Estate, tempo di vacanze, che per molte sono all’insegna di sole e bagni al mare. Ma, in qualche caso, anche di fastidiose infezioni intime, favorite dal caldo e dall’umidità. Dalle cistiti alle infiammazioni dovute a batteri, a volte sono causate da semplici cattive abitudini, anche alimentari. Per evitare di rovinarsi i giorni di relax, arrivano i consigli dell’esperto.
Caldo e umidità: a rischio la salute intima
Partire per le agognate ferie non significa solo fare le valigie e chiudere casa, ma lasciarsi alle spalle – almeno per qualche giorno – la routine quotidiana. Un “toccasana” per la mente, ma che in qualche caso diventa anche una minaccia per la salute intima: colpa di infezioni che possono essere favorite dal caldo, dall’umidità e anche dalle abitudini alimentari che sono stravolte. Con loro, anche il microbiota, intestinale e vaginale.
L’equilibrio che si altera
«Le infezioni vaginali sono frequentemente associate a uno squilibrio del microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi che contribuiscono alla protezione della mucosa e al mantenimento dell’equilibrio locale», spiega il ginecologo Marco Grassi a proposito della flora vaginale che, nel periodo estivo, può essere messa a dura prova. «Quando questo sistema si altera, si rompe lo scudo difensivo naturale ed è allora che possono comparire sintomi fastidiosi come irritazione, bruciore, aumento delle secrezioni o, nei casi più complessi, infezioni ricorrenti», aggiunge Grassi.
Quali disturbi aumentano in estate
Anche se non si tratta di disturbi a carattere stagionale, proprio il mix di alte temperature, umidità in crescita e cattive abitudini può diventare una “tempesta perfetta” per la salute intima. Uno degli errori più frequenti, per chi va al mare, è rimanere con il costume bagnato indosso: «Per le donne in particolare, sarebbe sempre bene cambiare il costume dopo essere uscite dall’acqua, per evitare infezioni alle vie urinarie: queste, infatti, sono facilitate dall’ambiente umido dato proprio dal costume, specie se si è stati in acque non pulite da un punto di vista batterico. Può accadere molto più spesso di quanto non si immagini, sia al mare, che in laghi o in piscine», ricorda l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.
Cosa non fare
Per evitare infezioni vaginali o cistiti, dunque, è anche bene ricordare alcune semplici regole, a partire dall’evitare di sedersi a diretto contatto con lettini o sdraio o altre superfici che possano essere condivise con altre persone. «Il contatto prolungato con superfici umide o non adeguatamente protette può irritare la delicata cute vulvare e favorire fastidi locali. Utilizzare un telo personale rappresenta una semplice precauzione per creare una barriera tra la pelle e la superficie di appoggio», consigli Grassi.
Occhio a cosa indossi
L’abbigliamento può essere molto importante anche nel caso in cui si è abituate a indossare il copricostume, il pareo o i pantaloncini direttamente sopra il costume bagnato: anche in questo caso, infatti, «Questo ambiente favorisce la proliferazione batterica e aumenta significativamente il rischio di irritazioni e vaginiti», ricorda il ginecologo. Altra precauzione: evitare «pantaloni molto aderenti o di biancheria intima in fibre sintetiche (nylon o microfibra) che riduce drasticamente l’aerazione locale. Questo innesca un microclima caldo-umido (il cosiddetto “effetto serra”) che predispone a irritazioni e squilibri della flora vaginale».
Gli accorgimenti se si suda di più
Con le alte temperature che si stanno registrando, in occasione della terza ondata di calore di questa estate, ma più in generale in questo periodo dell’anno, si tende a sudare molto di più. Questo porta, soprattutto quando si pratica attività sportiva, a inumidire anche l’abbigliamento. Non sempre, però, ci si cambia immediatamente, specie dopo una corsa, un giro in bicicletta, un percorso di trekking in montagna o una partita a beach volley sulla spiaggia. L’aumento della sudorazione e l’attrito nella zona genitale, però, possono favorire irritazioni e fastidi vulvari, soprattutto se si resta a lungo con gli stessi capi sportivi. È bene, quindi, portarsi sempre un cambio se si programmano attività sportive outdoor senza tornare immediatamente a casa.
Attenzione agli sport che si praticano
A proposito di sport, poi, va tenuto presente che alcuni possono favorire certi fastidi, come la cistite nel caso della bici. Come ricorda l’associazione no profit Cistite.info APS, «Nella donna lo sfregamento sul sellino e la posizione magari non corretta, possono scatenare o peggiorare disturbi nella zona perineale, come cistiti, vaginiti, pruriti vulvovaginali. Anche le vibrazioni e i microtraumi possono, a loro volta, essere causa di algie vulvari delle vulvoldinie, o peggiorarle se già presenti, dando forme ricorrenti o croniche». Ma, soprattutto «l’ambiente caldo umido, dato dal sudore e dallo sforzo fisico, e i tessuti attillati poco traspiranti favoriscono il proliferare di germi, batteri e funghi. Spesso la diuresi è rimandata e contratta per scarsa idratazione o percorsi prolungati» e l’effetto può essere deleterio.
Usare correttamente creme solari e salviettine intime
Le creme solari sono fondamentali per proteggere la pelle dai raggi UV, ma occorre fare attenzione a dove le si applica: «È importante ricordare che la cute vulvare presenta caratteristiche anatomiche e fisiologiche specifiche: è più sottile, ricca di terminazioni nervose e maggiormente predisposta alle irritazioni – spiega ancora Grassi – L’esposizione a sostanze potenzialmente irritanti contenute in alcuni prodotti cosmetici può alterare l’integrità della barriera cutanea e favorire condizioni come la dermatite vulvare irritativa o da contatto». Attenzione, poi, anche alle salviettine da viaggio: per quanto pratiche, in alcuni casi contengono profumi o sostanze antibatteriche che possono irritare la mucosa vulvare e alterare l’equilibrio locale.
Dalla depilazione alla dieta
Se Grassi ricorda che «la rasatura o la ceretta frequenti possono causare microlesioni della barriera cutanea vulvare, riducendo la funzione protettiva della pelle e facilitando l’insorgenza di irritazioni locali o sovrainfezioni batteriche», non va sottovalutata la dieta, che spesso in estate è più ricca di zuccheri per via gelati, granite, succhi di frutta e cocktail. «L’equilibrio dell’organismo, compreso quello dell’ambiente vulvovaginale, è influenzato anche dallo stato metabolico generale – spiega Grassi – un apporto elevato di zuccheri, soprattutto in presenza di alterazioni del metabolismo glucidico, può favorire la candidosi vulvovaginale».
Poca idratazione, troppa ritenzione
Infine, «anche l’idratazione riveste un ruolo importante nel mantenimento delle normali funzioni fisiologiche dell’organismo: bere una quantità adeguata di acqua è fondamentale per sostenere il benessere dell’apparato urogenitale e delle mucose genitali», ricorda il ginecologo che sottolinea come a volte si tenda a trattenere la pipì, per via di una minore disponibilità di servizi igienici disponibili. Ma così facendo si rischia di alterare l’equilibrio dell’ecosistema urogenitale e di aumentare il rischio di infezioni, a causa del proliferare di batteri nella vescica. «Quando cambiano ritmi, abitudini e condizioni di vita, mantenere comportamenti corretti diventa ancora più importante per preservare la funzionalità delle difese naturali dell’apparato genitale femminile», conclude Grassi.