«Sono una romanticona». Ludovica Martino è cresciuta guardando in loop Orgoglio e pregiudizio con Keira Knightley e commuovendosi alle pene d’amore di Ryan Gosling in Blue Valentine e di Kate Winslet in Revolutionary Road. «A 13 anni riscrivevo i dialoghi che mi avevano più colpito per provarli in camera mia».

Ora che ne ha 28, è lei ad accendere il batticuore. L’attrice romana, che ha iniziato a farsi notare 10 anni fa in fiction come Tutto può succedere (Rai) e poi Skam Italia (Netflix), è la voce di Elizabeth Bennet – la sua eroina! – nella nuova audio-serie del romanzo di Jane Austen su Audible, insieme a Federico Cesari che interpreta Mr. Darcy, e dal 30 novembre sarà in Carosello in Love su Rai1, un film di Jacopo Bonvicini su vita e amori di una giovane donna, Laura, che lavora nel programma di pubblicità diventato cult negli anni ’50 e ’60. Ma il più forte dei batticuori è quello personale. A dicembre Ludovica ha ufficializzato la relazione con Ivan Provedel, 31enne portiere della Lazio, vissuta in sordina fino alla cena natalizia della squadra: lui ha un figlio di 4 anni dalla relazione precedente, lei posta rarissime foto di coppia sul suo profilo Instagram da oltre 400.000 follower.

Intervista a Ludovica Martino

Pullover di lana con fiocco Chanel. Styling Cristina Nava. Foto di Roberta Krasnig. Ha collaborato Chiara Sarelini. Make up Fulvia Tellone per Simone Belli Agency. Hair Domenica Ricciardi @cotrilspa.

La protagonista di Carosello in Love è una ragazza molto “avanti” per gli anni ’50: realizza il sogno di lavorare in tv, collabora al successo del programma, non si fa intimidire dagli uomini. A chi si è ispirata per interpretarla?

«La storia è frutto di fantasia, ma nell’équipe di Carosello c’era davvero una donna come lei, che ha dato idee brillanti pur non essendo autrice. Mi affascina molto quell’epoca, mi piace quell’eleganza e pure la galanteria dei ragazzi di allora. Laura, il mio personaggio, è irriverente, testarda, naïf, anche tenera: vuole un suo spazio nel mondo e crede nella rivoluzione dei tempi. Il film la segue fino agli anni ’80 e, raccontando i suoi amori, fa da specchio ai cambiamenti sociali».

Lei appartiene alla Gen Z, aveva mai sentito parlare di Carosello?

«Sì, quando ero piccola mia nonna e mia mamma ridevano dicendo: “Si va a letto dopo Carosello”. Io non capivo… Finché un giorno mi hanno raccontato di quel programma così amato dai bambini che era diventato un appuntamento fisso prima di dormire. Così quando ho fatto i provini, ho subito chiamato mia nonna per dirglielo».

Il segreto per trovare la persona giusta, e i sogni per il futuro

Abito in tweed di misto lana e alpaca con cristalli Fendi. Anelli Unoaerre. Styling Cristina Nava. Foto di Roberta Krasnig. Ha collaborato Chiara Sarelini. Make up Fulvia Tellone per Simone Belli Agency. Hair Domenica Ricciardi @cotrilspa.

La protagonista, indecisa tra un giovane regista snob e il premuroso figlio di un negoziante, chiede alla sua, di nonna: “Come si riconosce la persona giusta?”. Lei ha una risposta?

«Non so se esista l’amore per sempre anche se, da romantica, lo vorrei tanto. La persona giusta è quella che ti fa stare bene in quel momento della vita: può essere per 10 anni o per 20 oppure per sempre, ma non puoi saperlo. Tutto dipende da come cambia la coppia, da come ognuno dei due evolve. È difficile andare d’accordo ed esserci sempre l’uno per l’altro: l’amore si costruisce, non lo trovi già pronto. L’ho capito anche osservando i miei genitori, che si sono separati quando avevo 17 anni».

Come ha vissuto quel momento?

