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Eritema solare: meglio prevenire che curare 

Cosa fare e non fare prima durante e dopo una scottatura sotto il sole

di Alessandra Montelli

L’eritema solare è la classica scottatura causata da una prolungata ed eccessiva esposizione ai raggi del sole, in particolare ai suoi raggi ultravioletti ad onda corta (gli UVB), senza aver protetto la propria pelle in modo adeguato.

In pratica l'eritema solare è a tutti gli effetti un’ustione, comprensibile tra quelle di primo o secondo grado. I primi sintomi compaiono da un minimo di sei ad un massimo di dodici ore dopo l'esposizione solare senza protezione.

La scottatura in genere provoca un arrossamento delle parti di cute che sono state esposte al sole, con, in alcuni casi, anche delle vescicole, delle bolle e/o delle papule sulla cute che provocano un gran prurito, poi una sensibilità della cute al tatto molto aumentata, una secchezza della stessa con princìpi di esfoliazione.

L’entità dei problemi causati da un eritema solare dipende soprattutto dalla quantità di raggi ultravioletti assorbiti e dal fototipo individuale. L’eritema tende a guarire autonomamente in qualche giorno, però, se ci si espone periodicamente in modo eccessivo e senza le giuste protezioni, aumentano poi i rischi di avere delle macchie sulla pelle permanenti, di soffrire di cheratosi attinica ed anche di andare incontro a problemi più seri come i melanomi (tumori della pelle). Il fotoinvecchiamento (il formarsi di rughe e la perdita del tono cutaneo e della elasticità della cute stessa) è un altro dei problemi cui si va incontro se troppo spesso ci si provoca un eritema solare.

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