“Cosa significa davvero longevità?”. Lo abbiamo chiesto a Melissa Satta, che in The Long Game la racconta in chiave pop intervistando personaggi celebri, tecnici, medici ed esperti del settore. Un episodio a settimana, disponibile su OnePodcast e su tutte le principali piattaforme di streaming, e una varietà di temi che va dallo sport alla salute mentale, passando per i falsi miti, la respirazione, la bellezza. Puntata dopo puntata, Melissa Satta conduce gli ascoltatori in un viaggio in otto episodi alla scoperta di ogni dimensione della longevità: lei ne sa qualcosa, visto che il suo viaggio personale è cominciato dalla Sardegna, la nostra Blue Zone, ed è arrivato fino in America, dove l’elisir di lungavita è ricercato in ogni trattamento estetico da decenni. «Noi cresciamo con la cultura del sano e abbiamo accesso a prodotti di qualità: dobbiamo solo imparare a fare del benessere un’abitudine», racconta in quest’intervista.

The Long Game, un podcast che nasce dai consigli alle amiche

Come stai? Sei emozionata per il lancio di questo podcast?

«Sì, sono già uscite le prime due puntate, quindi siamo già molto contenti».

Come mai hai scelto questo argomento e perché ti sta così a cuore?

«Ho scelto la longevità perché è un tema che mi sta a cuore da tanti anni. Viaggiando molto all’estero ho sempre cercato tutto ciò che si faceva riguardo a questo argomento. Inoltre vengo dalla Sardegna, una Blue Zone, e da una famiglia dove c’è sempre stata molta attenzione al vivere sano e al mangiare bene. Negli anni mi ci sono appassionata sempre di più ed ero diventata un punto di riferimento per le mie amiche, che mi chiamavano continuamente per chiedermi consigli. Sono state loro a darmi la spinta per condividere queste informazioni con tutti, dato che in Italia il tema della longevità è ancora un po’ indietro rispetto ad altri Paesi, come l’America. Ci ho lavorato per oltre un anno per creare un contenuto concreto che raccontasse la longevità a 360°».

Gli esperti, i personaggi, tutte le voci di The Long Game

Spesso al tema della longevità colleghiamo soltanto la bellezza.

«Esatto, ma quella è solo una piccola parte».

Insieme a te, nel podcast, si intrecciano un sacco di voci: come hai scelto gli esperti?

«È stato difficilissimo perché i temi e i professionisti sono tantissimi. Per questa prima stagione di otto puntate abbiamo dovuto fare una selezione, affiancando a un esperto certificato un ospite “pop”, un personaggio famoso o uno sportivo, legato al tema della puntata. L’obiettivo è sdoganare l’idea che la longevità sia solo medicina estetica o aspetto fisico».

E come avete scelto gli ospiti pop per le puntate?

«È stata una scelta di squadra per individuare persone credibili legate all’argomento. Ad esempio, abbiamo abbinato Filippo Magnini allo specialista del respiro Mike Maric (che lo ha seguito nella seconda parte della sua carriera), oppure il bodybuilder Andrea Presti per parlare di massa muscolare e performance».

Quanto sappiamo, davvero, di longevità?

Quali sono i falsi miti più comuni che avete cercato di sfatare?

«Dipende un po’ dal tema: una puntata molto interessante è quella con la dermatologa sulla skincare e sulla beauty routine, perché oggi siamo martellati da promozioni commerciali. È una puntata utile sia per le ragazzine sia per le donne più adulte, per capire cosa ci mettiamo addosso. Un altro tema interessante è quello dell’allenamento femminile, dove ci sono ancora molti tabù e falsi miti sui pesi o sull’uso della creatina. Con specialisti certificati e testimonianze dirette cerchiamo di raccontare la realtà per un corpo sano, ricordando che in presenza di patologie specifiche serve un’attenzione individuale».

C’è qualcosa che hai imparato anche tu durante queste chiacchierate con gli esperti?

«Continuo a imparare tantissimo! C’è sempre da imparare, ed è importante ascoltare più pareri, perché non esiste un’unica verità assoluta».

Una falsa credenza è che alla longevità ci si debba pensare solo dopo una certa età, mentre il podcast parla a tutti.

«Esatto: la longevità deve iniziare fin da piccoli, da quando inizia l’invecchiamento cellulare. Il messaggio principale è che la cultura della longevità è gratis e parte da casa nostra, attraverso le sane abitudini. Trattamenti speciali o sedute di ozonoterapia sono inutili se a casa si fa una vita sregolata, dormendo poco e mangiando male: bisogna educarsi fin da piccoli».

La longevità è per tutti, The Long Game la racconta

In Italia, rispetto all’estero, siamo meno informati. Ma a livello di abitudini, come siamo messi secondo te?

«In Italia siamo molto avvantaggiati grazie alla cultura del cibo sano e della qualità della vita. Avendo vissuto in America, so quanto sia più difficile fare una spesa sana lì rispetto a qui. Gli americani che vengono in Italia rimangono a bocca aperta per il cibo e il clima: dobbiamo solo imparare a sfruttare meglio queste risorse con le giuste abitudini».

Quali sono tre abitudini fondamentali per iniziare a pensare ogni giorno alla longevità?

«Dormire: dormire le giuste ore e bene è fondamentale, il riposo allunga la vita. Mangiare bene: è al primo posto assoluto. Poi l’allenamento e la muscolatura: il nostro corpo sta in piedi grazie ai muscoli. Servono per rimanere autonomi anche da grandi e prevenire gli infortuni, perché una struttura muscolare allenata protegge il corpo in qualsiasi fase della vita».