Ci sono libri che attraversano le epoche senza perdere la loro forza. Memorie di Adriano è uno di questi. Sabato 25 luglio Rai 3 propone Memorie di Adriano, un adattamento teatrale interpretato e diretto da Alessandro Preziosi, ispirato al celebre romanzo di Marguerite Yourcenar.

Lo spettacolo accompagna il pubblico dentro i pensieri dell’imperatore romano ormai anziano, che ripercorre la propria esistenza tra conquiste, passioni e interrogativi sul destino umano.

Ma dietro quelle parole c’è la voce di una scrittrice che ha dedicato gran parte della sua vita a costruire un’opera destinata a entrare nella storia della letteratura. Per molti spettatori, la messa in onda rappresenta anche l’occasione per conoscere meglio Marguerite Yourcenar, autrice che con questo romanzo ha conquistato lettori in tutto il mondo.

Chi era Marguerite Yourcenar

Marguerite Yourcenar nacque a Bruxelles l’8 giugno 1903 con il nome di Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislaine Cleenewerck de Crayencour. La madre morì pochi giorni dopo il parto e la sua educazione fu affidata al padre Michel, uomo colto e appassionato di letteratura, che le trasmise l’amore per i classici e per i viaggi. Fu lui a incoraggiarla nello studio del latino e del greco, lingue che la giovane Marguerite imparò per leggere gli autori antichi nei testi originali.

Lo pseudonimo “Yourcenar” nacque dall’anagramma del cognome di famiglia, Crayencour. Fin da giovanissima iniziò a pubblicare poesie e racconti, distinguendosi per una scrittura elegante e per l’interesse verso la storia, la filosofia e la complessità dell’animo umano.

Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti insieme alla compagna Grace Frick, con la quale condivise oltre quarant’anni di vita. Pur ottenendo la cittadinanza americana nel 1947, continuò sempre a scrivere in francese. Nel 1980 entrò nella storia diventando la prima donna eletta all’Académie française, uno dei massimi riconoscimenti della cultura francese.

Perché “Memorie di Adriano” è il suo capolavoro

L’idea di raccontare la vita dell’imperatore Adriano accompagnò Yourcenar fin dall’adolescenza. Tuttavia, la scrittrice ritenne di non possedere ancora la maturità necessaria per affrontare un personaggio tanto complesso. Scrisse diverse versioni del romanzo negli anni Trenta, poi le abbandonò.

Solo nel 1948, dopo aver ritrovato alcuni vecchi appunti, riprese il progetto e lo completò in tre anni di intenso lavoro. Il libro uscì nel 1951 e ottenne subito un successo internazionale.

La scelta narrativa era originale: non un semplice romanzo storico, ma una lunga lettera immaginaria che l’imperatore Adriano rivolge al giovane Marco Aurelio. Attraverso questa confessione, il sovrano riflette sulla propria vita, sull’esercizio del potere, sull’arte, sulla filosofia e sull’amore per Antinoo, il giovane che segnò profondamente la sua esistenza.

Yourcenar studiò con rigore le fonti storiche, tra cui Cassio Dione e la Historia Augusta, ma il suo obiettivo non era soltanto ricostruire il passato. Come spiegò nei suoi appunti, desiderava restituire la dimensione interiore di Adriano, immaginando i suoi pensieri e le sue emozioni senza tradire la verità storica.

È questo equilibrio tra documentazione e profondità psicologica ad aver reso Memorie di Adriano uno dei romanzi storici più importanti del Novecento.

Il presente attraverso il passato

Anche quando ambientava le sue opere nell’antica Roma o nel Rinascimento, Marguerite Yourcenar raccontava temi che appartengono a ogni epoca. Non è un caso che il suo nome venga spesso accostato a quello di altre grandi autrici che hanno lasciato un segno nella storia della letteratura, da Jane Austen a Virginia Woolf.

I suoi personaggi si interrogano sulla libertà, sul tempo, sull’identità, sulla morte e sulla responsabilità individuale. Per questo le sue pagine continuano a parlare ai lettori di oggi.

Nella sua produzione letteraria trovano spazio anche romanzi come L’opera al nero, la trilogia autobiografica Il labirinto del mondo, saggi e racconti di viaggio. Memorie di Adriano, in particolare, continua a essere considerato uno di quei classici che vale la pena leggere almeno una volta nella vita, perché riesce a parlare con sorprendente attualità del potere, dell’amore e della fragilità umana.

In tutte le sue opere emerge uno sguardo curioso, capace di osservare la storia come uno strumento per comprendere meglio il presente.

La sua attenzione per la natura, per le culture del mondo e per la dignità dell’essere umano ne fanno ancora oggi una figura di straordinaria modernità. Più che offrire risposte definitive, Yourcenar invita il lettore a porsi domande, trasformando la letteratura in un dialogo che continua nel tempo.

Perché vale la pena riscoprirla oggi

La messa in onda di Memorie di Adriano su Rai 3 rappresenta molto più della riproposizione di un classico. È l’occasione per avvicinarsi a una scrittrice che ha saputo trasformare la ricerca storica in un racconto profondamente umano. Per chi, dopo la visione, desidera continuare questo viaggio tra i grandi classici, Memorie di Adriano è una lettura che continua a conquistare generazioni di lettori ed è spesso consigliata insieme ad altri romanzi capaci di lasciare un segno ben oltre l’ultima pagina.

Le parole di Adriano parlano ancora di noi, delle nostre paure, dei nostri desideri e del bisogno di trovare un senso al tempo che viviamo.

Ed è forse questo il segreto della grandezza di Marguerite Yourcenar: aver scritto un romanzo ambientato quasi duemila anni fa che continua, ancora oggi, a interrogare il presente.