Quando si parte per la montagna, la protezione solare è una di quelle cose che non andrebbero mai dimenticate. Spesso pensiamo che il sole sia meno forte rispetto al mare, invece in alta quota può risultare ancora più aggressivo, soprattutto se non si utilizza un prodotto adatto. Con l’aumentare dell’altitudine, infatti, l’intensità dei raggi UV cresce perché lo strato di atmosfera che li filtra diventa sempre più sottile. Nello specifico l’intensità dei raggi UV aumenta circa del 10% ogni 1000 metri di altezza, con un impatto diretto sulla pelle.
A questo si aggiunge il riflesso della neve e del ghiaccio, che possono rimandare una grande quantità di raggi solari: fino al 75%. Un fattore spesso sottovalutato, ma che aumenta notevolmente il rischio di scottature. In più, le basse temperature tipiche della montagna possono trarre in inganno: non sentendo caldo, è facile non rendersi conto di quanto il sole stia colpendo in modo intenso. Allora, come orientarsi? Ecco le caratteristiche che dovrebbe avere l’SPF perfetto per la montagna.
Quale protezione scegliere in montagna
Texture ricche
In alta quota la pelle è messa alla prova da più fattori contemporaneamente: sole intenso, vento, aria secca e sbalzi di temperatura. Per questo è meglio orientarsi verso protezioni solari dalla texture corposa, che funzionano un pò come una barriera un pò come crema cocoon, e poi sono capaci di aderire bene alla pelle e di resistere più a lungo. I solari molto leggeri, spesso perfetti per la città, in montagna rischiano di non offrire una protezione abbastanza stabile.
Attenzione alla protezione UVA
Quando si sceglie una protezione solare, il fattore SPF (che in montagna deve sempre essere 50+) non è l’unico elemento da considerare. È altrettanto importante verificare la schermatura dai raggi UVA, responsabili dell’invecchiamento cutaneo e dei danni più profondi alla pelle. I raggi infatti non sono tutti uguali: gli UVA sono quelli che “invecchiano”la pelle, gli UVB quelli che ci danno la sensazione di calore e provocano scottature. La presenza del simbolo UVA cerchiato è un ottimo segnale: significa che la protezione UVA è almeno 1/3 della UVB. Ovvero che la protezione è davvero a ampio spettro. Un dettaglio fondamentale, soprattutto quando l’esposizione è particolarmente intensa.
Filtri minerali per la pelle sensibile
Chi ha la pelle sensibile o facilmente reattiva può trovare nei solari minerali dei veri amici. Questi prodotti contengono filtri fisici, come l’ossido di zinco o il biossido di titanio, che formano uno schermo sulla superficie della pelle, riflettono i raggi solari (le protezioni solari con filtri chimici, invece, assorbono i raggi e ne disperdono il calore). Il loro meccanismo d’azione è più delicato e rende questo tipo di protezione spesso meglio tollerata, soprattutto in condizioni ambientali difficili come freddo, vento e forte irraggiamento solare.
Lo stick per le zone vulnerabili
Naso, zigomi, contorno occhi e orecchie sono tra le zone del viso più esposte e più soggette a scottature. Portare con sé uno stick solare permette di proteggerle in modo mirato e di riapplicare facilmente il prodotto durante la giornata, anche mentre si cammina o si scia.
Non scordare le labbra
Le labbra sono spesso sottovalutate, ma in realtà sono una delle aree più fragili del viso. Non avendo ghiandole sebacee né sudoripare, con uno strato corneo sottile e poca melanina, sono particolarmente esposte a secchezza, screpolature e bruciature solari. In montagna necessitano di una protezione su misura. Ci vuole uno stick labbra con SPF 50 da applicare e riapplicare spesso, così puoi prevenire secchezza e screpolature. Oltretutto, ne esistono anche di colorati! A proposito di labbra, sapevi che inumidirle con la lingua le secca moltissimo? Se puoi, ricordati di non farlo.
Protezione solare da montagna: i nostri preferiti









