Bella Thorne, attrice e cantante, sconvolge gli schemi e fa lei la proposta di matrimonio al fidanzato, il produttore cinematografico Mark Emms, con un post su Instagram. Se eravamo abituati alle proposte in diretta (in concerto, in tv, sui social), non avevamo ancora visto la proposta “rovesciata”: a inginocchiarsi è lei, con tanto di anello nella scatolina, a stupirsi è lui.
Il post in cui Bella Thorne fa la proposta di matrimonio
Mark, vedendo la fidanzata in ginocchio, strabuzza gli occhi e decide di inginocchiarsi anche lui. E mentre lei tira fuori l’anello, lui si mette la mano alla bocca, si commuove e piange. Intorno, fiori ovunque e musica romantica. Poi si alzano insieme, abbracciandosi con tenerezza. Naturalmente c’è una sapiente regia: due smartphone già piazzati per riprendere angolature diverse, poi il carousel che ci mostra i palloncini a cuore in cucina. E fiori, fiori, fiori con musica, musica, musica.
La tifoseria dei social si divide (ovviamente)
I commenti fioccano: più di 10mila fans dicono la loro, naturalmente spartiti nella classica tifoseria da social: pro e contro. I contrari superano i favorevoli: «Cancella tutto!», «Perché l’hai fatto?», «Gli uomini non hanno bisogno di più incoraggiamenti per essere più energicamente femminili di quanto lo siano già», «Donne, non normalizziamo questa cosa». I favorevoli invece si commuovono e difendono Bella Thorne: «Penso che quello che Bella ha fatto qui sia mostrare a lui (e a se stessa) che crede nell’uguaglianza all’interno del loro rapporto, che si impegna con lui tanto quanto lui e che la proposta di matrimonio non deve essere a senso unico».
Una provocazione o un segno dei tempi che cambiano?
Già, finora è sempre stato l’uomo a inginocchiarsi. Un segno dei tempi che cambiano, il fatto che ora a farlo sia lei? Certo, il dubbio che sia stato tutto pensato e programmato per stupire e fare ancora parlare di sé, è più che lecito. Ma nel gesto di Bella Thorne, che potrebbe anche sembrare una semplice provocazione buona per i social – e in parte lo è – c’è anche dell’altro. Ci guida in questa scoperta, tra il serio e il faceto, Alberto Penna, psicologo, psicoterapeuta e coach, docente della Scuola di psicoterapia Mara Selvini Palazzoli, autore del libro Maschi che piangono poco (Garzanti ed.) e del Manifesto per le emozioni maschili, il punto di partenza per promuovere una diversa concezione dell’essere umano di sesso maschile, almeno rispetto al suo mondo emotivo. «L’attrice rompe una tradizione, e le tradizioni sono fatte per essere superate. Il momento in cui ci troviamo vede le donne acquisire sempre più potere, contrattuale e relazionale, quindi sì, si tratta di un gesto nuovo, al passo con i tempi».
Cosa vuol dire inginocchiarsi all’amato
Un gesto che, se andiamo a studiare proprio la tradizione, esprime devozione e fedeltà. Perché quindi non potrebbe essere la donna a farlo? «Il gesto viene da lontano, pensiamo agli apostoli che si inginocchiano di fronte a Gesù, o alla tradizione cavalleresca, con i cavalieri rispetto al loro Re» commenta lo psicologo. «Poi nell’amor cortese, che eleva la donna a entità superiore dal punto di vista spirituale, l’uomo si inginocchia per riconoscere un potere superiore alla donna. Ma attenzione: in questo modo le attribuisce un potere che non si gioca sul piano della forza ma delle relazioni, capacità emotive, amore. Da lì lo stereotipo che arriva fino ai giorni nostri. L’inginocchiarsi maschile, cioè, rappresenta una parentesi nella gestione millenaria del potere, quello che si esprime sul campo, nella “vita vera”». Un contentino, diciamo, che finora gratificava le donne: almeno lì, eravamo riconosciute.
I maschi perdono la loro virilità?
Ma ora arriva Bella a scombinare le carte, quasi a dire: ora tocca a noi prenderci un pezzettino del vostro potere. Tant’è che in moltissimi nel post commentano proprio questo, come se i maschi perdessero la loro virilità lasciando che a fare la proposta di matrimonio sia lei. «Se fosse questo, il nostro angolo di virilità, saremmo proprio ridotti male!» ride il dottor Penna. «Ho scritto proprio il Manifesto per le emozioni maschili per cercare di liberare noi maschi dalla prigione in cui siamo stati rinchiusi: dobbiamo poter essere liberi di scegliere, nella coppia e non solo, senza adeguarci a stereotipi di genere. Se Mark Emms non è scappato, ma si è inginocchiato anche lui, è perché accetta questa modalità della fidanzata, riconosce cioè la proposta di parità che lei gli fa e la celebra con le lacrime, un comportamento istintivo e innato negli esseri umani. Non sono questi, quindi, gli ambiti in cui si distingue la mascolinità».
La mascolinità oggi
Quale mascolinità? A leggere i commenti sotto al post, l’attribuzione all’uomo della proposta di matrimonio parrebbe l’ultimo miglio da non perdere verso la scomparsa del maschio, appannato da una progressiva femminilizzazione di modi, gesti, costumi. «Se digitiamo su Google immagini la parola “mascolinità”, le foto risultanti sono sempre associate alla tossicità. Alle donne, invece, sono abbinati concetti di piacevolezza e benessere. Ma questo è solo uno stereotipo e tutti ne siamo prigionieri» dice il dottor Penna. «L’uomo non ha nulla da perdere ad accettare la propria vulnerabilità e le proprie emozioni, ma solo da guadagnarci, in termini di libertà. Potere essere quello che siamo è la conquista più importante che potremmo augurarci per le nostre vite. Come ben dice un commento sotto al post di Bella Thorne, “ciò che esprime il suo compagno non è vulnerabilità, ma l’accettazione della propria vulnerabilità”, che vuol dire aprirsi a dolcezza, tenerezza, comprensione».
Resta un punto non tanto chiaro: come mai Bella Thorne, un anno dopo la proposta di lui, decide di rifarne un’altra, lei. Molto semplice: come dice lei, «l’anno dopo, è toccato a me». Punto. Viva la parità.