il salvataggio di 669 bambini (in gran parte ebrei) dalla Cecoslovacchia minacciata dall’occupazione nazista. Un gesto silenzioso che è riuscito a cambiare centinaia di destini.

La trama del film One Life

Il racconto del film One Life si sviluppa su due linee temporali che dialogano costantemente tra loro.

Nel presente troviamo Nicholas Winton anziano, prossimo agli ottant’anni, impegnato in una vita discreta e riservata, ancora orientata al servizio degli altri. Mentre riordina il suo studio trova vecchi documenti, fotografie e liste di nomi che custodiscono un capitolo rimasto a lungo taciuto.

Da qui il film torna alla fine degli anni Trenta. Il giovane Winton arriva a Praga e si trova davanti a una situazione drammatica: famiglie in fuga, bambini senza protezione, un’Europa sull’orlo della catastrofe.

Con l’aiuto di pochi collaboratori e con il sostegno decisivo della madre, si adopera per organizzare l’evacuazione di quanti più minori possibile verso la Gran Bretagna.

Tra ostacoli burocratici, diffidenze politiche e una corsa contro il tempo, ogni autorizzazione ottenuta e ogni treno in partenza diventano snodi cruciali.

La narrazione evita il sentimentalismo facile e costruisce la tensione attraverso i dettagli concreti delle scelte compiute. Nel presente, il peso delle vite che non si riuscì a salvare continua a tormentare Winton, incapace di separare il bene fatto da ciò che non fu possibile compiere.

Il cast del film

In One Life a dare volto a Nicholas Winton in età avanzata è Anthony Hopkins, mentre il protagonista da giovane è interpretato da Johnny Flynn.

Una scena di One Life con Anthony Hopkins

Accanto a loro, Helena Bonham Carter veste i panni di Babi Winton, madre di Nicholas, e Lena Olin interpreta Grete Winton. Jonathan Pryce è Martin Blake, tra i promotori dell’intervento britannico a Praga. Romola Garai dà volto a Doreen Warriner, attivista impegnata nell’assistenza ai rifugiati, e Alex Sharp è Trevor Chadwick, collaboratore sul campo. Samantha Spiro interpreta Esther Rantzen, la giornalista legata al momento in cui la vicenda di Winton divenne di dominio pubblico. La regia è firmata da James Hawes.

Un adattamento tra memoria e responsabilità

One Life è tratto dalla biografia scritta dalla figlia di Winton, Barbara, intitolata If It’s Not Impossible…. Il libro si basa sugli appunti conservati in un vecchio quaderno rimasto per anni in soffitta e ritrovato per caso nel 1988 dalla moglie di Nicholas, Greta.

Fu proprio quella scoperta a riportare alla luce un’impresa che lo stesso Winton non aveva mai cercato di pubblicizzare.

La stampa britannica ha definito Winton “lo Schindler britannico”, accostandolo a Oskar Schindler, l’imprenditore tedesco raccontato da Steven Spielberg nel celebre film Schindler’s List.

Come l’opera di Spielberg e molte altre testimonianze cinematografiche e letterarie dedicate alla Shoah, anche One Life si inserisce in quel filone che invita a fermarsi, riflettere e ricordare gli orrori dell’Olocausto, sottolineando il valore delle scelte individuali in tempi di barbarie.

La vera storia di Nicholas Winton

Nicholas Winton nel 1938 è un agente di borsa londinese di 29 anni. Accettando l’invito di un amico, raggiunge Praga per dare una mano con la crisi dei rifugiati causata dall’espansione nazista. In breve tempo si rende conto della minaccia che riguardava in modo drammatico i bambini non accompagnati, molti dei quali avevano già perso le loro famiglie o si trovavano separati da esse.

Tornato a Londra, Winton inizia a lavorare per ottenere l’autorizzazione del governo britannico ad accogliere quei minori. Con l’aiuto di volontari come Doreen Warriner e Trevor Chadwick, e con il sostegno logistico della madre Babette, organizza un piano di evacuazione.

Winton riesce a far partire otto convogli carichi di bambini. Ne era previsto un nono, ma il giorno della partenza, il 1° settembre 1939, Hitler invade la Polonia e i confini in Europa vengono chiusi bloccando ogni possibilità di far viaggiare il treno.

Anthony Hopkins interpreta Nicholas Winton nel film One Life

Dotati di un solo bagaglio e identificati con etichette, i piccoli attraversano così Germania e Paesi Bassi prima di raggiungere l’Inghilterra, dove trovano ad accoglierli numerose famiglie ospitanti sparse per il Paese.

Il progetto Kindertransport, avviato pochi giorni dopo la Notte dei Cristalli del 1938, ha consentito complessivamente a circa 10.000 bambini, per lo più ebrei provenienti da Germania, Austria e Cecoslovacchia, di trovare rifugio nel Regno Unito.

Molti di quei bambini non hanno rivisto mai più i propri genitori, ma hanno avuto la possibilità di sopravvivere e costruirsi una nuova vita.

Per decenni Winton ha mantenuto il segreto su quanto fatto, finché nel 1988, sua moglie non scopre casualmente suo incredibile impegno. In quella occasione, invitato alla trasmissione televisiva That’s Life! della BBC, si ritrova circondato da molti dei bambini, ormai adulti, che aveva aiutato.

Winton, scomparso nel 2015, è stato riconosciuto a livello internazionale per la sua opera umanitaria e celebrato come una figura chiave nel salvataggio di vite umane alla vigilia dell’Olocausto, un gesto che ha avuto eco ben oltre l’epoca in cui è avvenuto.