La separazione e il divorzio diventano meno dolorosi. O quantomeno, meno difficili da affrontare da un punto di vista sociale. Prova ne sono una serie di fenomeni che si stanno affermando, come i divorce party e i divorce rings. Si tratta, rispettivamente delle “feste” e degli anelli per celebrare la fine di una unione che si pensava fosse duratura e che, alla prova dei fatti, così non è stata.
Insomma, diminuiscono i drammi e i “lutti” per la fine di un rapporto, che invece diventano occasione per un brindisi alla rinnovata libertà e persino un ricordo da mantenere vivo, attraverso un gioiello.
Aumentano i divorce party
È finito, dunque, il tempo dei grandi pianti, delle ore chiuse in casa a rimuginare sulla fine di un amore, nello specifico di un matrimonio, accompagnati anche dal senso di colpa o di vergogna per quello che fino a qualche anno fa era considerato un “fallimento”. Oggi quando ci si dice addio si è pronti non solo a comunicarlo a parenti e amici, ma persino a festeggiare con tanto di cena, invitati e, in alcuni casi, anche un party. Insomma, senza badare (troppo) alle spese. Certo, una scelta non per tutte le tasche, ma in ogni caso il sintomo che qualcosa è cambiato nell’affrontare gli addii. Come nel caso dei divorce rings.
Cosa sono gli anelli del divorzio o divorce rings
C’era una volta l’anello di fidanzamento, al quale nel tempo seguiva quello di matrimonio, che suggellava la promessa del “per sempre”. Oggi, invece, si afferma una nuova tendenza che vede protagonisti gli anelli del divorzio o divorce rings, dal momento che il trend arriva – guarda caso – da Oltreoceano. Sono i gioielli che ci si regala al tramonto di una relazione, come a sancire la fine di un rapporto, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo di vita. E piacciono molto alle over 40 e over 50, senza disdegnare però la Gen Z.
I vip e la celebrazione degli addii
I primi esemplari hanno iniziato a fare la loro comparsa già nel 2024, quando a lanciare un divorce ring era stata Emily Ratajkowski. Col passare dei mesi (e con l’aumentare dei divorzi, di celebrities e non) ecco che gli anelli del divorzio sono diventati una vera tendenza, tanto che a venderli è anche una piattaforma come Etsy. Sono anelli nuovi o molto spesso riadattati a partire dal gioiello di fidanzamento o di matrimonio, che però in questo caso celebrano la fine di quel rapporto e, auspicabilmente, una nuova fase della vita, specie di una donna. Se provengono dalla fede nuziale, sono realizzati con lo stesso materiale – nella maggior parte dei casi oro, quindi – ed eventualmente pietre riposizionate. Il design, invece, è nuovo e di frequente è frutto della fantasia della donna che ha indossato il precedente modello e ne inventa uno ex novo.
Cosa rappresentano i divorce rings
Se l’anello di fidanzamento e di matrimonio rappresentava l’unione, ecco che inevitabilmente quello di divorzio ne sancisce la fine. Niente restituzione del gioiello, dunque, ma il segno di qualcosa che non è più o che è cambiato, assumendo nuovi significati. «La spinta a volere un oggetto di questo tipo sta proprio nel riappropriarsi di un nuovo significato. Quando una relazione termina l’anello diviene un oggetto ingombrante e spesso ci comunica amarezza e senso di perdita. Trasformarlo o riutilizzarne una parte non significa rifiutare il passato, ma neppure rimanere cristallizzati in quel dolore», spiega Alessandra Iamundo De Cumis, psicanalista ed esperta di relazioni.
Un modo per rielaborare il dolore
A volte, invece, le donne – perché è un fenomeno che riguarda soprattutto l’universo femminile – comprano un anello nuovo, con lo stesso obiettivo: «Acquistarne uno nuovo sta ad indicare la chiusura di un ciclo di vita. È un gesto dal sapore dichiarativo. In entrambi i casi simboleggia una rielaborazione che trasforma una perdita in un qualcosa di riconosciuto e dunque di narrabile», aggiunge Iamundo De Cumis. In un modo o nell’altro, quindi, la fine della relazione di lungo periodo, che sia matrimonio o convivenza – non diventa più un evento di cui “vergognarsi”, magari provando senso di fallimento, ma qualcosa persino da mostrare, con orgoglio.
