Dopo l’estate i capelli fini possono sembrare ancora più fini. Meno corposi sulle lunghezze, più fragili sulle punte, magari anche più difficili da mettere in piega. La prima tentazione è correre ai ripari con maschere, oli e trattamenti intensivi. Ma prima vale la pena chiedersi che cosa sia realmente cambiato. Perché non è detto che i capelli si siano assottigliati: potrebbero semplicemente portare addosso i segni dell’estate.
Perché dopo l’estate i capelli fini sembrano ancora più fini
Sole, bagni al mare e in piscina, lavaggi più frequenti, capelli bagnati e districati più spesso, raccolti, sfregamenti e calore: più che un’unica causa, a fine estate ci troviamo davanti alla somma di tante piccole sollecitazioni.
In ambito scientifico si parla di weathering, cioè del deterioramento progressivo della fibra provocato dalle esposizioni ambientali e dalle normali pratiche di cura e styling. I raggi UV, per esempio, possono danneggiare le proteine del capello e alterare la cuticola, la parte più esterna del fusto. Con il tempo la superficie diventa meno regolare e possono diminuire lucentezza, morbidezza e resistenza.
Alcuni studi condotti sulla fibra hanno osservato che l’associazione tra irradiazione e lavaggi ripetuti provoca alterazioni della cuticola maggiori rispetto ai singoli fattori considerati separatamente. In altre parole, una fibra già indebolita può sopportare peggio la sollecitazione successiva.
Su un capello fine tutto questo può diventare particolarmente evidente. Il diametro ridotto fa sì che la singola fibra sopporti una forza assoluta inferiore prima di rompersi rispetto a un capello più grosso. Ecco perché, alla fine dell’estate, più che cercare a tutti i costi di “ingrossarlo”, può essere utile evitare che alla finezza naturale si aggiunga anche la fragilità.

Capelli fini o capelli che si stanno assottigliando?
Sono due cose diverse, anche se davanti allo specchio può essere difficile distinguerle. Un capello fine ha un diametro ridotto per sua natura. Inoltre, si può avere una chioma molto folta composta da capelli sottilissimi. La densità, infatti, indica quanti capelli sono presenti, mentre la finezza riguarda le dimensioni della singola fibra.
Dopo l’estate, lunghezze meno compatte e una maggiore tendenza alla rottura possono dare l’impressione che la chioma si sia impoverita senza che sia cambiato il diametro dei capelli che stanno crescendo.
Diverso è il caso in cui si osservino nel tempo una diminuzione evidente della densità oppure capelli nuovi progressivamente più sottili. Anche la caduta, che può aumentare in alcuni periodi dell’anno, non va confusa con la rottura: nel primo caso il capello viene perso dal follicolo, nel secondo è il fusto a spezzarsi. Se il cambiamento è importante o persiste, quindi, la soluzione non è semplicemente passare a uno shampoo volumizzante.

Guarda le punte: raccontano com’è andata l’estate ai capelli
Per capire quanto le vacanze abbiano lasciato il segno non è necessario osservare soltanto le radici. Anzi, sono soprattutto lunghezze e punte a raccontare la storia del capello.
La fibra che si trova vicino alla radice è relativamente giovane. Le punte, invece, possono avere alle spalle anni di lavaggi, sole, spazzola, phon, piastra, colore e attrito. Il weathering è infatti un fenomeno cumulativo e tende a diventare più evidente procedendo lungo il fusto.
Su capelli naturalmente fini, punte spezzate, sfrangiate o molto impoverite possono togliere compattezza all’insieme e accentuare l’impressione di avere “pochi capelli”. In questo caso anche una piccola spuntatina può restituire visivamente corpo alla chioma. Non perché a settembre sia obbligatorio tagliare i capelli, ma perché una parte di fibra ormai molto deteriorata non può tornare biologicamente nuova grazie a un cosmetico.