«Ne ho sofferto molto perché ero in piena post-adolescenza, ma oggi penso che abbiano fatto bene a separarsi, visto che la loro storia si era conclusa. E poi l’hanno fatto con intelligenza, sono stati bravissimi a mantenere lo spirito di famiglia: abbiamo una chat comune, passiamo il Natale tutti insieme. Mi fa piacere vederli in buoni rapporti».

Vuole crearne una sua, di famiglia?

«Sì, ci ho sempre pensato e avrei voluto già dei figli. Finora la carriera mi ha portato a non averne, ma è la cosa che desidero di più fuori dal lavoro. Vediamo… Sono fatalista».

E felice dell’amore che sta vivendo…

«Sì, anche se entrambi vogliamo proteggere la sfera privata e Ivan, come me, è una persona molto riservata. Meglio vivere una relazione nella realtà che sui social».

Romantica, perfida, comica: le mille anime di Ludovica sullo schermo

Giacca biker di pelle Blauer. Camicia in denim e jeans. Anelli Unoaerre. Styling Cristina Nava. Foto di Roberta Krasnig. Ha collaborato Chiara Sarelini. Make up Fulvia Tellone per Simone Belli Agency. Hair Domenica Ricciardi @cotrilspa.

Tornando al suo romanticismo, quanto le è piaciuto interpretare l’audio-serie di Orgoglio e pregiudizio?

«Tantissimo, è nella top 5 dei miei romanzi d’amore preferiti! Mi sento così vicina a Elizabeth e alle altre protagoniste: sono eroine moderne, tutt’altro che “bamboline”. Questo progetto e Carosello in Love mi hanno resa felice come una bambina davanti a 200 caramelle da mangiare senza divieti. Detto questo, amo avere ruoli diversi, non girare solo storie romantiche. Sono stata contenta di interpretare la ragazza alternativa di Lonely Boy di Francesco Lettieri, coi tatuaggi e i capelli colorati, e di imparare il calabrese per Il mio posto è qui di Daniela Porto e Cristiano Bortone, la storia di una ragazza costretta a un matrimonio riparatore negli anni ’40».

Appare anche in una versione perfida di se stessa nella terza stagione di Vita da Carlo su Prime Video. Com’è venuto in mente a Carlo Verdone di cucirle addosso un ruolo così?

«Un amico sceneggiatore ci ha fatti incontrare e, dopo avermi conosciuta, Verdone ha pensato di trasformarmi in un’attrice arrogante, l’opposto di quella che sono. Mi ha detto: “Solo una che non ha niente da nascondere  e non è permalosa può reggere una parte da stronza: hai lo spirito giusto”. Mi sono fidata, perché sono autoironica. E anche sicura di me stessa, a prescindere dal giudizio degli altri. Però un filino ho temuto che, vedendomi in quella versione, qualcuno pensasse fossi davvero così rompiscatole…».

Ha pure una vena comica: è vero che le amiche la definiscono un giullare?

«Sì, perché certe sere tengo banco con le mie battute sarcastiche. Ho un’ironia cinica che però sfodero solo quando so che nessuno può esserne infastidito».

Aspetta copioni di commedie, per poter esprimere questo lato di sé?

«Assolutamente! Ridere è la chiave per affrontare la vita. Alza il tono energetico».

La vita reale, quella fuori dal set

Abito in panno double di lana e bracciali, tutto Louis Vuitton. Styling Cristina Nava. Foto di Roberta Krasnig. Ha collaborato Chiara Sarelini. Make up Fulvia Tellone per Simone Belli Agency. Hair Domenica Ricciardi @cotrilspa.

Com’è la sua quotidianità lontano dal set?

«Molto semplice. Visto che sto spesso fuori, quando torno a Roma mi piace stare a casa, nel mio nido. Fare la doccia nel mio bagno, dormire nel mio letto, mangiare cose dal mio frigo. Quando ho pause lunghe seguo anche corsi di recitazione o canto. E poi faccio pilates tutti i giorni. Lo sport mi libera la testa, se non pratico quelli di squadra è solo per gli impegni di lavoro. Ora vorrei fare un corso di cucina macrobiotica: sono sempre stata salutista, ma vorrei migliorare ai fornelli. In fondo anche cucinare insieme è romantico, no?».