Verso un nuovo inizio
Indossare un gioiello che ricorda ciò che è stato e ciò che invece oggi non è più o si è trasformato, aiuta ad acquisire più sicurezza in se stesse ed anche autonomia: rappresenta la consapevolezza che non tutto finisce insieme a un amore, ma anzi qualcosa di nuovo può iniziare: «Sicuramente sì, è proprio questo il senso che viene attribuito: è la vita dopo una separazione e non certo il fallimento associato. In tal senso l’oggetto simboleggia una trasformazione. In psicoanalisi ogni separazione riattiva esperienze arcaiche di perdita e l ‘anello post relazione non celebra il lutto, ma un nuovo assetto soggettivo. Simboleggia un nuovo inizio», sottolinea l’esperta.
Donne adulte che si riappropriano della propria vita
Si tratta di una tendenza che si sta affermando, quindi, specie tra donne adulte, anche se non viene disdegnata neppure dalla Gen Z. D’altro canto era stata proprio Emily Ratajkowski a sostenere che “divorziare a 30 anni è chic”. Lo aveva spiegato nel 2023, mentre un anno dopo sfoggiava proprio una divorce ring. «Si tratta di una tendenza che coinvolge indubbiamente i giovani e che appare maggiormente significativa tra gli adulti. In particolar modo persone coinvolte in relazioni lunghe o matrimoni», spiega la psicanalista.
Dare più spazio a se stesse
Come spiega ancora l’esperta, le donne protagoniste di questo passaggio, «dopo tanti anni trascorsi ad interpretare il NOI, spesso abituate a non ascoltare i propri desideri e ad operare in modo totalizzante per la famiglia, soprattutto se i figli sono grandi, quando poi una relazione finisce si interrogano, chiedendosi: «Chi sono io?». In questo caso l’anello sta a significare una riappropriazione di se stessi. Una trasformazione volta alla riappropriazione di sé e ciò che era stato dato al legame ritorna a sé. in tal senso l’anello funziona come oggetto transazionale che ci sostiene nel passaggio dal noi ad un nuovo modo di percepirsi centrato sull’io».
Le alternative per celebrare il divorzio
Indubbiamente e come ogni trend c’è anche lo zampino del marketing: «Il mercato prontamente intercetta questi bisogni offrendo “significati disponibili”: sono prodotti pronti all’uso e già dotati di significato. Nello stesso tempo offre anche la possibilità che il significato simbolico e profondo venga svuotato e reso moda – spiega Iamundo De Cumis – Meglio dunque optare per delle alternative quali viaggi, nuova casa, nuove amicizie e hobby. In buona sostanza interessi che permettano alla persona di scoprirsi, di rimettere in gioco i propri desideri, spostando l’attenzione da ciò che è stato perduto a ciò che si può ancora essere. Una sorta di scoperta di sé».
Le alternative per celebrare il divorzio
In realtà anche in questa direzione sono offerti prodotti ad hoc sempre più numerosi: aumentano, infatti, le feste a tema divorzio, invece che i party pre-wedding; così come i viaggi per divorziati o separati, o il ricorso a tatuaggi che sanciscano la fine e l’inizio di un nuovo capitolo della propria storia. D’altro canto anche sui social aumentano hashtag come #Divorced Mom Core, espressione che indica uno stile di vita che segue la rottura di una relazione di lunga durata e che è caratterizzato soprattutto da indipendenza e nuova consapevolezza. Ciò che accumuna tutti questi gesti è comunque la voglia di raccontarsi.
Anelli del divorzio: non un rituale superficiale
«Dunque se apparentemente la celebrazione della separazione può apparire un rituale superficiale in realtà nasconde il tentativo di dare un senso alla perdita. Se in passato la fine di una relazione era un evento da elaborare in privato ora diviene un atto simbolico anche da esibire: anelli post separazione, feste e cerimonie riflettono il modo in cui la società attuale affronta la perdita. Tipico di questa era è anche la rilettura di simboli del passato: l’anello da simbolo di promessa e impegno perde il significato originario per assumerne uno prettamente individuale accompagnato talvolta dalla necessità di raccontarsi», conclude Iamundo De Cumis.