Allergia all'ambrosia. cause, sintomi, diffusione, cure

Altezza variabile da 1 a 2 metri, foglie verdi a forma di piuma o palmate e frutti spinosi: questo l'identikit di una delle piante maggiormente allergizzanti presenti sul suolo italiano, ovvero l'ambrosia. Importata involontariamente durante la seconda guerra mondiale dai soldati americani che sbarcavano ad Anzio con le tasche piene di 'acheni' – così si chiama il frutto che contiene i semi - la contaminazione seguì proprio il percorso che fecero gli Alleati, risalendo da Napoli verso il Nord sulla costa tirrenica. Ed è proprio al Nord, e in particolare lungo le strade e sulle terre incolte del lombardo, che l'ambrosia ha trovato terreno particolarmente fertile, basti pensare che nei pressi di Milano fino a 2 persone su 10 (18%) sono allergiche alla pianta born in Usa.

Allergia all’ambrosia: cause, sintomi, diffusione, cure

No a banane, anguria e melone e sì ai week-end in Liguria o alle vacanze in Sardegna, specialmente da metà agosto a ottobre. Ecco tutto quello che deve sapere l'allergico all'ambrosia.

L'allergia all'ambrosia si manifesta principalmente con rinite allergica ma può anche evolvere in asma. Ecco come combattere i sintomi del polline 'd'agosto'

Dal raffreddore da fieno all'asma

Rinite allergica o raffreddore da fieno, lo starnuto è il primo e più caratteristico sintomo dell'allergia all'ambrosia. Il suo polline ha un potere allergenico molto alto e non va trascurato perché può evolvere in asma e creare dunque problemi seri alle vie respiratorie. Si può manifestare anche come tosse e senso di affanno. Sintomi diffusi sono anche prurito e occhi rossi. Anche se i primi sintomi possono sembrare banali è bene non ignorarli perché nel tempo si può manifestare con vere e proprie eruzioni cutanee, crampi o dolori addominali, vomito e nausea e confusione. Tutti segnali che dovrebbero indurre a recarsi dal medico il prima possibile per scongiurare il rischio di anafilassi.

Niente banane, anguria e meloni

Chi soffre di allergia all'ambrosia può sviluppare le cosidette 'reazioni incrociate', ovvero manifestazioni allergiche, in questo caso con l'assunzione di alcuni cibi, e in particolare la banana, il melone e l'anguria. Meglio dunque evitare le macedonie ricche dei tanto amati frutti estivi, almeno durante i mesi più rischiosi – da metà agosto a ottobre – e attenzioni anche alle graminacee, come ad esempio mais, orzo, avena e segale, e alle altre piante che fanno parte della famiglia delle composite, come ad esempio il girasole, il tarassaco, il crisantemo e l'echinacea: non si mangiano, ma per chi è allergico all'ambrosia questi pollini possono essere altrettanto fastidiosi.

Liguria, Sardegna e Sicilia le mete ad hoc per l'allergico

Andare in vacanza nel posto giusto può aiutare a risolvere una bella parte del problema, d'altra parte l'unica cosa positiva è che il periodo più drammatico per l'allergico all'ambrosia è quello che va da metà agosto a settembre, un momento dell'anno che, con un po' di fortuna, potrebbe coincidere con le vacanze estive. E se si vuole rimanere sul suolo nazionale gran parte della Liguria e il Sud Italia in generale, in particolare Sicilia e Sardegna, rappresentano ottime mete libere da quel polline. “Se una persona che abita a Milano è allergica ai pollini di graminacea e ambrosia e nel weekend se ne va in Liguria, dove la concentrazione di queste piante è molto esigua - se non proprio assente - sicuramente starà molto meglio", spiega a Donnamoderna Riccardo Asero, allergologo della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano).

Trattamenti e vaccini

Prima regola: rivolgersi al medico per accertare la diagnosi. Una volta appurato che si tratta effettivamente di allergia all'ambrosia – un semplice test permette di avere una rapida conferma in breve tempo – è importante sapere che gli studi hanno dimostrato che il metodo più efficace per contrastare l'allergia è il vaccino. Il vaccino può essere effettuato come iniezione, una volta al mese da gennaio a luglio, o in gocce/compresse per 8 settimane da giugno a ottobre. Esistono comunque altri medicinali che aiutano a tenere a bada i sintomi (non a guarire!), come colliri antistaminici e decongestionanti, spray al cortisone e, nei casi di sintomatologia acuta, antistaminici da prendere per bocca.

Riproduzione riservata