#SaluteMentale e #BodyNeutrality: due hashtag preziosi per aiutare tutti, ragazze e ragazzi, nella Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre, ma non solo. TikTok, insieme a Parole O_Stili e Polizia di Stato, lancia una campagna social che dura tutto il mese, con il Manifesto #BodyNeutrality – una guida che invita a diffondere un linguaggio consapevole, inclusivo e libero da stereotipi e giudizi sui corpi – e il coinvolgimento di creator come BigMama, Lara Speranza, Alessia Conte, Andrea Verde e Francesco Alioto.

Una sezione specifica nella App accoglie contenuti educativi, video e storie personali, ma anche strumenti pratici per il benessere digitale in generale, con consigli utili per affrontare le sfide della vita online in modo sicuro e con risorse per personalizzare la propria esperienza, evitando per esempio di vedere i commenti sotto a certe parole. Una notfica da oggi invita le persone a vedere i video dei creator e i materiali della campagna.

La campagna di TikTok punta alla Body Neutrality

Il focus della campagna è spingere la riflessione sulla Body Neutrality, un approccio che supera la Body Positivity, come racconta bene Lara Speranza, @LaSuprema su Instagram con 51 mila follower e su TikTok con oltre 292mila.

La creator, molto amata dai giovani («Nella mia testa sei una mia amica» scrivono in tanti) da tempo comunica in modo spontaneo e fresco il suo mantra: accettare il proprio corpo seguendo la Body Neutrality.

Dalla Body Positivity alla Body Neutrality

Il movimento rappresenta una recente evoluzione della Body Positivity, movimento fondamentale nato negli Usa dalla National Association to Advance Fat Acceptance (NAAFA), un’organizzazione che si batteva contro la discriminazione basata sul peso. Da allora (era la fine degli anni Sessanta) la sensibilità è cresciuta guadagnando influenza nel mondo della moda, dell’intrattenimento e poi dei social network: il focus si è ampliato dalla battaglia contro la discriminazione basata sul peso, all’accettazione di tutti i corpi. L’obiettivo è costruire una cultura in cui le persone possano sentirsi sicure e orgogliose del proprio aspetto, senza doversi conformare a norme esterne.

Cos’è la Body Neutrality

Come si arriva alla Body Neutrality? Spiega Lara Speranza: «Una linea molto sottile separa i due movimenti: molti preferiscono ancora parlare di Body Positivity, io invece mi ritrovo di più in un atteggiamento il più possibile neutrale verso i corpi. La Body Positivity nasceva con l’idea di amare le proprie imperfezioni ma, spingendo le persone a farlo, si dice loro che sì, sono piene di imperfezioni, e devono amarle. Per me invece puoi vedere le tue imperfezioni, riconoscerle, ma l’importante è non vederle come tali: non devi vederle belle a tutti i costi per poterle accettare».

«Non può piacerci tutto di noi»

Pensiamo per esempio a come le smagliature vengono paragonate alle onde del mare. «Di fatto sono smagliature e tu hai il diritto di pensare che siano brutte» commenta Lara Speranza. «Non dobbiamo per forza sempre amare tutto del nostro corpo: dobbiamo essenzialmente rispettarlo e pensare che ci permette di condurre la nostra vita. Non tutto può piacerci, sempre, anche perché certi giorni ci sentiamo meglio, altri peggio. E il corpo ci accompagna, cambiando nelle varie fasi della nostra vita».

Lo spiega molto bene anche Andrea Verde.

Pro e contro della Body Positivity

Come rivela lo psicologo Enrico Reatini sulla piattaforma Unobravo, svariate ricerche hanno evidenziato vantaggi e svantaggi della Body Positivity. «Sebbene vi sia la possibilità che l’esposizione a immagini di body positivity comporti diversi benefici, tra cui il miglioramento dell’autostima – come sottolineano molti studi – essa potrebbe paradossalmente spingere alcune persone a oggettivare ulteriormente il proprio corpo».

Anche la creator Alessia Conte diffonde conoscenza e consapevolezza sulla Body Naturality.

La Body Posititivity, quindi, mentre da una parte aiuta le persone ad accettare il proprio corpo, quindi a soffrire meno di disturbi alimentari, dall’altra crea nuove forme di pressione psicologica. Tra queste, quella di dover sempre sentirsi positivi riguardo al proprio corpo, il che può essere problematico per chi lotta con problemi di immagine corporea e trova difficile amarsi incondizionatamente.

La Body Positivity e i problemi legati al peso

La body positivity è anche criticata per il rischio di minimizzare o ignorare problemi di salute legati al peso e all’obesità. Da tempo si sottolinea come il movimento potrebbe influenzare negativamente la percezione della necessità di interventi medici e di salute pubblica per affrontare l’obesità.

Body Neutrality: conta di più l’aspetto funzionale del corpo

«La Body Positivity per me era diventata tossica: mi sentivo costretta a dover essere appunto sempre positiva rispetto al mio corpo» spiega la creator. «Il nostro corpo può anche non piacerci e possiamo anche non amarlo, ciò che conta è rispettarlo per quello che può fare e per come può farci sentire, riducendo l’importanza dell’aspetto estetico». L’aspetto funzionale del corpo quindi nella Body Neutrality prende il sopravvento. Un atteggiamento molto meno stressante per chi riesce ad attuarlo, anche se con molti limiti, come sottolinea il dottor Reatini. «La Body Neutrality ha un’enorme criticità. Richiede un alto livello di accettazione del corpo che può essere arduo da raggiungere senza un supporto psicologico adeguato. In questo modo, l’atteggiamento neutrale rischia di essere poco praticabile proprio per le persone per cui è consigliato. Body Positivity e Body Neutrality sono movimenti sociali, con tutti i vantaggi e le limitazioni che ne derivano. Sono fondamentali per veicolare messaggi positivi, ma è essenziale approcciarsi a questi contenuti con consapevolezza. Questi movimenti, infatti, non possono rappresentare una risposta adeguata e sufficiente per affrontare difficoltà individuali legate all’immagine corporea».