Ci sono tre cose senza le quali mi sento perduta. Soprattutto se sono lontana da casa. Il cellulare, le carte di credito e il mio beauty case. Il primo mi fa restare in contatto con gli altri, le seconde mi rendono autonoma, il terzo mi dà sicurezza. Penso che non saprei affrontare il mondo senza quei pochi ma indispensabili trucchi con cui mi sistemo la faccia prima di uscire: un velo di fondotinta per togliere il grigiore dal viso, una riga di eyeliner per definire lo sguardo, una pennellata di blush per dare il tocco finale. Tempo necessario per il restauro: 1 minuto e mezzo. Boost all’autostima: illimitato. E non perché mi senta chissacché, ma perché mi vedo ben corazzata per fronteggiare tutte le sfide della giornata.

Farti bella non è una cosa frivola

Siamo ancora abituati a pensare che la bellezza sia una cosa frivola. Qualcosa di poco conto, per femmine superficiali con scarsa sostanza. Invece è un importante strumento di empowerment, che ognuna di noi sperimenta nella vita di tutti i giorni. Quando ci presentiamo a un appuntamento con i capelli sistemati come si deve, le mani in ordine, un bel rossetto grintoso, anche l’attitudine cambia. E non perché pensiamo che tutta la nostra forza si condensi nell’aspetto esteriore, sappiamo bene che è solo un “valore aggiunto” rispetto a quello che c’è sotto (competenze, passione, talento), ma riconosciamo il potenziale che ha nel renderci più spavalde e temerarie, vincenti. Chiamiamolo BF, beauty effect. L’impatto che ha sugli altri è innegabile.

Farti bella per farti ascoltare

Non vogliamo farci fare i complimenti, vogliamo farci ascoltare. Mi raccontò una volta la dirigente di una grossa multinazionale che poco prima di entrare nella sala conferenze di una importante riunione per cui si era preparata per settimane, lavorando senza sosta giorno e notte, un collega-rivale le disse: “Hai i capelli sporchi. Come mai non sei andata dal parrucchiere?”. E tanto bastò per far scemare di colpo tutto l’entusiasmo e la fiducia in se stessa, facendole varcare quella soglia con un carico di umiliazione e insicurezza che proprio non meritava. Per fortuna ha recuperato in corsa, ma è bastata una battutina per sgonfiarla. Che, guarda caso, riguardava l’aspetto fisico, ancora bersaglio facile per chi vuole ferirci. Ok, lo sappiamo, bisogna imparare a fregarsene del sarcasmo di chi punta, per cattiveria o invidia, solo a sminuirci, ma se ancora ci lasciamo mortificare, alla nostra veneranda età, persino da certi commenti infelici delle mamme, che pure sono “dalla nostra”, si capisce che la questione non è semplice. Ommmm….

Oggi puoi essere “bella come ti va”

Perché ci interessa così tanto “essere carine”? Non è forse un segno di debolezza? Credo abbia a che fare con secoli di diktat e convinzioni sul corpo e l’identità delle donne. Per tanto tempo l’unica risorsa femminile è stata la bellezza, era quella la sola freccia al nostro arco per trovare un buon partito e fare una vita agiata e rispettabile. Non solo: il vantaggio estetico ci assolveva dal dovere di essere anche colte e intelligenti, a quello ci pensavano le bruttine, spesso destinate a un destino di solitudine. Di qui il luogo comune della bionda – emblema di femminilità e sexitudine – senza cervello. Oggi che si può essere insieme attraenti e sagaci, gnocche e geniali, oltre che “belle come ci va”, senza bisogno di rispondere a canoni e misure, possiamo essere finalmente meno schiave dello specchio, più libere. E forse, per questo, più felici di usarlo.

Più bella per sentirti più forte

Riconoscere che un buon aspetto ci fa sentire più forti non è un indizio di vulnerabilità. Anche per gli uomini è così, ma loro non possono ammetterlo. Gli stereotipi sono una fregatura. Noi almeno su questo siamo in vantaggio. E non è un caso che esistano associazioni che supportano le donne in difficoltà partendo proprio da trucco, capelli e outfit. Non si tratta solo di mostrarsi al proprio meglio per affrontare magari un colloquio di lavoro e rimettersi in pista, ma anche di ricominciare a occuparsi di sé dopo un momento difficile. Riprendere a volersi bene. Tutta questa filippica per dirvi che questo è un numero speciale, con un’ampia sezione di bellezza al suo interno. Venti pagine di smart beauty per arrivare in gran forma alle feste, con tanti consigli pratici da seguire giorno per giorno, rituali imperdibili e prodotti in versione shoppable. Concedetevi la gioia di farvi belle. Regalatevi momenti tutti per voi. Osate con ombretti gold e rossetti da diva. Insomma, divertitevi! In fondo, è proprio una fortuna essere femmine.