Come fortificare i capelli fini dopo l’estate
I capelli fini dopo l’estate possono avere bisogno di più cura, non necessariamente di più prodotti.
Lavali quanto serve
Capelli fragili non significa automaticamente capelli da lavare il meno possibile. La frequenza dello shampoo dipende soprattutto dalle esigenze del cuoio capelluto e dalle proprie abitudini. Se le radici tendono a sporcarsi rapidamente, rimandare continuamente il lavaggio nel tentativo di “proteggere” le lunghezze difficilmente restituirà loro corpo.
Meglio concentrarsi sulla delicatezza dei gesti: distribuire lo shampoo soprattutto sulla cute, senza strofinare energicamente le lunghezze tra le mani, e risciacquare bene. Soprattutto dopo un’estate in cui sulla fibra si sono alternati prodotti solari, styling, sudore, sale e cloro, pulire bene non significa necessariamente aggredire.
Non rinunciare al balsamo per paura di perdere volume
È uno dei dilemmi tipici dei capelli fini: le lunghezze chiedono morbidezza, ma appena si abbonda con il conditioner la chioma sembra perdere volume.
La soluzione non è necessariamente eliminarlo. Oltre a rendere i capelli più morbidi, il balsamo serve a ridurre l’attrito tra le fibre migliorando la pettinabilità, e ciò può rendere il districamento meno traumatico. Un vantaggio tutt’altro che secondario quando il capello è sottile e le lunghezze sono già state messe alla prova dall’estate.
Piuttosto, si può intervenire sulla quantità e concentrarlo dove serve davvero, soprattutto su lunghezze e punte. E non è detto che a ogni lavaggio sia necessario sovrapporre balsamo, maschera, leave-in e olio. Se dopo il trattamento i capelli risultano morbidi ma sembrano divisi in ciocche, poco mobili o si appiattiscono rapidamente, potrebbe semplicemente esserci troppo prodotto per quella particolare chioma.
Districali senza aggiungere altro danno
Quando le cuticole sono alterate, la superficie del capello diventa più ruvida e le fibre possono fare maggiore attrito tra loro. È proprio il momento in cui tirare con forza una spazzola attraverso un nodo diventa una pessima strategia.
Meglio iniziare dalle punte e risalire gradualmente, tenendo la ciocca con una mano quando necessario per non esercitare troppa trazione. Anche qui il balsamo può essere un alleato proprio perché aumenta la scorrevolezza.
Con il calore, meglio non aggiungere stress a stress
Il phon non è il nemico dei capelli fini e non occorre rinunciare alla piega. Dopo l’estate, però, se le lunghezze mostrano già segni di fragilità, può essere sensato evitare temperature inutilmente elevate.
Un termoprotettore, una distanza adeguata del phon e temperature moderate aiutano a non sommare ulteriore stress a quello accumulato nei mesi precedenti. Lo stesso vale per piastre e ferri: non devono essere banditi, ma più la fibra è compromessa, più conviene usarli con criterio.

Capelli fini e secchi: la maschera serve?
Certo che una maschera può servire. La parola “fine” descrive il diametro, non il livello di secchezza o di danneggiamento: anche un capello sottile può essere ruvido, trattato e bisognoso di conditioning.
Il punto è non confondere una texture molto ricca con una maggiore capacità di riparazione. Oli, burri, siliconi e altri ingredienti condizionanti non sono automaticamente amici o nemici dei capelli fini: conta la formulazione nel suo complesso, la quantità utilizzata e soprattutto il risultato sulla propria chioma.
Una maschera può quindi entrare nella routine post-estate, magari alternandosi al balsamo anziché aggiungendosi ogni volta a tutti gli altri trattamenti. Se le lunghezze recuperano morbidezza, scorrevolezza e un aspetto più compatto senza perdere movimento, la quantità è probabilmente quella giusta. Se invece il risultato è una chioma morbida ma piatta, vale la pena ridimensionare dosi o frequenza prima di concludere che i capelli fini non possano essere nutriti.
Si possono davvero ispessire i capelli fini?
È una delle domande più frequenti, ma dipende da che cosa si intende per “ispessire”. Nessuno shampoo o trattamento cosmetico può trasformare in modo permanente un capello geneticamente fine in uno naturalmente grosso: il diametro della fibra che cresce è determinato a livello del follicolo.
Questo non significa che i prodotti per capelli fini non possano fare nulla. Alcune formule depositano sulla superficie sostanze filmogene che aumentano temporaneamente la sensazione di corpo e modificano il modo in cui la fibra si comporta. I prodotti volumizzanti e lo styling possono inoltre aiutare le singole ciocche a rimanere più separate e sostenute, facendo apparire la chioma più piena.
C’è poi un risultato meno immediato ma altrettanto importante: limitare la rottura permette di conservare lunghezze e punte più compatte. In questo senso “fortificare” i capelli fini non significa farli diventare grossi, ma aiutarli a non perdere per strada quella materia che contribuisce all’impressione di una chioma piena.
I prodotti per i capelli fini per dopo l’estate

Alfaparf Semi di Lino Density Thickening Low Shampoo specificamente pensato per capelli fini/assottigliati che aggiunge corposità.

Klorane Volume Conditioner, balsamo volumizzante che aiuta a districare i capelli senza appesantirli.

René Furterer Tonucia Natural Filler Mask, maschera per capelli fini e indeboliti, dalla texture leggera.

Adorn Mousse Volumizzante, il prodotto di styling per aumentare il volume dei capelli.

Biopoint, termoprotettore in spray studiato per non appesantire i capelli.