C’è chi usa la cipria per togliere un po’ di lucidità al viso e chi, invece, la lascia in posa come fosse una maschera. È il principio del baking, una tecnica di make-up che promette un incarnato levigato e un trucco a lunga tenuta. Ma se l’effetto troppo opaco non fa per te, esiste una versione più leggera: il soft baking, che conserva i vantaggi della tecnica originale senza appesantire la pelle. Vediamo come funzionano entrambe e, soprattutto, come evitare l’effetto infarinato.

Che cos’è il baking nel trucco?

In inglese baking significa letteralmente “cuocere”, ma niente paura: non servono né forno né temperature elevate. La tecnica consiste nell’applicare una quantità generosa di cipria in polvere libera sopra il correttore o il fondotinta, lasciandola in posa per alcuni minuti prima di eliminare l’eccesso con un pennello.

Durante questo tempo, la cipria assorbe parte della componente oleosa dei cosmetici sottostanti, contribuendo a fissarli. Il risultato è una base molto opaca, uniforme e resistente, particolarmente apprezzata nei trucchi fotografici e nelle occasioni in cui è richiesta una lunga tenuta.

Il baking permette anche di creare un effetto lifting ottico, illuminando alcune zone del viso, come il contorno occhi e l’area sotto gli zigomi, e accentuando i contrasti del contouring.

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Dalle drag queen ai tutorial: com’è nato il baking make-up

Le origini del baking sono legate al mondo del teatro e alla cultura drag, dove il trucco deve resistere per ore sotto i riflettori e, allo stesso tempo, trasformare i lineamenti attraverso giochi di luci e ombre. Le drag queen hanno contribuito a perfezionare e diffondere tecniche di stratificazione della cipria e contouring particolarmente scenografiche.

Negli anni 2010, complici i tutorial su YouTube, Instagram e i make-up delle celebrity, il baking è uscito dal backstage per entrare nelle routine di bellezza. Anche se, bisogna ammetterlo, non sempre un trucco pensato per il palcoscenico funziona altrettanto bene alla luce del giorno.

Soft baking: la versione più leggera e naturale

Se il baking tradizionale punta su quantità abbondanti di cipria e un finish impeccabilmente opaco, il soft baking ne riprende il principio, ma alleggerisce il risultato. La polvere viene applicata in quantità minori e soltanto nei punti in cui è davvero necessaria, senza ricoprire ampie zone del viso.

Anche i tempi di posa possono ridursi notevolmente: a seconda della tecnica, la cipria viene lasciata agire per pochi istanti oppure sfumata quasi subito. L’obiettivo non è ottenere una pelle completamente opaca, ma controllare la lucidità, fissare il correttore e attenuare visivamente le piccole irregolarità, conservando la naturale luminosità dell’incarnato.

In altre parole, il soft baking è un compromesso tra la tenuta del baking classico e la leggerezza di una normale applicazione della cipria. Un risultato più morbido, che si presta anche al trucco quotidiano.

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Come fare il baking e il soft baking

La preparazione della pelle è importante in entrambi i casi. Prima di procedere, applica una crema idratante, prestando particolare attenzione al contorno occhi, dove la cipria potrebbe mettere in evidenza eventuali segni di disidratazione.

Dopo aver steso fondotinta e correttore, controlla che quest’ultimo non si sia accumulato nelle pieghette sotto gli occhi. Se necessario, sfumalo nuovamente con una spugnetta.

Per il baking tradizionale, preleva una quantità abbondante di cipria libera con una spugnetta o un piumino e premila delicatamente sulle zone che desideri fissare: sotto gli occhi, ai lati del naso, sul mento o lungo la linea inferiore degli zigomi. Lascia in posa per circa 5-10 minuti, quindi elimina l’eccesso con un pennello morbido.

Per il soft baking, invece, riduci la quantità di prodotto e concentrati soltanto sulle aree che tendono a lucidarsi o in cui il correttore ha bisogno di maggiore tenuta. Puoi utilizzare un piccolo piumino oppure un pennello soffice, tamponando la cipria senza creare uno strato visibile. Dopo pochi istanti, sfuma l’eventuale eccesso. Il segreto, in questo secondo caso, è che la polvere quasi non si veda: la pelle deve apparire levigata, non infarinata.

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Quale cipria scegliere per il baking?

La protagonista del baking è la cipria in polvere libera, possibilmente molto fine, capace di aderire alla base senza creare uno spessore eccessivo. Per il soft baking si possono utilizzare anche ciprie compatte dalla texture sottile, purché vengano applicate in quantità ridotte.

Le formule trasparenti sono versatili, ma attenzione all’effetto biancastro che alcune polveri possono produrre, soprattutto nelle fotografie con flash. Le ciprie leggermente colorate, invece, possono aiutare a uniformare l’incarnato. Quelle rosate o pesca vengono spesso utilizzate per illuminare otticamente il contorno occhi, purché la tonalità sia adatta alla carnagione.

Per un risultato naturale è preferibile scegliere una formula leggera, evitando prodotti troppo asciutti o eccessivamente opacizzanti.

Baking e soft baking sono adatti anche alla pelle matura?

È soprattutto sul contorno occhi che conviene fare attenzione. La cipria, infatti, non cancella le rughette e, se applicata in quantità eccessive, rischia persino di evidenziarle.

Per questo motivo il baking tradizionale può risultare poco valorizzante sulle pelli secche o mature. Il soft baking rappresenta un’alternativa più delicata, ma non è automaticamente adatto a tutte: molto dipende dalla formula utilizzata e dalla quantità di prodotto.