Anni ’70 e ’80: quando l’abbronzatura era uno status symbol

Abbronzatura e sole: c’è un’immagine che riassume un’epoca, Bo Derek che esce dall’oceano in 10 di Blake Edwards (1979), con la pelle color miele e i capelli intrecciati.

Non è solo una scena cinematografica: è la fotografia di un ideale di bellezza, già anticipato dalla nascita, nel 1971, di Barbie Malibu, una versione sexy e abbronzata della bambola più famosa al mondo.

Negli anni ’70 e ’80 la pelle brunita è sinonimo di bellezza, salute e soprattutto ricchezza, perché pochi possono permettersi di sfoggiarla tutto l’anno. In Italia quell’ideale ha un nome preciso: Gianni Agnelli, abbronzato in ogni stagione, perché la sua tintarella è parte integrante di uno stile di vita privilegiato, in cui in ogni momento si può volare in elicottero sulle piste da sci o tuffarsi dal proprio yacht.

«In quel periodo la routine solare era all’insegna dell’esibizione» commenta Corinna Rigoni, specialista in dermatologia e venereologia e presidente fondatrice della Associazione Donne Dermatologhe Italia. «La pelle doveva diventare sunkissed grazie a olio di Monoi, specchi solari e a un SPF praticamente inesistente, con l’intento di tornare scuri da weekend e vacanze sempre più brevi». Negli anni ’80 il trend dilaga: con il solarium l’abbronzatura smette di essere appannaggio di pochi e addirittura si diffonde l’idea che, prima di partire, qualche lampada prepari la pelle al sole. Cosa oggi inconcepibile per qualsiasi dermatologo.

Abbronzatura e sole: gli anni ’90 e la svolta della prevenzione

Negli anni ’90 però inizia il cambiamento, e ha una doppia radice. Da un lato cresce l’incidenza dei tumori della pelle e delle fotodermatosi: i casi aumentano anche perché migliora la diagnosi, certo, ma passa comunque l’idea che l’esposizione al sole vada limitata. Dall’altro lato, le classi più abbienti sono le prime a recepire le valutazioni mediche e a tradurle in un nuovo codice di distinzione. «Da sempre i ceti agiati si definiscono in primis attraverso la capacità di prendersi cura della propria salute» spiega la sociologa Roberta Sassatelli, ordinaria di Sociologia presso l’Università di Bologna. Regnanti e potenti sono stati i primi, per esempio, a diffondere i benefici delle terme o della villeggiatura al mare o in montagna. Così, quando tra le persone più in vista il concetto di protezione diventa sinonimo di longevità cutanea, fare attenzione all’indice SPF si trasforma in un segno di consapevolezza, in un gesto di cura anziché una rinuncia. Insomma, in un trend da copiare.

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Oggi l’SPF è il nuovo gesto di bellezza quotidiano

Oggi l’SPF 50 è diventato l’ultimo step della skincare mattutina. Non lo si mette solo in vacanza e non solo al mare: lo si applica sempre. Le texture sono cambiate radicalmente e si moltiplicano i sieri trasparenti, i fluidi invisibili, i finish secchi che non lasciano tracce bianche e appiccicose. Oltre alla protezione, la gradualità nell’esporsi è il segreto di un healthy glow, un’abbronzatura luminosa e naturale, che vede il filtro solare come un must della cura quotidiana, esattamente come un siero o un idratante. Anzi, per molte esperte, applicare un SPF è il singolo gesto antiage più efficace in assoluto. Segno che il pendolo culturale ha di nuovo oscillato, portando a rivalutare un colorito meno intenso come garanzia di bellezza duratura. «In Asia il pallore non ha mai smesso di essere un segno di distinzione» premette Sassatelli. «E oggi, anche in Occidente, constatiamo la sua rivalutazione, per l’emergere di un lusso meno esibito, che non ti si legge subito in faccia come un colorito bronzeo».

Forse la nuova sensibilità porterà a un approccio al sole davvero health oriented, in cui la fotoprotezione diventa un prerequisito. La strada però è ancora lunga: vari studi dermatologici dimostrano che la maggior parte delle persone applica meno della metà della dose necessaria, e raramente ricorda di riapplicare il prodotto. Ma, se la realtà resta contraddittoria, il cambiamento culturale promette di reindirizzare lentamente le vecchie abitudini. Restare al sole senza solare, un tempo segno di benessere, è ormai un gesto anacronistico, come fumare al ristorante. La protezione, in ogni stagione, non è più una rinuncia all’abbronzatura: è la forma più contemporanea del prendersi cura di sé.

Perché la pelle non dimentica

Ogni esposizione solare lascia un segno sulla pelle, anche se non immediatamente visibile. «Non a caso un tempo si parlava di “capitale solare” a indicare un tesoro di bellezza e salute che può venire eroso dall’attacco prolungato dei raggi UV» ricorda la dermatologa Corinna Rigoni. Per questo la protezione va pensata come un investimento “a lungo termine”. Per calcolare la fotoprotezione adeguata, la specialista consiglia di valutare il fototipo, la storia familiare, il tipo di lavoro svolto, i farmaci assunti (alcuni aumentano la fotosensibilità). La protezione solare va personalizzata insieme al dermatologo e il controllo annuale dei nei deve diventare un immancabile gesto di prevenzione.

Abbronzatura e sole: i grandi classici dell’estate

Ci sono prodotti che seguono le mode e poi ci sono le icone. Quei “mai più senza” che tornano puntualmente ogni estate. Dall’acqua spray all’olio per capelli, passando per il tonico alle rose evergreen: ecco i must have che continuano a farci compagnia anno dopo anno.

crema nivea
Nella intramontabile latta blu che attraversa le generazioni, Nivea Creme, trattamento multiuso, d’estate diventa un prezioso alleato anche come doposole. per esaltare la luminosità dell’abbronzatura.
acqua solare spray
L’Acqua Solare Carotissima di Bilboa (7,49 ) unisce il betacarotene ai filtri di nuova generazione per favorire una tintarella uniforme.
acqua alle rose
Acqua Distillata alle Rose Tonico Rinfrescante (3,99 ) rinfresca e calma subito rossori e irritazioni.
Crema lancaster
Una leggenda del doposole: Golden Tan Maximizer Balm di Lancaster (46 ) che prolunga e valorizza l’abbronzatura.
profumo 4711
Ispirata all’iconica Eau de Cologne 4711, la versione Remix St. Tropez (18,99 ) alle note di lime, mandarino e pera.
crema solare
Piz Buin Moisturising Sun Lotion oggi anche con SPF 50+ (19,40 , su drmax.it) accompagna da anni le giornate al mare.
stick labbra
Assicura idratazione a lunga durata alle labbra: Labello Original nello storico pack blu.
olio capelli
L’Iconico Olio Protettivo per capelli Phytoplage nato nel 1974 (oggi con formula aggiornata) è uno dei grandi classici dell’haircare estiva.