Uno scontrino esagerato, un confronto tra amiche e un reel ironico sulla vita da coiffeur visto per caso su Instagram. Così scatta la domanda “ma quanto costa il parrucchiere nel resto d’Italia?”. A rispondere a questa curiosità ci ha pensato SumUp, azienda leader nel settore della tecnologia finanziaria che nel suo Osservatorio Beauty Cashless rileva una percezione comune a chi frequenta abitualmente i saloni: il costo medio di taglio e piega.
Treviso guida la classifica con una media di 61,9 euro, mentre Napoli resta la città più economica con 29,2 euro. Anche il servizio barba e capelli nei barber shop mostra differenze simili, con prezzi generalmente più elevati nel Nord Italia rispetto al Sud.
Secondo Umberto Zola, Online Sales Director EU di SumUp, nonostante l’aumento dei prezzi «i consumatori continuano a richiedere trattamenti di qualità e un’esperienza sempre più piacevole e curata», mentre la digitalizzazione rende prenotazioni e pagamenti sempre più semplici (si pensi alla piattaforma Treatwell).

Quanto costa andare dal parrucchiere? La geografia dei prezzi racconta il costo della vita (in aumento)
Le differenze tra città non sorprendono più di tanto. Così come accade per ristoranti, affitti o altri servizi, anche il parrucchiere riflette il diverso costo della vita lungo la Penisola.
Le città con i listini più alti si concentrano prevalentemente nel Nord e nel Nord-Est, mentre nel Mezzogiorno il prezzo medio di un taglio e piega rimane decisamente più contenuto. A determinare il prezzo finale contribuisce il contesto socio-economico, come: affitti commerciali, costo del personale e potere d’acquisto.
Eppure ridurre tutto al listino dei prezzi sarebbe limitante. Perché, mentre il costo del parrucchiere cresce, stanno cambiando anche le modalità con cui le persone scelgono di prendersi cura dei propri capelli.

Meno salone, più fai-da-te per la cura dei capelli
Sarà l’aumento del costo del parrucchiere, sarà l’esplosione dei prodotti hair care, fatto sta che oggi ci si divide molto più tra salone e mura di casa propria. Lo dimostrano i dati raccolti da Everli sugli acquisti nella grande distribuzione. Shampoo, balsami e maschere rappresentano la grande maggioranza dei prodotti acquistati per i capelli, mentre le tinte fai da te rimangono una scelta decisamente più marginale. Il dato potrebbe riflettere suggerire che si rivolge al salone soprattutto gli interventi più tecnici.
Tuttavia, il parrucchiere non viene sostituito tout-court. Piuttosto, cambia la ripartizione dei compiti: la manutenzione “ordinaria” (in cui inseriamo anche la ristrutturazione della chioma) viene sempre più spesso gestita in autonomia, mentre al professionista si continua ad affidare ciò che richiede competenza, come il taglio, il colore o un cambio di look.

Dal salone al salotto: cresce il parrucchiere a domicilio
Anche il luogo in cui ci si prende cura dei capelli sta cambiando. Secondo ProntoPro, nel primo semestre del 2026 le richieste di parrucchiere a domicilio sono aumentate dell’85% rispetto all’anno precedente, insieme a manicure e pedicure effettuate direttamente a casa.
Si potrebbe obiettare – a ragione – che il parrucchiere a domicilio sia sempre esistito, e infatti sembra vivere una nuova stagione, più regolamentata. A renderlo interessante è senz’altro il risparmio economico, ma anche del tempo: aspettare il parrucchiere a casa evita gli spostamenti e permette di conciliare gli impegni. Soprattutto quando gli si chiede una semplice piega, come accade nella maggioranza delle volte.

Sui social il parrucchiere è diventato uno show
C’è poi un altro fenomeno che contribuisce a cambiare la percezione del prezzo del parrucchiere: i social. Su Instagram e TikTok si moltiplicano i video che mostrano trasformazioni da centinaia di euro, schiariture realizzate in molte ore di lavoro, extension spettacolari e cambi look documentati nei minimi dettagli. Accanto a questi contenuti trovano spazio anche reel più provocatori, in cui alcuni parrucchieri ironizzano sui clienti che chiedono sconti o contestano il prezzo del servizio. E qui la domanda “ma quanto costa il parrucchiere?» diventa ancora più pertinente!
Una comunicazione che divide. Da una parte contribuisce a far comprendere il lavoro, la formazione e il tempo necessari per realizzare determinati risultati. Dall’altra rischia di trasformare il prezzo stesso in uno spettacolo, alimentando un confronto continuo tra aspettative, disponibilità economiche e realtà quotidiana.
Ed è proprio qui che i dati raccontano una storia diversa rispetto ai social: la maggior parte delle persone non sembra rinunciare al parrucchiere, ma cerca piuttosto un nuovo equilibrio tra servizi professionali, cura domestica e soluzioni più flessibili, anche economicamente.

Il valore del parrucchiere va oltre il taglio
Se la routine capelli si distribuisce sempre di più tra salone, casa e servizi a domicilio, c’è però un aspetto che resta difficile da replicare.
Secondo una ricerca promossa da L’Oréal Professionnel, il 75% delle clienti considera la visita dal parrucchiere una forma di cura dell’anima. Gli hairstylist, inoltre, trascorrono mediamente circa 2.000 ore all’anno ad ascoltare le persone sedute davanti allo specchio.
Forse è proprio questo il motivo per cui, nonostante listini in aumento, prodotti sempre più efficaci da usare a casa e nuove modalità di fruire del servizio, il parrucchiere continua a occupare un posto speciale nelle abitudini di tante italiane. E se si sommano competenze, tempo, relazione ed esperienza è facile comprendere che nessun tutorial potrà sostituirlo.