La scelta di programmare L’erede durante l’estate ha acceso il dibattito tra gli appassionati delle serie turche. C’è infatti chi ritiene che una produzione inedita meriti una collocazione autunnale, quando il pubblico torna a seguire con maggiore continuità la televisione generalista. In realtà il panorama è molto diverso rispetto a quello di qualche anno fa.
Oggi gli ascolti non dipendono esclusivamente dalla prima serata lineare, ma tengono conto anche della fruizione sulle piattaforme digitali. Per questo una serie come L’erede può raggiungere il pubblico anche oltre l’orario della messa in onda su Canale 5, grazie alla disponibilità degli episodi su Mediaset Infinity.
Perché anni fa l’estate era considerata un periodo difficile
Fino a non molti anni fa l’estate rappresentava una stagione poco favorevole per il lancio di fiction e serie televisive importanti. Le emittenti preferivano conservare le novità per settembre, quando il pubblico rientrava dalle vacanze e riprendeva le proprie abitudini quotidiane.
Il motivo era soprattutto pratico. Durante i mesi estivi molte persone trascorrevano le serate fuori casa, in vacanza o all’aperto, e chi perdeva un episodio difficilmente aveva la possibilità di recuperarlo. Le repliche erano rare e non esistevano servizi che permettessero di rivedere facilmente una puntata. Di conseguenza il rischio di perdere spettatori era molto più alto e questo influenzava inevitabilmente gli ascolti.
Internet e le smart TV hanno cambiato le regole
Negli ultimi anni il modo di guardare la televisione è cambiato radicalmente. Oggi quasi tutti i televisori sono collegati a internet oppure consentono di accedere con facilità alle applicazioni dedicate allo streaming.
Questo significa che un episodio trasmesso in prima serata non esaurisce il proprio percorso davanti al pubblico nel momento in cui termina la diretta. Chi non riesce a seguire la puntata può recuperarla quando preferisce attraverso Mediaset Infinity, utilizzando lo smartphone, il tablet, il computer oppure direttamente la smart TV. Esistono anche piattaforme di streaming e app che permettono di guardare le serie insieme agli amici, ma a distanza.
Anche per questo motivo il successo di una serie non viene valutato soltanto attraverso gli ascolti registrati durante la trasmissione televisiva. La visione on demand rappresenta ormai una componente sempre più rilevante delle strategie editoriali delle reti.
Anche gli ascolti oggi raccontano una storia diversa
Il dato Auditel della prima serata continua a essere un riferimento importante, ma non è più l’unico elemento preso in considerazione. Anche se non mancano i casi di cancellazioni a causa degli ascolti bassi, come successo con la serie Noi, le emittenti osservano con attenzione anche il comportamento del pubblico sulle piattaforme digitali, dove molti spettatori scelgono di recuperare gli episodi nei giorni successivi alla messa in onda.
Le produzioni seriali, in particolare, si adattano bene a questa modalità di fruizione. Chi scopre una serie in ritardo può iniziare a seguirla dall’inizio senza il timore di aver perso passaggi fondamentali, mentre gli spettatori più fedeli hanno la possibilità di rivedere gli episodi ogni volta che lo desiderano.
La scelta di Canale 5 per “L’erede”
In questo contesto la messa in onda estiva di L’erede appare meno rischiosa rispetto al passato. La presenza su Mediaset Infinity consente infatti alla serie di raggiungere anche chi non è davanti alla televisione durante la prima serata, ampliando le occasioni di visione.
Già Mediaset ha spiazzato il pubblico con i cambiamenti di programmazione, ma lo streaming ha offerto la possibilità di decidere in autonomia quando guardare la dizi e quante puntate di seguito godersi.
Le polemiche nate intorno alla collocazione estiva riflettono un modo di pensare la televisione che appartiene soprattutto agli anni passati. Oggi il pubblico alterna con naturalezza la diretta televisiva e lo streaming, scegliendo tempi e modalità di visione differenti.
Per questo la stagione estiva non rappresenta più automaticamente un ostacolo per il lancio di una nuova produzione, soprattutto quando può contare sulla distribuzione digitale accanto alla tradizionale messa in onda televisiva.