Con l’arrivo della primavera, tornano anche le allergie e per 10 milioni di italiani è tempo di tornare a fare i conti con starnuti frequenti, occhi rossi e lacrimanti e fazzoletti a portata di mano. In realtà per molti i sintomi di quelle reazioni che un tempo erano tipiche (solo) di questa stagione, sono comparsi già tempo e potrebbero durare ancora a lungo. Colpa del cambiamento del calendario delle allergie, che sono diventate più estese nell’arco dell’anno. La causa viene individuata nell’effetto dei cambiamenti climatici, con l’innalzamento delle temperature, ma anche nello smog.

Allergie sempre più estese per le fioriture anticipate

Le principali reazioni allergiche, infatti, sono scatenate dalle piante, e principalmente dalla presenza nell’aria di pollini, specie di graminacee, betulacee, parietarie e olivi che quest’anno, secondo gli esperti di allergologia e pneumologia riuniti di recente al congresso Libero Respiro a Vietri sul mare, hanno visto una fioritura anticipata. Colpa del caldo, nonostante l’inizio della primavera quest’anno sia stato accompagnato da un’ondata di freddo intensa, che ha portato nevicate anche nei primi giorni di aprile.

Più inquinamento e caldo provocano boom di allergie

Finora i dati raccolti da studi e ambulatori medici indicano un aumento di casi di allergie pari al 25% rispetto alla media delle settimane precedenti. Tutto normale, quindi? «Le allergie primaverili non seguono più il classico calendario, a causa del cambiamento climatico. L’aumento globale delle temperature sta modificando i periodi di fioritura delle piante, facendo sì che i pollini siano presenti nell’aria per periodi più lunghi e con picchi più intensi. Questo significa che le stagioni allergiche sono più lunghe e meno distinguibili tra loro. A sua volta questo rende più difficile per le persone allergiche gestire i sintomi», spiega Michele Miraglia Del Giudice, medico specializzato in Pediatria e Allergologia, presidente della SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica).

Quando è influenza

«Va anche detto che il cambiamento climatico sta favorendo la diffusione di specie vegetali allergeniche in aree dove in passato erano rare o assenti, come l’ambrosia», aggiunge l’esperto. A portare naso che cola e starnuti frequenti, però, non sempre sono le classiche allergie. Quest’anno anche l’influenza ha dato un “colpo di coda” insieme alla variante Cicada del virus responsabile del Covid, che negli USA e in diversi Paesi europei ha portato a un nuovo picco di casi. Ma come distinguere i segnali di raffreddamento da quelli di un’allergia stagionale? «Nel raffreddore comune i sintomi caratteristici, come il naso che cola e gli starnuti, sono spesso accompagnati da febbre, tosse, mal di gola. L’Inizio è improvviso e di breve durata. Generalmente sono colpiti anche i familiari e interessa i periodi autunno invernali».

Come riconoscere le allergie (anche alimentari)

«Nelle allergie, invece, i sintomi caratteristici sono occhi rossi e lacrimosi, starnuti ripetuti, rinorrea acquosa e prurito nasale e oculare. Compare generalmente nei periodi primaverili o nei cambi di stagione e questi sintomi durano per periodi più lunghi, talvolta per un’intera stagione. Può comparire anche tosse secca e/o asma nei soggetti predisposti. Non c’è, però, mai febbre», chiarisce l’allergologo, che avverte: «Oggi le allergie più diffuse sono quelli ai pollini a causa dell’inquinamento ambientale e del riscaldamento globale, ma anche le allergie alimentari a causa del consumo di alimenti ultra processati che modificano il microbioma intestinale».

I bambini sono i più a rischio

Finché i sintomi si limitano a occhi rossi e naso che cola, però, rimangono più gestibili. Maggiore attenzione, invece, richiedono eventuali crisi asmatiche, acutizzate dall’inquinamento atmosferico, come conferma Miraglia Del Giudice: «L’inquinamento atmosferico può favorire lo sviluppo delle allergie ai pollini e aumentare la reattività, peggiorando sintomi come rinite e asma. I soggetti più a rischio sono sicuramente i bambini perché il loro sistema immunitario è ancora immaturo e spesso sono anche più esposti agli effetti del traffico veicolare».

La prevenzione

Per evitare disturbi fastidiosi, dunque, è sempre meglio mettere in atto azioni preventive: «Per prevenire i sintomi delle allergie primaverili, è importante consultare il calendario dei pollini sui siti web e conoscere i livelli di questi allergeni nella propria zona», consiglia l’allergologo. Evitare del tutto il contatto con i pollini può risultare, però, molto difficile. Secondo uno studio pubblicato nel 2024 su Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology, le vacanze (come quelle pasquali appena trascorse, o le festività in arrivo) sarebbero associate a una probabilità di reazioni anafilattiche significativamente più alta: si calcola che ci sia un rischio relativo di 2 o 3 vlte superiore rispetto ai periodi ordinari, proprio a causa di una maggiore esposizione in contesti pericolosi per gli allergici.

I luoghi da evitare

Per questo diversi esperti consigliano di preferire mete meno a rischio per chi soffre di allergie, come le località di mare e, in generale, lungo le coste, grazie alla presenza di brezza marina che aiuta a disperdere i pollini.

Lontano dal mare, però, anche i borghi storici e le città d’arte sono consigliate perché consentono di stare all’aria aperta, pur non rimanendo a stretto contatto diretto con prati e fioriture, né con lo smog delle grandi città. Anche le località di montagna oltre gli 800 – 1000 metri sono tra quelle consigliate, perché lì la stagione dei pollini inizia molto più tardi. Da evitare, naturalmente gli spazi di aperta campagna, dove la concentrazione di pollini è superiore, e gli spazi aperti in occasione di temporali brevi, che contribuiscono alla rottura dei granuli dei pollini, agevolando l’uscita di particelle più piccole e irritanti.

I rimedi

Esistono, tuttavia, rimedi adatti ad alleviare i sintomi: «I principali farmaci antiallergici da utilizzare rimangono gli antistaminici e i cortisonici, che si possono utilizzare anche per via inalatoria nel trattamento di asma e rinite – sottolinea l’esperto – Anche l’immunoterapia specifica per i pollini può essere particolarmente efficace del prevenire le allergie respiratorie. Nelle forme di asma grave, però, sono disponibili terapie innovative come i farmaci biologici, che possono essere prescritti da uno specialista dopo aver valutato caso per caso», conclude Miraglia Del Giudice.