Oggi il seno si protegge così 

Ci sono novità per combattere subito e bene i tumori. E per prendersi cura di sé in ogni momento della vita. Con terapie e controlli personalizzati

di Cinzia Testa  - 04 Aprile 2006

Al Convegno internazionale di senologia che si è appena chiuso a Nizza si è parlato di novità per il tumore al seno. La prima è un appello alle donne che scelgono le cure dolci per i disturbi della chemioterapia. L’invito è di parlarne sempre con il proprio oncologo, perché alcune sostanze naturali possono diminuire l’efficacia dei farmaci antitumorali. E a proposito di farmaci antitumorali c’è un’altra novità. Un medicinale, l’anastrozolo, molto efficace per chi dopo la menopausa si ammala di una particolare forma di tumore al seno, quella ormonosensibile. Per avere altre informazioni su queste novità, si può telefonare ai nostri esperti del mese della prevenzione.

Aprile è dedicato ai problemi al seno, con l’Istituto dei tumori

di Milano. Telefona ogni lunedì, giovedì e venerdì, dalle 14.30 alle 17.30, allo 0223903399. Oppure invia un’e-mail a:

donna.moderna@istitutotumori.mi.it.

Al convegno si è discusso anche di prevenzione. Prima di tutto, è importante eseguire bene l’autopalpazione. Su questo sito puoi trovare gli esercizi giusti per eseguirla facilmente. Ma da sola non basta. Deve far parte di un programma da mettere a punto con il senologo» dice Luca Gianni direttore di oncologia medica dell’Istituto nazionale dei tumori. «Che consiglierà l’esame giusto in base alla struttura del seno e all’età della donna». Prima dei 40 anni l’ideale è l’ecografia: analizza meglio il seno, che nelle giovani è più compatto. «Dopo i 40, 45 anni, diventa più trasparente e quindi ci vuole la mammografia» aggiunge l’esperto. «L’ecografia serve comunque per chiarire eventuali dubbi». I cambiamenti del seno, quindi, vanno sempre riferiti subito al medico. Ma nella maggior parte dei casi, non bisogna pensare a un tumore. Ci sono piccoli problemi molto comuni. Vediamoli con il dottor Marco Greco, direttore della Struttura complessa di senologia dell’Istituto dei tumori di Milano.

Hai un nodulo

Prima dei 35 anni

Quasi sicuramente è un fibroadenoma. Al tatto è

tondo, duro, un po’ gommoso, liscio e ha la consistenza di una pallina. Il suo diametro in genere non supera i due centimetri. E a volte è più di uno. Dipende da uno squilibrio degli ormoni femminili, più estrogeni e meno progesterone, o viceversa, che stimola la crescita di tessuto fibroso.

Dai 35 ai 55 anni

È probabile che sia una cisti. Alla palpazione è tonda, morbida, perché è piena di siero. Una sostanza che viene prodotta dal seno in quantità minime e che in alcuni casi, anziché essere eliminata dall’organismo, si deposita formando la cisti.

Dopo l’allattamento

Quando si smette di allattare può essere il galattocele. Man mano che il seno si riduce di volume, affiora una specie di pallina simile a una cisti, ma più grossa: può arrivare anche a quattro o cinque centimetri di diametro. È un ristagno di latte rimasto dentro al seno.

Le cure del medico

La maggior parte dei noduli mantiene la sua dimensione senza dare problemi. A volte però, per cause che non sono note,

il fibroadenoma inizia a crescere. Se così fosse, il nodulo va eliminato chirurgicamente. L’intervento è in anestesia generale e si sta un giorno in ospedale. Quando, invece, un galattocele o una cisti danno dolore o iniziano a crescere, il medico ne aspira il contenuto con un ago. L’operazione è indolore, tanto da non richiedere nemmeno l’anestesia locale.

Che cosa fare a casa

Anche se può venire istintivo, è importante

non toccare di continuo il nodulo: il rischio è quello di infiammarlo.

Senti dolore e una forte tensione

Il più delle volte il dolore e la forte tensione al seno sono tipici della sindrome premestruale. Dipende dagli estrogeni che stimolano in maniera eccessiva le ghiandole mammarie. I disturbi iniziano sette, 10 giorni prima del ciclo. Solo in rari casi il dolore è segno di una mastite: oltre al male e al senso di tensione, c’è anche febbre. Infatti, si tratta di un’infezione provocata da batteri che attraverso i capezzoli entrano nei dotti galattofori, cioè quei piccoli tubicini dai quali passa il latte durante l’allattamento. Non a caso è proprio in questa fase della vita che la mastite viene più facilmente, perché, quando si allatta, il seno è più esposto alle infezioni.

Le cure del medico

Se è sindrome premestruale, in genere non servono cure. Solo quando il dolore è molto forte, è meglio chiedere

al senologo oppure al ginecologo. Se invece è mastite e i disturbi sono intensi, l’unica soluzione è una

cura a base di antibiotici, che va prescritta dal medico. In questo caso, però, bisogna sospendere l’allattamento, per evitare che, attraverso il latte, il farmaco passi anche al bambino.

Che cosa fare a casa

Se dipende dal ciclo mestruale, è utile mettere sul seno l’olio alla calendula che ha un effetto antinfiammatorio.

Perdi delle gocce dal capezzolo

Se sono di una tonalità gialla

In genere le perdite hanno una consistenza liquida o semi liquida. Vuol dire che la prolattina è aumentata troppo. Quando questo ormone supera il livello di guardia, le ghiandole del seno vengono stimolate in maniera eccessiva, producendo una quantità

maggiore di siero. Succede, per esempio, alla fine dell’allattamento, oppure se si è sotto stress per lunghi periodi. O ancora quando si sta

seguendo da alcuni mesi una cura con particolari farmaci che possono

far alzare la prolattina, come gli ansiolitici.

Se hanno un colore grigiastro

Oppure tendono al verdastro. In ogni caso sono un po’ dense. Con tutta probabilità si tratta di una mastite.

Se sono di colore rosso rubino

Le perdite rosse di solito sono semi liquide

e nella maggior parte dei casi rappresentano il campanello d’allarme di una papillomatosi. Sono piccolissime escrescenze che, per ragioni a oggi sconosciute, si formano all’interno dei dotti galattofori.

Le cure del medico

Se la causa delle perdite è la papillomatosi, bisogna intervenire chirurgicamente sui dotti galattofori: così da eliminare le escrescenze. L’intervento è in anestesia generale e si deve stare almeno un giorno in ospedale. Quando il problema dipende dalla mastite, le perdite si risolvono curando l’infiammazione. Se invece è colpa dei farmaci, il medico valuterà la possibilità di sostituirli con altri medicinali che non diano questo effetto collaterale.

Che cosa fare a casa

Attenzione a non portare il reggiseno stretto: se il seno viene compresso, è più facile che il capezzolo abbia delle perdite.

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