Migliorare il progetto di longevità si può: con le strategie giuste
Per migliorare la nostra longevità, ci sono tante strategie efficaci che possiamo mettere in atto. Le più importanti? Assicurarsi un buon riposo, mantenere sveglio l’eros a qualunque età, fare sempre movimento. Sì, sonno, sesso e sport sono i supereroi che ci aiutano a mantenerci giovani, le attività più importanti per ricaricare il corpo e la mente. Lo hanno confermato quattro esperti intervenuti all’evento I Feel Good di Donna Moderna, tenutosi presso la Fondazione Riccardo Catella il 12 ottobre. E ci hanno anche svelato cosa fare se interviene un altro fattore, lo stress, a mettere i bastoni tra le ruote.
Il sonno: il nostro laboratorio di riparazione
Primo pilastro della longevità è il sonno, oggi sempre più trascurato. «E, invece, è il nostro laboratorio di riparazione» dice Michele Viana, neurologo e neuroscienziato. «Quando riposiamo, il cervello lavora: fa pulizia delle sostanze tossiche prodotte di giorno, regola la produzione di ormoni, riequilibra i neurotrasmettitori che fanno funzionare energia, creatività e concentrazione. Inoltre si abbassano i livelli di cortisolo, si ricuce il sistema immunitario, si proteggono cuore e metabolismo». Ma quanto dormire? «Almeno 7 ore continuative» aggiunge Viana. «Dormire bene e a lungo deve diventare un rito. Bisogna sforzarsi di andare a letto alla stessa ora e sincronizzare il riposo con il buio: dormire di giorno ci desincronizza e, alla lunga, compromette benessere e salute». Lo conferma uno studio condotto su 172mila persone: riposare meno di 6 ore a notte aumenta del 30% il rischio di mortalità.

Il sesso: un fattore neuroprotettivo a ogni età
Il letto deve ritornare a essere lo spazio del riposo, ma anche del sesso, altro fattore chiave per la longevità. «Non è questione di performance: fare sesso è un vero fattore neuroprotettivo, perché innesca dopamina, ossitocina e serotonina, migliorando l’umore e abbassando il cortisolo» continua il neuroricercatore. Ma non solo. «È importantissimo per lasciarci andare, allentare la mania di ipercontrollo, incontrare l’altro e comunicare. Cosa che non sappiamo più fare, perché evadiamo con i social» dice Giulia Griselli, psicoanalista specializzata in psicologia del benessere e dell’invecchiamento. Che aggiunge: «La sessualità alimenta la nostra vitalità. È un fattore di longevità perché previene isolamento e ritiro narcisistico e protegge dall’inerzia dell’invecchiamento, a ogni età». Dopo gli anta l’eros non deve perdere importanza, ma l’intimità può cambiare forma: diventare più consapevole ed emotiva.
Lo sport: la buona abitudine che ci mantiene vitali
Se l’intimità ravviva il legame con l’altro, l’attività fisica mantiene vivo quello con noi stesse. Non è questione di calorie bruciate: «Un corpo che si muove è un corpo più resistente nel tempo» spiega Simona Tarabini, maestra di yoga e fondatrice della scuola BaliYoga. «Lo sport stimola endorfine e serotonina, protegge dalle depressioni, mantiene equilibrato il cortisolo, ormone dello stress. Senza contare che è una valvola di sfogo capace di allentare tensioni e ansia. E, attraverso il nervo vago, regola cuore e digestione». Ma esiste lo sport perfetto? «No, la strategia più efficace è combinare attività diverse come nel cross-training: per fare lavoro cardiovascolare e di flessibilità muscolare. Lo yoga, poi, è il complemento ideale: riduce il rischio di infortuni, favorisce il recupero e regala equilibrio» dice Tarabini.

Lo stress: il quarto incomodo che può compromettere tutto
«Lo yoga è anche la disciplina giusta anche per allenare il respiro» interviene Michela Coppa, wellbeing expert. « È la nostra assicurazione antinvecchiamento oltre che uno strumento potente del pronto soccorso antistress». Proprio lo stress può compromettere il progetto di longevità: quando la vita va fuori giri il cortisolo sale e nel corpo si accende quell’infiammazione silenziosa (inflammaging) che accelera l’invecchiamento. Ecco che la giusta respirazione, quella diaframmatica, aiuta tantissimo. «Basta mettere una mano sulla pancia e sentire l’addome che si gonfia durante l’inspirazione e si sgonfia nell’espirazione. Questo tipo di respiro rilassa profondamente, ossigena meglio i tessuti e alleggerisce la mente» conclude Michela Cappa.
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